Nidal Hasan, l’ex psichiatra militare che ha ucciso 13 persone a Fort Hood nel 2009, sarà giustiziato da un plotone di esecuzione il 3 dicembre di quest’anno .
Trump ha approvato, Hegseth: “La gente deve vedere”. Mai accaduto in America.
Gli Stati Uniti trasmetteranno così in livestream l’esecuzione capitale di Nidal Hasan, se davvero accadrà, trattasi di una scelta senza precedenti: nessun’altra esecuzione legale è mai stata trasmessa in diretta negli USA.
L’esecuzione è fissata per il 3 dicembre 2026 alle 13:00 a Fort Hood, Texas, la stessa base dove Hasan aprì il fuoco con una pistola dotata di puntatore laser all’interno di una struttura medica, uccidendo 13 persone e ferendone 32.
La scelta è stata rivendicata dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth, che ha insistito per il plotone di esecuzione: decidere di giustiziare Hasan con fucilazione a Fort Hood un giovedì alle 13, orario e giorno approssimativi della sparatoria, è stato un “no brainer”.
Se eseguita, sarà la prima fucilazione militare dal 1945 e la prima esecuzione militare dal 1961. L’ultima fucilazione dell’Esercito USA fu quella del soldato Eddie Slovik in Francia per diserzione durante la Seconda Guerra Mondiale.
Hasan, 56 anni, é stato condannato a morte da una giuria militare nell’agosto 2013 con 45 capi di imputazione per omicidio premeditato e tentato omicidio premeditato. Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha annunciato che la raccomandazione di Hegseth è stata approvata dal Presidente Donald Trump.
In passato i media hanno chiesto di riprendere le esecuzioni, ma sono stati bloccati dai tribunali. Nessun altro Paese è noto per aver trasmesso in tv o in diretta streaming un’esecuzione legale.
L’annuncio arriva in un momento di forte dibattito sulla pena capitale, dopo il fallimento dell’iniezione letale di Christa Pike in Tennessee a fine settembre, peraltro la condannata è la prima al mondo a essere sopravvissuta ad una doppia iniezione di veleno come pena capitale per l’omicidio commesso quando aveva appena 18 anni.
Professori di giustizia militare come Eugene Fidell (Yale) sostengono che una trasmissione pubblica violerebbe il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici. L’ultima esecuzione pubblica legalmente sanzionata negli Stati Uniti risale al 1936, quando migliaia di persone assistettero all’impiccagione di un giovane nero condannato per stupro.
Eppure i vertici dell’esercito dichiarano che la pena della fucilazione pubblica, oltre che pubblica, “social” e globale, risponde ad un bisogno della popolazione di conoscere la fine di un condannato a morte per avere ucciso tante persone in quel modo lì e in quel luogo lì.
La sensazione che provoca tutto questo è sicuramente lo shock per una decisione che sembra insensata, illogica, immorale, inumana come se davvero il plotone di esecuzione ci portasse tutti in guerra…una guerra in diretta…una guerra in cui l’occidente della democrazia si macchia di sangue ….e forse è così , è proprio quello che dobbiamo vedere tutti, tutti quelli che morbosi o temerari avranno il coraggio di vedere un uomo che muore sotto i colpi di fucile per mano di uno Stato che fa dei diritti e delle libertà baluardo assoluto del suo essere ed esistere.

