LA LEGGENDA D’AMORE DI VESUVIO, SEBETO E LEUCOPETRA

 

Uno dei più antichi ponti della città di Napoli, è il Ponte della Maddalena.

Fu costruito nel 1555 da Don Bernardino di Mendoza, essendo considerata un’opera di poca importanza artistica ed archeologica, rischiò di venire abbattuto dal comune durante la fase di bonifica della strada di via Marinella. Venne però deciso d non abbatterlo ma di abbassarne l’altezza di due metri per permettere la realizzazione del tronco ferroviario con la Stazione Centrale.

Sul ponte si trovano due grandi edicole sacre in piperno. La prima, posta sulla destra, è dedicata a San Gennaro, quella di sinistra, attualmente inglobata in un edificio, è dedicata a San Giovanni Nepomuceno, protettore dalle alluvioni e dagli annegamenti

Ma il Ponte della Maddalena non è solo un’importante via di comunicazione, nelle sue secolari fondamenta, nasconde una storia torbida.

Tanto tempo fa nell’antica Neapolis, esisteva una piccola spiaggia dell’antica Neapolis, dove, acqua e fuoco lottavano per essere padroni di questa terra e conquistare la bellissima ninfa Leucopetra, figlia di Nettuno. I loro nomi erano Vesuvio e Sebeto: il monte Vesuvio rovesciava in mare torrenti di fuoco e Sebeto frantumava sassi, e facendoli rotolare fino al mare, formava lunghe lingue di sabbia lungo tutta la costa.

Quando i due giganti vinti dalla stanchezza riposavano, sul loro campo di battaglia fioriva la vita: le ginestre sbocciavano diventando di un giallo intenso, intrecciandosi con il verde intenso delle foglie di mirto.

Nonostante i suoi ripetuti rifiuti, i due giganti non si dettero ma per i vinti e la povera Leucopetra per sfuggire ai due si gettò in mare e si trasformò in pietra. Vesuvio, disperato e arrabbiato per quella perdita, si trasformò in una montagna che rovesciava fuoco, fino a raggiungere la sua amata ninfa nel mare, mentre Sebeto pianse così tanto, da trasformarsi in un fiume che si versava in mare fino a lambire con un dolce abbraccio Leucopetra, trasformatasi in pietra.

Il ponte della Maddalena e il fiume Sebeto , sono anche ricordati per molti fatti tristi. Sulle sue sponde si svolsero innumerevoli battaglie e spesso le sue acque si tinsero in rosso e il ponte della Maddalena, divenne il ponte degli impiccati e dei decapitati

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Biografia Luciana Pasqualetti

Luciana Pasqualetti
Fiorentina di nascita ma napoletana con il cuore. Appassionata di cucina, storie e racconti su Napoli. Entusiasta per tutto ciò che è antico, non disdegnando il nuovo. Ama la puntualità e non sopporta l'approssimazione.

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