lunedì , 17 Dicembre 2018

PER I VOLTI DI NAPOLI HO INCONTRATO LUCIANO RONDINELLA

In un’assolata mattina d’agosto ho incontrato Luciano Rondinella

 

Come ha iniziato a cantare?

Bè all’inizio come molti bambini nel coro parrocchiale, poi all’età di 19 anni mi ascoltò il direttore del conservatorio di Londra che era anche il pianista di Beniamino Gigli gli piacque talmente tanto la mia voce che mi dette lezioni gratis. All’epoca non potevamo permetterci lezioni di nessun genere, eravamo 7 figli e lavorava nel campo della musica solo mio padre. Ero bravo, ma mio padre non amava la carriera lirica, lui era un cantante napoletano e così mi fece lasciare la lirica per la musica leggera. Ho iniziato a cantare nel 54 nella compagnia di prosa di Nino Besozzi nella commedia Siamo tutti milanesi dove facevo l’attor giovane e dovevo cantare una canzone facendo una tournèe di 7/8 mesi per tutta l’Italia, e li conobbi Napoli e me ne innamorai perdutamente. Poi tornai a Roma, perché allora risiedevo la con la famiglia. Prima però di dedicarmi alla musica ho fatto l’apprendista orafo e poi ho lavorato in un grandissimo bar a Via del Tritone poi come commis prima all’excelsior di Roma, poi a quello di Venezia e per me quella era la strada che dovevo seguire invece poi ho seguito le orme di mio padre

Ha fatto anche cinema

Ebbi una parte nel film di De Sica L’oro di Napoli

Nel 58 ho iniziato a fare turnè canore e ho vinto la maschera d’argento ho cantato a Parigi e a New York

Oltre ad aver partecipato al festival internazionale di Firenze vincendolo, ha partecipato a canzonissima  

Si con una canzone di Giuseppe Marotta, Santa Lucia e poi ho partecipato al festival di San Remo abbinato a Edoardo Vianello

Dopo questa parentesi teatrale e canora lei si è dedicato ad altro

Bisogna fare una premessa con il 61 la canzone italiana cambiò da così a così. Nel il 58 con Modugno con Volare e poi nel 61 con Celentano, Mina, Sentieri e la canzone napoletana sparì lasciando noi cantanti napoletani a spasso, la rai non trasmetteva più canzoni napoletane. Ho ripreso in mano la casa musicale editrice Rondinella dove producevo e vendevo subito i dischi. Tra i tanti cantanti ho avuto Merola che cantava Libero Bovio, Poi ho lanciato Vittorio Marsiglia Ma come tutte le cose anche questa è finita per colpa della pirateria

Dopo la casa discografica?

Al vomero in via merliani aprii TOP MIUSIC che era uno dei primi negozi di importazione diretta di dischi che poi ho chiuso nell’89 Nell’85 ho acquistato il teatro Bellini con Tato Russo ed altri due Poi anche questo è andato a finire ma all’ingresso del teatro si può ancora vederela targa con i nostri nomi.   Ma non è finita qui nel 93 ho inaugurato il ristorante/palcoscenico GIRULU’ definito la casa della canzone napoletanaun luogo accogliente che dove hanno cantato i grandi nomi come Roberto Murolo, Amanda Lear, Carlo e Aldo Giuffrè, Peppe Barra e tanti altri e grazie all’impennata assurda degli affitti che improvvisamente triplicarono anche questo nel 207 finì

Le sue figlie hanno continuato la sua tradizione nella canzone napoletana?

Clelia è attrice mentre Amelia e Francesca hanno formato un apprezzato duo, “Le Rondinella

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Biografia Luciana Pasqualetti

Luciana Pasqualetti
Fiorentina di nascita ma napoletana con il cuore. Appassionata di cucina, storie e racconti su Napoli. Entusiasta per tutto ciò che è antico, non disdegnando il nuovo. Ama la puntualità e non sopporta l'approssimazione.

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