Il 38% degli internauti ascolta “musica pirata”

Nonostante siamo nell’era di Spotify, che compie proprio in questi giorni dieci anni, la pirateria musicale è ancora molto diffusa, questo secondo un rapporto della International Federation of the Phonographic Industry, secondo cui il fenomeno riguarda il 38% degli utenti.

La forma più comune di violazione del copyright è il ‘stream-ripping’ (32%), cioè l’utilizzo di semplici software online per registrare l’audio di video come quelli di YouTube. Al secondo posto c’è il ‘vecchio’ peer to peer, quello che fece la fortuna di Napster, usato dal 23% di chi usufruisce di materiale musicale pirata, mentre al terzo c’è l’acquisizione di file trovati attraverso i motori di ricerca. La motivazione principale per l’uso illegale è poter ascoltare le canzoni offline senza pagare i servizi premium.

Secondo il rapporto l’86% degli utilizzatori di musica sceglie i servizi di streaming audio o video (il 53% in Italia), ma una percentuale identica indica anche la ‘vecchia’ radio tra i dispositivi utilizzati (in Italia il 90%). Ogni settimana in media un utilizzatore ascolta 17,8 ore di musica.

Fonte: Ansa

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Biografia Danilo Battista

Danilo Battista
Appassionato sin da piccolo della cultura giapponese, è stato rapito tanti anni fa da Goldrake e portato su Vega. Tornato sulla Terra la sua viscerale passione per l'universo nipponico l'ha portato nel corso degli anni a conoscere ed amare ogni sfumatura della cultura del Sol Levante. Su Senzalinea ha cominciato a scrivere di tecnologia e di cosplay. Da diverso tempo gestisce la sezione "Nerdangolo" ma ha promesso che un giorno, neanche tanto lontano, tornerà su Vega...

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