Le 5 PokéPasta più inquietanti

Ogni videogiocatore che si rispetti ha giocato almeno una volta ad un gioco dei Pokémon. Chi vi scrive è, a dirla tutta, un fan sfegatato della serie, tanto da aver giocato più volte ad ogni capitolo della saga principale (e continuo a giocarci ancora oggi). I mostriciattoli della Nintendo hanno certamente accompagnato lo sviluppo dei ragazzi cresciuti negli anni ’90. Ed è un dato di fatto che alcune delle creepypasta più celebri e più inquietanti provengano proprio da questo mondo. Dopo aver fatto un’introduzione, la scorsa settimana, al mondo delle creepypasta, mi sembrava giusto dedicare un pezzo per classificare le cinque creepypasta dedicate al mondo dei Pokémon che più mi hanno colpito (se come me siete appassionati di creepypasta vi consiglio di cercare sul web la versione estesa delle storie di cui vi parlerò):

5) Nuzlocke:

La prima creepypasta di questa lista è una delle poche che riguarda un gioco Pokémon piuttosto recente. Nella quarta generazione infatti (Diamante, Perla e Platino, per capirci) si diffuse una challenge chiamata appunto “Nuzlocke”. La challenge consisteva nel catturare al massimo un Pokémon per ogni aerea di gioco e, soprattutto, ogni volta che un Pokémon della nostra squadra veniva sconfitto, lo si sarebbe dovuto considerare “morto” e non lo avremmo potuto più utilizzare. Beh, da qui un amante di creepypasta capirà già dove si va a parare. Spiriti di Pokémon che ci perseguiteranno perché li abbiamo lasciati morire, tanto per iniziare;

4) Pokémon Lost Silver:

Iniziamo una piccola serie di storie basata su versioni “contraffatte” di giochi Pokémon realmente esistiti; in questo caso il gioco è Pokémon Argento (Silver in inglese). Il racconto in questione inizia da molto lontano, ma quello che interessa a noi è che in questa versione contraffatta di Pokémon Argento ci sono un bel po’ di cose che non vanno; iniziando magari dal fatto che in squadra avremo degli Unown (i Pokémon a forma di  lettere) che ci preannunciano macabramente il susseguirsi delle vicende del gioco;

3) Pokémon Rosso Errore:

Una delle più celebri creepypasta riguardanti il mondo dei Pokémon. In particolare questo racconto è un po’ meno horror rispetto agli altri, ma altrettanto inquietante. Basti citare il fatto che il principale avvenimento di questa storia è rappresentato dalla presa di coscienza da parte dell’anonimo protagonista delle storie Pokémon di prima generazione (Rosso) di essere all’interno di un videogame. Una rottura della quarta parete alquanto “creepy”;

 

2) Pokémon CreepyBlack

A mio parere questo racconto è il più bello e appassionante tra quelli che ho trovato sul web. Parla, sostanzialmente, di una versione contraffatta dei giochi di prima generazione: la famigerata versione “Black”. Tutta la storia racconta gli avvenimenti della trama di questo gioco che vede come protagonista non tanto noi allenatori quanto il Pokémon iniziale che avremo: Ghost. Questo simpatico animaletto avrà la simpatica tendenza di uccidere sia i Pokémon che sconfigge sia i loro allenatori;

1) La Sindrome di Lavandonia:

E veniamo alla regina, per tanti motivi, di questa classifica: la famigerata “Sindrome di Lavandonia”. Questo racconto si meriterebbe il primo posto anche solo perché, per un bel po’ di tempo, è stato considerato assolutamente vero e non solo una storia inventata dai fan. Tale storia sosteneva che nelle prime versioni di Pokémon Rosso e Blu (Verde in Giappone) fosse presente una soundtrack molto particolare all’interno della città di Lavandonia. Questa traccia musicale avrebbe stimolato nei giovani videogiocatori di fine anni ’90 tendenze suicide. E non mi spingo oltre perché, davvero, se non conoscete questa storia dovete recuperarla.


 

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Biografia Gabriele Nappo

Gabriele Nappo
Studente di Scienze della Comunicazione presso l' Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Appassionato di musica da quando ne ho memoria, e , nel corso degli anni, ho affiancato a questa passione numerose altre, come i videogiochi, lo sport (Napoli ed NBA in primis), il cinema ed il teatro. Lavoro come speaker presso la radio del Suor Orsola Benincasa.

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