Come specificato nel titolo, la paura a Napoli fa davvero 90, considerando che, ancora una volta, la squadra di Allegri, in vantaggio due volte, si è fatta raggiungere allo scadere da un gol (il secondo di giornata) di Balerdi, difensore centrale dei giallorossi, tra l’altro subentrato nel corso della ripresa.
Ci sono molto cose che non si riesce a spiegare dell’annata disputata finora dal Napoli: la verità di fondo è che, in ogni partita, manca sempre qualcosa.
Nelle ultime due uscite allo Maradona, dopo la disfatta di Venezia giunta dopo un numero imprecisato di palle gol divorate, il Napoli ha realizzato 7 reti e ne ha subite 6, roba da Zeman e non certo da Allegri, considerando che i numeri potevano essere anche doppi, in entrambi i sensi.
Non è bastato il doppio vantaggio contro i giallorossi di Gasperini: due gol e almeno tre palle gol divorate a cavallo dei due tempi , in particolare Olivera e Politano hanno sbagliato due gol facili facili che avrebbero, forse, chiuso la gara.
Il condizionale è d’obbligo dato che la difesa azzurra è pavida e arretra pericolosamente su se stessa, non riuscendo mai a contenere gli attacchi avversari. Va anche detto che l’assenza di Rrahmani e il prevedibile (per storia) infortunio occorso a Badiashile, hanno complicato non poco la fase difensiva.
La cosa che lascia perplessi è che, se si fa eccezione per la vergognosa prova di Beukema (vergogna tecnica e comportamentale) subentrato al francese, le prove individuali dei difensori sono buone: è proprio le testa che non va.
Non sappiamo, onestamente, quali siano le cure di cui abbisogna la formazione partenopea, di certo anche l’assenza degli esterni (Neres e Alison chissà quando li rivedremo, Lang mostra ancora una volta tutti i suoi limiti e Vergara è appena rientrato) e une evidente difficoltà a fare filtro in mezzo al campo (nonostante il recupero di Anguissa in gol sabato con un capolavoro balistico in rovesciata) hanno fatto la differenza in negativo.
Il giudizio, per ora, resta sospeso, in attesa delle prossime 4 gare (Monza, Juve, Porto e Lazio) che probabilmente certificheranno se la stagione è ancora recuperabile (11 punti in classifica sono davvero pochi dopo 8 giornate) o se dovremo rassegnarci a vivacchiare su qualche acuto ma poche vere soddisfazioni.
Mercoledì si torna già in campo: la trasferta di Monza non ammetterebbe alternative alla vittoria, anche per non essere incredibilmente risucchiati nella parte destra della classifica. Ci aspettiamo un Napoli che sappia essere compatto come lo è stato nei primi 60 minuti sabato e che non sbrachi alle prime difficoltà.

