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Reading: Roberto Latini a Sala Ichòs con “Venere e Adone” – 7 e 8 gennaio
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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Teatro

Roberto Latini a Sala Ichòs con “Venere e Adone” – 7 e 8 gennaio

Redazione
Redazione 3 anni fa
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4 Min Lettura
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A Sala Ichòs in scena

Roberto Latini in

“Venere e Adone

siamo della stessa mancanza di cui sono fatti i sogni”

7 e 8 gennaio

L’anno nuovo per Sala Ichòs parte con il ritorno di Roberto Latini. Sabato 7, alle 21, e domenica 8 gennaio, alle 19, va in scena “Venere e Adone siamo della stessa mancanza di cui sono fatti i sogni” di e con Roberto Latini. Le musiche e il suono sono a cura di Gianluca Misiti, la luce e la direzione tecnica di Max Mugnai e la produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi.

Come per il mito, la narrazione cede il posto a variazioni dello stesso tema.
Il pensiero sollecita continue aperture e aggiungiamo sipari su scene in trasformazione.

Lo sguardo sposta il fuoco e abbiamo bisogno di dotarci di una drammaturgia che possa diventare strumento: fluida e plurale.

Venere e Adone si trasforma così in un programma articolato in grammatiche diverse. Assecondiamo la scena nella tentazione di tentativi che si aggiungono progressivamente e numericamente alla prima uscita della scorsa estate.

Nel tempo di questo tempo, mi piace sospendermi nello stesso argomento che scelse Shakespeare quando nel 1593 i teatri a Londra furono chiusi per la peste: Venere e Adone.

L’amore terrestre e quello divino nel disarmo di un destino ineluttabile, è il tema trattato da Shakespeare, Tiziano, Rubens, Canova, Carracci, Ovidio, attraversando il mito nell’arte, come trattenendo il respiro.

Un respiro-fotogramma, solo, fermato, definito, come a impedire che il racconto si possa compiere nel finale che già sappiamo. È forse la speranza che si possa vincere il destino, dando all’Arte il compito di sfidare il tempo e trattenerlo. Sospenderci nella tenerezza.

Tra quelli contenuti nelle Metamorfosi di Ovidio è certamente uno dei più sorprendenti: Adone muore nel bosco durante la caccia a un cinghiale e Venere stessa non può nulla oltre il presentimento che la consuma.

Anche questo mito ci rivela che gli Dei in tanti casi possono solo arrendersi al cambiamento; oppure lasciarsi sorprendere.

Il corpo di Adone in terra svanisce nell’aria fresca del mattino e dal suo sangue in terra spunta un fiore bianco e rosso.  Lo si potrebbe percepire come un “mito della primavera”, il mito della rinascita.

Venere e Adone è la storia di ferite mortali, di baci sconfitti che non sanno, non riescono a farsi corazza, difesa.

Anche Amore non può nulla. Anche Amore è incapace; è sfinito, è logoro, è vecchio. Sconfitto. Eppure, cadendo, fa un volo infinito.

Sala Ichòs

Via Principe di Sannicandro 32/A – San Giovanni a Teduccio (NA)

Fermata metro linea 2: San Giovanni a Teduccio – Barra

Lo spazio è dotato di ampio e gratuito parcheggio.

Info e prenotazioni: 335 765 2524 – 335 7675 152 – 081275945 (dal lunedì al sabato dalle 16 alle 20 – domenica dalle 10 alle 17)

Biglietti: intero 10 euro; ridotto 7 euro

Orari: sabato ore 21; domenica ore 19

Questa iniziativa è contro il “sistema” della camorra.

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