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Reading: “COSE DA FARE PRIMA DEI 31 ANNI” DI VERDIANA NOBILE. RECENSIONE ED INTERVISTA
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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Libri

“COSE DA FARE PRIMA DEI 31 ANNI” DI VERDIANA NOBILE. RECENSIONE ED INTERVISTA

Cristiana Abbate
Cristiana Abbate 7 anni fa
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7 Min Lettura
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Trama: Lucilla detta Lilla ha appena compiuto trent’anni e non ha idea di cosa fare del resto della sua vita. Lavora in aeroporto, ma non viaggia mai; abita in un piccolo appartamento in cui non invita mai nessuno; sfoggia lo stesso taglio di capelli da sempre; ha una relazione apparentemente perfetta, o meglio, aveva. Perché Leo, da un giorno all’altro, la lascia, e questo cambia tutto. Rimasta sola, Lilla si ritrova ad affrontare la verità su se stessa e sulla sua vita: non è felice, e non lo è mai stata davvero. Un giorno, rovistando tra i ricordi della sua casa d’infanzia, le capita tra le mani una lista di Cose da fare prima dei 30 anni, scritta quando di anni ne aveva quindici. Sono dieci piccoli progetti, desideri di una ragazzina, piuttosto semplici. Eppure, Lilla non ne ha portato a termine nessuno. Fino ad oggi.

Eretica Edizioni

Recensione: Ecco un libro, una storia, che fa piacere leggere. Lilla, dopo una brutta batosta amorosa scivola nel buio: tutte le sue certezze sono crollate, i suoi sogni svaniti e la sopravvivenza è dura da affrontare. La rottura del fidanzamento segue tutte le regole del caso, potrebbe essere l’esperienza di qualunque ragazza che ama. Non si ha voglia più di niente, di fare niente e non si ha voglia di essere nessuno.

Bellissimo il rapporto con la madre, donna presente e volitiva che esprime l’affetto per la figlia mai in maniera invadente, ma sempre incisiva.

Il ritrovamento di un vecchio diario contenente liste di cose da fare “da grande”, apre un microscopico spiraglio dove Lilla intravede il modo di uscire dal suo periodo di depressione. La lista è lì, ma è Lilla che deve mettere le mani nello spiraglio e squarciarlo per aprirsi il varco, quel povero foglio viene appallottolato e gettato tante di quelle volte, ma viene sempre ripreso in mano. La lista quindici anni prima rappresentava il futuro, il percorso di maturazione, ora, invece è fondamentale rituffarsi nel passato per vedere il futuro. Affrontare ogni punto, offre a Lilla la possibilità di guardarsi dento ogni volta, di crescere passo passo e capire che si stava allontanando troppo da se stessa. Il percorso è intervallato da più bassi che da alti, ma fa parte del momento ed è importante prendersi il permesso di stare male. Quante volte pensa di non poter andare avanti perché alcune cose sono impossibili da affrontare, capendo alla fine che è la volontà a mancarle.

Il finale l’ho dovuto leggere due volte, non volevo, anzi non potevo accettare una determinata conclusione dei fatti. Ovviamente non farò spoiler.

Un’avventura di crescita, di formazione e consapevolezza scritta benissimo. Lo stile è diretto, fortemente empatico. La forma è diaristica. Una storia che ha molto di reale e poco di finzione.

Bellissimo uno dei pensieri finali: “Perché se è vero che il dolore è personale, intimo, impossibile da condividere, non vuol dire che la cura debba esserlo altrettanto”.

 

 

 

Verdiana Nobile è nata a Sapri (SA) nel 1987, ma non ci vive più da un bel po’. Beve troppo caffè, cambia spesso colore di capelli e, quando non scrive, canta o suona l’ukulele. Potete trovare altre sue parole qui: Rebel Girl, Firenze Libri (2005); Alla fine, antologia “Lettera d’amore”, edizioni NOUBS (2005); Parti di bambola, Lulu.com (2013); Una specie di ragazza, Eretica Edizioni (2016).

 INTERVISTA

Com’è nato questo romanzo?
Come mi succede sempre, è nato tutto da un’immagine singola, una “scena mentale”, un’idea che mi sono portata dentro per un po’, finché non ha assunto contorni nitidi di cui poter scrivere, per lasciarla andare.
È sempre così: mi guardo intorno e “rubo” storie da ogni posto, da ogni incontro.
A differenza di tutte le altre cose scritte in precedenza, questa storia mi è stata chiara interamente fin dall’inizio. Sapevo perfettamente come sarebbe finita, non mi era mai successo prima.

Possiamo definirlo “di formazione”?

Decisamente. La vicenda si svolge nell’arco di un anno, ma pesca a piene mani dai ricordi d’infanzia e adolescenza della protagonista. Leggendo la storia di Lilla, la vediamo cambiare, crescere, evolvere. E mi piace pensare che, almeno un po’, possa farlo anche chi legge, insieme a lei.

Dalla storia s’intuisce che arrivare ai trent’anni è come giungere alla consapevolezza della maturità, ma il tutto genererebbe instabilità, sbaglio?
Più che consapevolezza della maturità, direi consapevolezza di aver percorso una bella fetta di vita. È come quando, in montagna, ti fermi a riposare dopo aver camminato per ore. È facile rischiare di mollare, se si pensa a quanta strada ancora ti aspetta, ma il segreto è guardarsi indietro per un attimo, ripetersi che “non sei arrivato fin qui per arrivare solo fin qui”, respirare, poi andare avanti, fino in cima. È una scelta molto semplice: si può pensare di avere già trent’anni o solo trent’anni, e proseguire di conseguenza.

Lilla, la protagonista, vedendo crollare le sue certezze presenti, pensa sia terapeutico riprendere la sua vita partendo dal passato?

In un certo senso, sì. Lilla si trova in un momento di crisi profonda, si sente bloccata e spaventata, per cui trova gli stimoli giusti per reagire in una parte di vita che ha già vissuto, certo, ma mai pienamente. È come se concedesse una seconda possibilità alla Lilla del passato, per dare tempo e modo di guarire a quella presente.

Tu, come hai vissuto i tuoi trent’anni?
Realizzando uno dei miei sogni di bambina: andare a Disneyland Paris! Non si è mai troppo vecchi per credere alla magia!
Anche tu facevi liste? 
Ne faccio spesso, sì, mi aiutano a mettere ordine tra i pensieri e a vedere le cose nella giusta prospettiva.
Stai lavorando a qualcosa ultimamente? 
Sì e no. Ho delle idee in cantiere e sono in attesa di risposte per un progetto che mi piacerebbe portare alla luce da un po’. Ma, al momento, sono più concentrata sulla musica, l’altro mio grande amore.

 

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Cristiana Abbate Mag 16, 2019
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Pubblicato da Cristiana Abbate
Veterinaria pentita e mamma convinta.Si ritiene propositiva e per nulla diplomatica .Grande appassionata di viaggi e divoratrice di libri. Malata di shopping e con il conto in banca fisso sul rosso.
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