Liberato e la più grande farsa della storia musicale di Napoli

Negli ultimi tempi ho sentito un sacco di volte (ma davvero tante) parlare le persone di questo nuovo artista; di questo nuovo “poeta contemporaneo”…di questo LIBERATO, e col tempo devo ammettere che anche la mia curiosità è aumentata fino al momento in cui non mi sono andato ad informare in prima persona per vedere chi fosse “davvero” questo personaggio. Era troppa la curiosità di approfondire, di capire…di sentire alla base di questo progetto quali fossero gli argomenti fondanti…e mamma mia che senso di delusione ho provato quando ho capito. Non è per cattiveria, ma non riesco ad essere buono, o mite, nei confronti di quella che mi sembra la più grande fregatura della storia della musica napoletana. Scrivo solo ora perché avevo bisogno di vederlo anche in sede live per aver piena coscienza…e purtroppo ora ce l’ho.

Il problema è sorto quando ho dovuto capire COSA FOSSE questo LIBERATO, di cosa stessi cercando e di cosa mi stessi informando, perché l’unica cosa chiara in tutta questa storia è che non esiste chiarezza.
Dovrei parlare di musica, da buon giornalista, ma credo sia il caso di fare un ragionamento un po’ più ampio (perché se no sarebbe davvero riduttivo il giudizio da esprimere), in quanto la situazione è abbastanza complicata. Partiamo dal soggetto, un ragazzo che è la gioia ed emblema del marketing. Jeans larghi, scarpe di marca, un giubbotto con il proprio nome cucito in stile ultras (riconducibile ad un preciso gruppo di questi ultimi)…uno stereotipo alla fine; Liberato è solo uno stereotipo. Il volto non è dato di vederlo, perché lo mantiene ben anonimo…e pure questa è un’ottima mossa di marketing. Si rivolge chiaramente ad un pubblico di ragazzini e cerca di cavalcare la moda del momento (la canna, il napoli calcio, l’autotune, un genere di musica non ben definito, ma comunque minimale). La musica?…ne dovremmo parlare…peccato solo che c’è davvero poco da dire. Le storie sono banali e scritte per non essere ricordate…non possono, queste, essere canzoni che valga la pena di promuovere e ricordare. E’  ovviamente facile pensare ad argomenti come l’amore, il tradimento, la fede, così siam bravi tutti. E’ capace a scrivere storie in chiave moderna, e questo è da concedergli, e la mia stima va al suo dj che, nonostante tutto, deve lavorare (nei live e nelle registrazioni) ma per il resto è vuoto…non c’è molto da dire. Definire Liberato un’artista è come dire che Napoli non ha problemi di traffico… siamo seri. Napoli ha, ed ha avuto grandi artisti, ma Liberato non è tra questi; e mi dispiace che lui (da una ricerca) si mostri ispirato a maestri come Pino Daniele, perché non sta imparando nulla…corre solo il rischio (ovviamente impossibile, fino a prova contraria) di infangare una “VERA BANDIERA NAPOLETANA”. Nei live (ebbene sì, il 9 maggio c’ero anche io) è solito essere accompagnato da dei sosia per mantenere quest’anonimato…e quindi spostare l’attenzione dalla musica ad altro. Perché, a ben pensarci, è solo questo Liberato…un fenomeno da baraccone.

Mi spiace fare delle considerazioni ovvie, ma uno che si presenta in questo modo è evidente che non ha stima della propria arte. Ha bisogno di infinito aiuto, per mascherare delle qualità in cui non crede. Forse (anzi sicuramente) ha capito come fare soldi; come fare presa su un pubblico di ragazzini, e come creare il continuo desiderio da parte del mercato…ma la mia domanda è: “Sarebbe in grado di ripetere i suoi successi, senza tutta questa scena?” Sarebbe in grado di mettersi davvero in gioco, per diventare con onore una bandiera della nostra cultura? Al 90% la risposta è negativa, ma mai mettere limiti alla divina provvidenza.

Si può apprezzare un Pino Daniele, andato via da Napoli, dopo aver scritto la storia (solo con una chitarra);
Si può apprezzare un Gigi D’Alessio, nato come neomelodico e divenuto artista di fama mondiale;
Si può apprezzare un Nino D’Angelo, che da commesso di scarpe è divenuto ambasciatore dei valori della musica Napoletana nel mondo;
…ma non si può apprezzare un LIBERATO!

Comunque, per chiunque volesse approfondire il discorso, o anche venire alla scoperta della Musica (con la “M” maiuscola), noi staff di Senza Linea saremo oggi 12, e domani 13 Maggio al Discodays  – Fiera del disco e della musica

P.s. Se anche le foto vi sembrano scontate, non vi preoccupate che è tutto normale. Il marketing di Liberato ha previsto anche questo.

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Biografia Giuseppe Improta

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