Gli azzurri non affogano nella piscina di Marassi, Juve vince tra le polemiche, Higuain shock

Giornata di campionato piena di spunti quella che si è conclusa ieri con il posticipo del Meazza che ha visto la Juve imporsi per due a zero sul Milan. Una gara dominata dai bianconeri che, però, hanno usufruito dei soliti favori arbitrali con l’altrettanto solito Mazzoleni che prima non vede un rigore solare per il Milan salvo ravvedersi (e volevamo vedere!!) con il Var ma omettendo un sacrosanto secondo giallo a Benatia e poi invertendo un fallo di Chiellini su Romagnoli, con solita e ridicola simulazione del difensore bianconero, in una punizione per i campioni di Italia. Il rigore di cui sopra è stato sbagliato, come spesso capita, da Higuain che nella ripresa si è reso protagonista di una protesta isterica verso l’arbitro guadagnandosi il rosso, una scena identica a quella di Udine di due anni e mezzo fa quando il Pipita vestiva i colori azzurri.

Il campionato ha preso la sua direzione come era scontato: solo il Napoli prova a tenerlo vivo, dopo la débâcle di Icardi e company in quel di Bergamo (4-1 per gli orobici e risultato addirittura stretto per gli uomini di Gasperini).

Gli azzurri, dal canto loro, vincono una gara incredibile a Genova su un campo ai limiti, e forse oltre, della praticabilità. Solita bellissima atmosfera sugli spalti, ma in campo è battaglia vera. Dopo un primo tempo per lo più dominato dai partenopei, seppur un po’ confusionari (palo di Insigne, parata assurda di Radu su Milik) e con i padroni di casa del Grifone avanti con un gol di Kouame che approfitta di una dormita clamorosa di Hjsay, gli azzurri si trovano a dover recuperare sotto un autentico diluvio tanto che l’arbitro Abisso si vede costretto a sospendere la gara per una decina di minuti al tredicesimo della ripresa. Nella fila azzurre, intanto, erano entrati Mertens per Milik e Fabian Ruiz per Zielinski (spento oltremodo). E sono proprio i due neoentrati a ribaltare la gara che assomigliava sempre più alla sfida scapoli contro ammogliati di fantozziana memoria. E’ il minuto 17 della ripresa e il belga serve un assist di tacco a Fabian che realizza. Lo spagnolo è protagonista assoluto: con forza, grinta e tecnica spinge la squadra avanti nel pantano; spiccano nella battaglia i due giganti Koulibaly e Albiol, il solito Allan e un insospettabile Mario Rui che, a dispetto del fisico tutt’altro che adatto alle condizioni meteo, si batte come un leone sulla sinistra.

E’ proprio dal suo piede che, a quattro dalla fine, parte la punizione che porta al vantaggio del Napoli: il pallone schizza tra una selva di gambe e poi sui piedi di Biraschi e si insacca imparabilmente alla sinistra di Radu. Due a uno e una vittoria importantissima: consapevolezza, forza, coraggio e idee. Questo è il Napoli di Carlo Ancelotti!

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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