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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Qui Napoli

Durante la fase 2 come sarà andare al ristorante? Lo abbiamo chiesto a Freddy

Roberta Segreti
Roberta Segreti 6 anni fa
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6 Min Lettura
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A partire dal 21 Maggio anche in Campania si potrà andare al ristorante, mentre nelle altre regioni italiane il servizio è già attivo da alcuni giorni. I consumatori si dividono tra coloro che continueranno a preferire la consegna a domicilio, e coloro che invece non vedono l’ora di poter tornare ad una quasi totale normalità. Dal punto di vista dei ristoratori, invece, questa sarà una fase molto delicata perché dovranno garantire la sicurezza igienico sanitaria all’interno del proprio locale, e tutto ciò comporta non poche assunzioni di responsabilità. Ne abbiamo parlato con Freddy Laezza, un giovane imprenditore napoletano che ha scelto di riaprire la sua pizzeria. Vediamo cosa ci ha risposto.

Come avete affrontato i mesi di chiusura? Come avete gestito i costi senza poter contare sul guadagno? Le istituzioni vi hanno aiutato?

“I due mesi di chiusura sono stati indubbiamente durissimi per chiunque abbia un’attività commerciale, quindi anche per chi, come noi, lavora nel settore della ristorazione; non è stato facile gestire spese e preoccupazioni. Tuttavia, le istituzioni non ci hanno abbandonato del tutto. Io ed il mio socio, mio fratello Marco, abbiamo infatti ricevuto i 600 euro previsti dal Governo per i lavoratori autonomi, ed ulteriori 2.000 euro dalla Regione Campania. Questi fondi sono stati sufficienti a sostenere le spese dei mesi trascorsi a casa, ma non basteranno di certo a sostenere le spese future, che dovremo affrontare lavorando duramente come abbiamo sempre fatto”.

Come avete organizzato inizialmente la riapertura, con il delivery e poi successivamente con l’asporto? Perché secondo te alcuni ristoratori hanno scelto di non riaprire?

“Dopo aver eseguito la sanificazione del locale siamo partiti con il delivery nella zona dei Quartieri Spagnoli di Napoli tramite la piattaforma Uber Eats, e poi in seguito anche con l’asporto. Nonostante le difficoltà abbiamo riaperto mandando subito un segnale di speranza ai nostri clienti; durante la prima settimana, infatti, ci siamo dedicati alla consegna di pizze gratuite destinate a famiglie con bambini, facendoci supportare da associazioni di volontariato che conoscono bene le difficoltà economiche di alcuni abitanti del quartiere. Credo che molti ristoratori abbiano temuto di non riuscire a colmare i maggiori costi di gestione; per questo motivo alcuni di loro hanno prolungato la chiusura”.

Con la riapertura al pubblico quali credi siano le difficoltà principali che riscontrerete? Come gestirete la situazione in maniera sicura? Cosa prevede il regolamento?

“Non sarà facile gestire la situazione. Innanzitutto dovremo affrontare ulteriori spese per l’acquisto dei pannelli di plexiglass tra i tavoli; al momento la nostra principale preoccupazione è garantire la sicurezza dei nostri clienti. Provvederemo anche a disporre in sala un dispenser per la pulizia sicura e veloce delle mani e di un’apposita cartellonistica contenente le principali regole di comportamento, che speriamo verranno rispettate da tutti i nostri ospiti”.

Il vostro locale dispone anche di uno spazio all’esterno? Quanti posti in sala e fuori perderete a causa delle disposizioni sul distanziamento sociale?

“Noi ristoratori del centro storico di Napoli siamo maggiormente penalizzati perché ci scontreremo proprio con quello che da sempre rende caratteristici i nostri locali. La nostra sala interna non è grandissima, ma accogliente, e all’esterno è difficile poter usufruire di ulteriore spazio da destinare ai clienti, perché le strade ed i “vicoli” qui sono molto stretti. A causa delle disposizioni sul distanziamento sociale dovremo rinunciare ad otto posti per la sala esterna e dieci invece per la sala interna, ma l’importante è che i nostri clienti si sentano a loro agio e soprattutto al sicuro quando vengono a trovarci”.

Vi aspettate una forte affluenza? Credete che ne varrà comunque la pena?

“Fin da subito abbiamo riscontrato grande affetto e sostegno da parte dei nostri clienti di sempre, che ci hanno scelto per il loro settimanale e tradizionale appuntamento con la pizza. Sicuramente durante questa nuova fase ci aspettiamo di ritrovarli direttamente nella nostra pizzeria. In passato abbiamo servito anche tantissimi turisti e con alcuni di loro siamo rimasti piacevolmente in contatto. Napoli è una città accogliente e negli ultimi anni abbiamo assistito alla riqualificazione turistica di molte zone del centro, come i nostri amatissimi Quartieri Spagnoli. La nostra speranza è di poter presto rivedere tutti i nostri clienti, compresi quelli più lontani”.

Alcuni consumatori hanno riscontrato un aumento dei prezzi in vari settori, il vostro servizio avrà un costo maggiorato adesso, rispetto al passato?

“Non aumenteremo assolutamente il costo del nostro servizio. I napoletani hanno già affrontato tante difficoltà in questi ultimi mesi e non intendiamo approfittare della situazione per trarne un vantaggio economico. Vogliamo offrire un servizio eccellente ma al giusto prezzo!”

A questo punto non ci resta che augurare buon lavoro a tutto lo staff della Pizzeria Laezza

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Roberta Segreti Mag 21, 2020
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Pubblicato da Roberta Segreti
Giornalista pubblicista e docente nella scuola secondaria di secondo grado.
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