NELLA FOTO: L’Italia di Zaha Hadid ©Musacchio / Ianniello / Pasqualini

Al MAXXI di Roma la mostra “L’ ITALIA DI ZAHA HADID”

Per coloro che amano l’ architettura contemporanea e in particolar modo le immagini di straordinaria potenza ed eleganza è doveroso e indispensabile visitare il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, il “MAXXI” di Roma, epicentro di una importante mostra “L’ Italia di Zaha Hadid”, fino al 14 gennaio 2018, dedicata all’ archistar e designer irachena naturalizzata britannica, incentrata sul rapporto tra l’ artista e il nostro Paese e dei progetti realizzati in campo internazionale. E’ una esposizione in cui si concentrano tutti i valori visionari e innovativi dell’ architettura contemporanea, in cui l’ audacia formale e la combinazione di forme geometriche elementari rendono la composizione fluida e dinamica. La ricerca di Zaha Hadid è approdata ad un processo organico di modellazione dello spazio, a forme architettoniche che attingono dalla natura, esempi eloquenti sono i progetti presenti in mostra, la Stazione marittima di Salerno a forma di conchiglia poggiata su una banchina, le cui forme fluide rievocano il moto ondoso del paesaggio marino, oppure il Museo di Arte Nuragica e Contemporanea di Cagliari che ridisegna il lungomare rendendolo simile ad una concrezione corallina con una grande cavità all’ interno. Altri esempi di grande impatto sono il Museo di Messner Plan de Corones nelle Dolomiti, una architettura che si mimetizza nella formazione rocciosa, la Stazione Napoli-Afragola simile ad un canyon inserito nel territorio, le tensioni e le torsioni delle Torri Generali di Milano che ridisegnano lo skyline urbano ed infine lo stesso Museo MAXXI di Roma.

Partendo proprio da quest’ ultimo, si possono osservare nella mostra i progetti e la realizzazione del Museo MAXXI che si è contraddistinto per aver prefigurato un nuovo tessuto di costruzioni disposte secondo il flusso dei percorsi che attraversano l’ area da sud a nord di Roma, collegando due zone del quartiere Flaminio precedentemente divise, la particolarità della struttura è quella di creare un dialogo fra interno ed esterno, i visitatori all’interno dello spazio espositivo diventano parte integrante del percorso fluido e dinamico dell’ edificio in simbiosi con uso spettacolare della luce zenitale. La struttura è divisa in aree con connotazioni precise, prevede sostanzialmente due musei, MAXXI arte e MAXXI architettura che ruotano intorno alla grande hall a tutta altezza attraverso la quale si accede ai servizi di accoglienza, alla caffetteria e alla libreria, ai laboratori didattici, all’ auditorium e alle sale per eventi dal vivo e per convegni, alle gallerie dedicate alle esposizioni temporanee e alle collezioni di grafica e fotografia. E’ un museo che ha un ruolo fondamentale per il tessuto sociale e urbano, una funzione che lo mette in correlazione col ruolo svolto dal Guggenheim di Bilbao per la comunità basca.

 

Di notevole interesse i due progetti che riguardano la regione Campania, la stazione marittima di Salerno e la stazione ferroviaria di Afragola, in provincia di Napoli. La stazione marittima di Salerno consolida il rapporto della città con il mare stabilendo nuovi legami. L’ edificio è a forma di ostrica ed ospita i viaggiatori durante la stagione turistica, nella realizzazione di quest’ opera sono stati inseriti tre componenti interconnessi, gli uffici amministrativi per il controllo doganale e per le compagnie di navigazione, la stazione per le navi internazionali e da crociera e quella per i traghetti locali e regionaliL’ allestimento interno guida i viaggiatori attraverso una serie di spazi “fluidi” come il ristorante e la sala d’attesa, sia dal punto di vista funzionale che visivo la stazione è il punto di transizione fra terra e mare, fra solido e liquido, di notte l’ illuminazione della struttura fungerà da faro per lo scalo.

L’ altro progetto ad essere stato realizzato nella regione Campania da parte di Zaha Hadid è la stazione dell’ Alta Velocità di Afragola (Napoli), una struttura di interscambio e punto di riferimento vicino alla città di Napoli. La creazione di un ponte sopra i binari che collega le varie banchine diventa il punto di transito per il nuovo parco naturalistico-tecnologico, l’ intera stazione sorge su un sito rurale ai piedi del Parco regionale del Partenio. Anche in questo caso il progetto è basato sull’ articolazione del movimento, gli ingressi ampi e un enorme atrio centrale in cui confluiscono i passeggeri che si dirigono verso le banchine di attesa, diversi sono i materiali utilizzati per la realizzazione di quest’ opera avveniristica, pannelli solari per la copertura delle pensiline, cemento armato per la base, rivestimento di Corian in carpenteria di acciaio per la struttura sopraelevata, pannelli in vetro per la copertura della galleria commerciale. E’ una stazione fluida che segue il dinamismo dei viaggiatori e dei treni in transito.

 

Proseguendo con la mostra e restando nel Sud dell’ Italia un altro progetto di un certo spessore è il Museo regionale dell’ arte nuragica dell’ arte contemporanea del Mediterraneo di Cagliari, è un edificio a dimensione pubblica grazie all’ interconnessione fra viabilità, spazi aperti e chiusi e la città, è un museo che somiglia ad una concrezione corallina, vuota all’ interno e porosa all’ esterno. Gli spazi adibiti all’ aggregazione sociale, alle mostre e alle installazioni di arte sono open space visibili da diversi punti di vista che facilitano il dialogo fra l’ arte contemporanea e l’ arte nuragica, il percorso destinato all’ arte contemporanea inizia al piano terra e raggiunge le logge aperte dell’ ultimo piano, quello dell’ arte nuragica è sullo stesso piano e consente una visione più intima delle opere d’arte. E’ un progetto il cui cantiere è articolato in tre fasi che sarà realizzato  al raggiungimento delle risorse.

