lunedì , 6 Aprile 2020

Io sono Shingo 2: continua l’epopea orrorifica di Kazuo Umezz

Sin dalle prime pagine dell’opera Kazuo Umezz delinea la “personalità” di Monroe,  il robot (o come diremmo oggi la IA n.d.r.)  protagonista di questo inquietante manga. Una macchina che asseconda l’amore tra i due bambini tanto contrastato dai rispettivi genitori. Famiglie distaccate che sono profondamente criticate dall’autore come il padre di Satoru: uomo rozzo e  dedito al lavoro che perderà il lavoro proprio per colpa di quella “macchina” che tanto ammirava. L’opprimente condizione che sacrifica la manodopera umana a fronte del progresso e tecnologico risultano di un’attualità sconcertante, evidenziando la modernità dell’opera di Kazuo Umezz: con Io sono Shingo il maestro Kazuo Umezz anticipa di almeno 30 anni le reali problematiche relative all’etica delle “intelligenze artificiali”.

In questo secondo numero Satoru è sconvolto dall’imminente trasferimento della famiglia di Marin  in Inghilterra dato che nessuno degli adulti che hanno intorno crede all’amore tra due bambini così giovani. Nel disperato tentativo di cambiare il destino, Marin lascia un messaggio in codice a Satoru, per decifrare il quale serve l’aiuto di Monroe. Proprio in quel momento, però, viene a sapere che il padre è stato licenziato…

Le vicende di Io sono Shingo si svolgono nel Giappone degli anni ’80, periodo di grandi cambiamenti e di boom economico soprattutto per questo Paese con  una serie di innovazioni tecnologiche nel campo industriale e in quello della comunicazione e dell’elettronica di consumo. L’ambientazione riesce a dare giustizia ai grossi cambiamenti che sono avvenuti in quegli anni ed è anche possibile vedere il tratto distintivo e inquietante dell’autore.  Questo spiega la centralità del ruolo di  Monroe che viene considerato dai due ragazzini come il loro bambino, e iniziano a prendersene cura insegnandogli anche diverse “funzioni aggiuntive”.

Notevoli le illustrazioni a inizio di ogni capitolo: un’ opera nell’opera che  ritraggono Marin e Satoru in ambientazioni surreali distaccate dal manga. Il disegno, nel suo stile classico, è  incisivo e molto moderno in parecchie sequenze, basti vedere la vista “pixellata” della vista di Monroe.

 Come sempre, per qualsiasi altra informazione, può essere consultata la pagina di Starcomics.

Please follow and like us:
fb-share-icon0

Biografia Danilo Battista

Danilo Battista
Appassionato sin da piccolo della cultura giapponese, è stato rapito tanti anni fa da Goldrake e portato su Vega. Tornato sulla Terra la sua viscerale passione per l'universo nipponico l'ha portato nel corso degli anni a conoscere ed amare ogni sfumatura della cultura del Sol Levante. Su Senzalinea ha cominciato a scrivere di tecnologia e di cosplay. Da diverso tempo gestisce la sezione "Nerdangolo" ma ha promesso che un giorno, neanche tanto lontano, tornerà su Vega...

Check Also

Dampyr 241-Il cavaliere di Roccabruna

Nell’aprile 2000, esattamente 20 anni fa questo mese, usciva nelle edicole italiane il primo numero …