Festival dell’Oriente:mille luci e molte ombre

E’ stato per due weekend napoletani,l’evento che ha suscitato più interesse,sarà il fascino dell’Oriente,sarà che l’attrazione per la cultura a noi italiani così lontana,ha attratto i napoletani nel trionfo del multietnico.E nonostante le varie superstizioni nostrane,la curiosità di affacciarsi in un mondo del tutto sconosciuto,ha catapultato anche quest’anno,migliaia di napoletani all’evento.Come le ultime due edizioni,il Festival era “diviso” nei due padiglioni principali,accolti da una fabiesca riproduzione di un classico giardino giapponese,dobbiamo dire che il viaggio pomeridiano risulta leggermente caotico,fra resine magiche,riti e cibi di ogni paese,che impregnano l’aria di profumi.

Nonostante l’ottima iniziativa,come ogni grande evento,ci sono state luci e ombre,alcune cose da migliorare altre da modificare completamente. Oltre l’ovvia confusione,le prime lamentale ci sono state per la gestione dell’Holy Festival,due distinti biglietti da chiedere all’entrata.Il primo biglietto aveva l’esclusiva dicitura “Festival dell’Oriente” nel secondo “Festival dell’Oriente-Holy Festival”.Entrambi con lo stesso costo,con la differenza che nel secondo avevi in dotazione la polverina colorata per partecipare all’evento,nel primo biglietto la poleve la dovevi comprara al costo di cinque euro. Moltissimi si sono lamentati per il prezzo troppo alto dei massaggi,dieci euro per qualche manciata di minuti,più che un festival della spiritualità un super market del benessere.Ovvio nessuno obbligava nessuno a partecipare,ma spesso la curiosità viene pagata a caro prezzo. Ma,ripetiamo,un evento così grande,qualche problema ci può stare è naturale.

Guardando invece sotto un altro punto di vista,non possiamo non elogiare la sezione dedicata alle arti marziali,che hanno stupito pubblico e curiosi con esibizioni e dimostrazioni,che hanno lasciato a bocca aperta anche i neofiti. Perfetti e professionali anche gli spettacoli di danza orientale,con una scelta musicale precisa e coerente con l’atmosfera. Gli stand dedicati alle varie cucine,sono invitanti,puliti e con prezzi alla portata di tutti. Impossibile non assaggiare qualcosa e rimanere soddisfatti.

Inoltre,una vera chicca per gli amanti del genere e per i non appassionati,la possibilità per le ragazze,di farsi fotografare con un vero kimono da cinque chili.Emozionante,davvero,farsi coccolare e curare come un avera geisha,come se si dovesse partecipare ad una cerimonia.Insomma,in definitiva,un successo,con luci e ombre,poco orientali e molto occidentali.Per le prossime edizioni,ci auguriamo,ci siano dei cambiamenti,perchè l’iniziativa è ottima e sicuramente con qualche piccola accortenza,può divenire un punto di riferimento per gli appasionati e un approccio reale per i neofiti e i curiosi.

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Biografia Redazione

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