Questo viaggio itinerante in giro per l’ Italia alla ricerca dei progetti di Zaha Hadid all’ interno della mostra ci porta a Jesolo, al Jesolomagica Centro Commerciale e Hotel e Business Centre. In questo caso non siamo di fronte ad un museo, bensì alla realizzazione di un centro commerciale a due piani, come i petali di un fiore i volumi che avvolgono il centro si aprono intorno ad uno spazio centrale, la luce naturale e il paesaggio circostante interagiscono delicatamente con la struttura. La costruzione è alta 45 metri, si sviluppa su 9 piani ed ha sul tetto un giardino pensile coperto, dalle camere dell’ albergo sarà possibile ammirare la veduta della laguna veneziana.

 

Il progetto per le Torri Generali e Complesso Residenziale Citylife di Milano si è sviluppato tenendo conto del contesto urbano che ha ispirato le forme del grattacielo, del basamento e degli edifici residenziali, le geometrie curvilinee del basamento delle torri emergono dal terreno nel luogo in cui convergono i vialetti pedonali e il portico con i negozi, il grattacielo è concepito come una serie di piani che ruotano intorno ad un asse verticale. La Citylife Complesso Residenziale, invece, è formata da 7 edifici, ognuno da 230 appartamenti, un’ opera fluida che ridisegna lo skyline cittadino, gli edifici e gli appartamenti sono esposti verso la direzione sud-est e offrono una panoramica sul parco e sulla città. Il disegno delle facciate presenta, insieme, continuità e fluidità, l’involucro degli edifici è definito da un movimento curvilineo di balconi e terrazze che si aprono su una ricca varietà di spazi privati, sia interni che esterni, rimandando al paesaggio sottostante, i materiali delle facciate, alluminio verniciato e pannelli in legno naturale  enfatizzano questo complesso movimento strutturale conferendo al contempo un carattere privato e “domestico” all’ interno del cortile chiuso. Al pian terreno, gli atri a doppia altezza sono inondati di luce grazie ad ampie aperture che vanno dal pavimento al soffitto, progettate per creare una forte continuità visiva con il parco.

 

Il Messner Mountain Museum Corones è il sesto museo dell’ alpinista Reinhold Messner sulle Dolomiti incentrato sulla storia e la disciplina dell’ alpinismo. Zaha Hadid  spiega il concept del progetto: “L’idea è che i visitatori possano scendere all’ interno della montagna per esplorare le sue caverne e le sue grotte, prima di emergere attraverso la parete della montagna sul lato opposto, sulla terrazza a strapiombo sulla valle, con i suoi spettacolari panorami”. 

Reinhold Messner, nella sua visione di un museo incastonato sulla vetta del Monte Plan de Corones, aveva individuato tre posizioni ben precise in cui il museo sarebbe dovuto emergere dal suolo, “La prima corrisponde a una finestra che si affaccia a sud-ovest fino alla vetta del Sass de Putia, la seconda osserva a sud la vetta del Sasso di Monte Croce e la terza è un balcone rivolto a ovest verso l’Ortles e l’Alto Adige”.

Ispirate alle schegge di roccia e di ghiaccio del paesaggio circostante, le volte in cemento sono state costruite in situ ed emergono dal terreno a proteggere l’ingresso del museo, osservando le finestre e la terrazza. Riprendendo i colori e i toni più chiari delle frastagliate cime calcaree delle Dolomiti, i pannelli esterni presentano una tonalità più luminosa, sono fatti di cemento con vetro e si contrappongono ai pannelli scuri interni del museo che hanno la lucentezza e il colore dell’antracite. Una serie di rampe di scale scorrono attraverso il museo per collegare gli spazi espositivi. Al livello più basso, i visitatori passano davanti alle finestre panoramiche e attraverso le gallerie riemergono sulla terrazza offrendo un panorama sulle Alpi.

La figura di Zaha Hadid e i progetti che l’ archistar ha realizzato in Italia ci porta ad approfondire e ad osservare i lavori eseguiti in campo internazionale, partendo dai primi dipinti ispirati al Costruttivismo russo al dipinto Metropolis e al concorso per il Peak Leisure Club di Hong Kong rendono chiari il concetto di spazialità dell’ artista naturalizzata inglese, con questi presupposti progetta il Vitra Fire Station di Weil am Rhein e il Rosenthal Center for Contemporary Art di Cincinnati, opere dalla spazialità complessa e dinamica, soltanto negli anni ’80 le forme saranno più fluide grazie anche all’ avvento del digitale, un esempio il Phaeno Science Center di Wolfsburg e successivamente ispirandosi alla natura realizza l’ Heydar Aliyev Center  di Baku e il London Aquatics Center di Londra.

L’ esposizione offre spunti interessanti non solo sull’ architettura ma anche sul design, partendo dalle prime sperimentazioni dell’ artista con le aziende italiane, con la realizzazione di oggetti ed arredi che non hanno un unico punto di osservazione, una posizione fissa o un prospetto principale, alcuni prototipi presenti mettono in evidenza il processo che va dalla fase progettuale fino al prodotto finale.

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Biografia Luca Del Core

Luca Del Core
Ha scritto per alcune riviste di settore, tra cui "Arskey Magazine" e per alcune delle quali è ancora redattore, "Artslife" e "Art a part of cult(ure)". L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è. (Paul Klee)

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