IL NAPOLI CERCA CONFERME A GENOVA CON LA SAMP, 29 ANNI FA A MARASSI IL PASSO D’ADDIO DI MARADONA

All’inferno e ritorno in 8 giorni: tanti ne sono passati, per il Napoli di Gattuso, dal disastroso k.o. interno con la Fiorentina al trionfo con la Juventus dell’ex Comandante, passando per la conquista delle semifinali di Coppa Italia a spese della Lazio.

Va dato merito al tecnico calabrese di aver intuito la gravità della situazione, accelerando l’inserimento di uomini in grado di rendere più equilibrato ed efficace il suo 4-3-3 (Lobotka e soprattutto l’ottimo Diego Demme), rinunciando a un gioco troppo spregiudicato e presentando una formazione più compatta ed attenta a concedere il meno possibile; i risultati sono stati immediati, con un solo gol subito (quello inutile di CR7 a babbo morto e sepolto) e pochissimi tiri in porta lasciati ad avversari normalmente molto prolifici come Lazio e Juventus.

Il peggio è dunque passato? E’ probabilmente troppo presto per dirlo, come ha prontamente sottolineato Gattuso dopo la vittoria con i bianconeri, ed in tal senso un importante banco di prova sarà il match di domani (ore 20:45) a Genova contro la Sampdoria di mister Claudio Ranieri (subentrato a Di Francesco), che giocherà di certo una gara difensiva, invischiata com’è nella lotta per non retrocedere.

Il tecnico romano è un ex dell’incontro, avendo allenato il primo Napoli del dopo-Maradona dall’estate del 1991 all’autunno del 1992.

L’era del “Pibe de Oro” si era chiusa proprio a Genova contro la Sampdoria: il 24 Marzo 1991 Diego scese in campo per l’ultima volta con la maglia del Napoli (rossa per l’occasione) segnando anche la sua ultima rete, su calcio di rigore, inutile ai fini del risultato; finì 4-1 per la Samp che si apprestava a vincere il suo primo storico scudetto, succedendo proprio ai partenopei.

Diego fu assoluto protagonista di due grandi vittorie nella Genova blucerchiata, contro la Sampdoria dei “gemelli del gol” Vialli e Mancini: nel 2-1 del 12 Ottobre del 1986 prima propiziò il vantaggio siglato da Caffarelli, lesto a ribadire in rete una punizione dell’argentino finita sulla traversa, e poi firmò dal dischetto il gol vittoria.

Il 17 Gennaio del 1988, in un match giocato su un campo ben oltre i limiti della praticabilità per il maltempo, Maradona sbloccò il risultato ad una manciata di secondi dalla fine con un tiro da fuori area che sorprese il portiere blucerchiato Bistazzoni, correndo poi a rotolarsi nel fango insieme ai compagni per festeggiare, come il più felice dei ragazzini.

Da quelle vittorie fino al fallimento, sono state ben poche le soddisfazioni raccolte dal Napoli a Genova contro i doriani, che hanno spesso inflitto severe lezioni agli azzurri come il tennistico 6-3 (tripletta del napoletano Montella) rimediato il 21 Dicembre del 1997, durante la disgraziata stagione conclusa con 14 punti e una mesta retrocessione in B.

Uniche eccezioni furono l’1-0 del 29 Settembre 1996,  firmato dal brasiliano Beto, e due vittorie ottenute quando entrambe le squadre militavano in cadetteria.

Tra queste due vale la pena ricordare l’importantissima vittoria ottenuta il Sabato Santo del 2000, che permise al Napoli di Novellino di staccare la Sampdoria, diretta rivale per la promozione, e di involarsi verso la serie A: di Asta e del bomber Schwoch su calcio di rigore le reti del 2-0 finale.

Nell’era De Laurentiis viceversa il Napoli ha si è spesso imposto nelle trasferte a Marassi contro la Samp, vincendo per ben 6 volte e riducendo le distanze nei confronti diretti a Genova in serie A, che vedono comunque in vantaggio i blucerchiati, vincenti in 21 occasioni contro i 14 successi azzurri, con 17 pareggi.

Alcune di queste affermazioni sono state anche rotonde nel punteggio: per due volte, il 24 Gennaio 2016 ed il 28 Maggio 2017, gli azzurri si sono imposti per 4-2, mentre l’11 Maggio del 2014 finì addirittura 5-2 per il Napoli.

In tutte queste vittorie c’è la firma d’autore di Marek Hamsik, che giusto un anno fa proprio dopo un match contro la Sampdoria (giocato però al San Paolo) dava l’addio alla maglia azzurra dopo aver battuto i record di presenze e gol ed essere entrato di diritto nella storia del club.

L’ultimo precedente, giocato il 2 Settembre 2018, se lo è però aggiudicato la Samp con un netto 3-0, con gol finale  dell’ex Quagliarella con uno spettacolare colpo di tacco.

Un doppio ex ha invece firmato l’ultimo pareggio al “Luigi Ferraris”: si tratta di Duvàn Zapata, che il 1 Dicembre 2014 con un colpo di testa nel finale permise al Napoli di raggiungere la Samp, passata in vantaggio con un gol di Eder; il centravanti colombiano ha poi vestito la maglia blucerchiata nella stagione 2017/2018.

Il doppio ex al quale i tifosi azzurri sono però maggiormente affezionati è sicuramente Christian Maggio: il Napoli acquistò l’esterno vicentino dalla Sampdoria nell’estate del 2008, e Christian è diventato una delle bandiere del Napoli di De Laurentiis, disputando ben 10 stagioni in maglia azzurra con 308 presenze e 23 gol.

Foto LaPresse

Maggio sarà stato particolarmente felice della vittoria del “suo” Napoli contro la Juventus di Sarri, che da tecnico degli azzurri non concesse a Christian l’ultima passerella contro il Crotone.

Non resta che augurarsi che il successo sugli odiati bianconeri non resti un exploit isolato, al pari delle belle prestazioni in Champions contro Liverpool e Salisburgo: il Napoli, per lasciarsi definitivamente la crisi alle spalle, ha bisogno di conferme immediate, a partire da domani sera.

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Biografia Jacques Pardi

Jacques Pardi
La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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