IL NAPOLI OSPITA IL CAGLIARI NEL MERCOLEDI’ DI SERIE A, LA STORIA RECENTE SORRIDE AGLI AZZURRI

Neanche il tempo di godersi la goleada (4-1) in terra salentina e la prima doppietta di Fernando Llorente, che il Napoli deve già rituffarsi nel campionato: primo turno infrasettimanale in Serie A, stasera alle 21 al San Paolo è di scena il Cagliari di Rolando Maran.

Gli azzurri sono chiamati a conquistare i tre punti, sia per restare nella scia di Inter e Juventus, sia per confermare la favorevole tradizione con i rossoblù in casa nelle ultime stagioni.

Il Cagliari non viola infatti il San Paolo da ben 12 anni, quando il 26 Agosto 2007 rovinò la giornata del ritorno in Serie A del Napoli dopo l’avvento di De Laurentiis e la doppia promozione con Reja in panchina.

Furono Matri e Foggia a siglare lo 0-2 finale in una giornata caratterizzata da un caldo spaventoso, con temperature superiori ai 40°.

Anche la prima vittoria isolana arrivò con il risultato di 0-2, ma in questo caso dobbiamo risalire al 26 Ottobre del 1969, quando fu “Rombo di Tuono”, al secolo Gigi Riva, a siglare la doppietta decisiva, in una stagione che si sarebbe conclusa con lo storico tricolore per i rossoblù di Scopigno.

Per il resto, il San Paolo si è dimostrato sempre campo decisamente ostico per gli isolani, che nei 33 precedenti in Campania hanno vinto solo altre 2 volte, a fronte dei 20 successi degli azzurri e dei 9 pareggi.

Allo stadio di Fuorigrotta è legato anche un ulteriore ricordo molto spiacevole per i cagliaritani, che tra l’altro ha segnato l’inizio di una profonda rivalità tra le due tifoserie: il 15 Giugno del 1997 il Cagliari di Carlo Mazzone, davanti a 20000 tifosi rossoblu assiepati nella curva A del San Paolo, perse lo spareggio-salvezza contro il Piacenza del “toro di Sora”, Pasquale Luiso, che con una doppietta fu decisivo nel 3-1 finale.

I tifosi partenopei scelsero di sostenere il Piacenza, per via del già annunciato arrivo (rivelatosi assai nefasto…) sulla panchina azzurra del tecnico piacentino Bortolo Mutti, e per la simpatia nei confronti di Luiso, che i rumors di mercato dicevano allora vicino all’approdo a Napoli: i cagliaritani non hanno mai perdonato questo sgarbo ai supporters napoletani, alimentando ancora oggi un odio sportivo tanto acceso quanto francamente incomprensibile.

Negli ultimi anni il Napoli è riuscito spesso e volentieri a far rispettare il fattore campo, sia di misura, come nel 2-1 dello scorso 5 Maggio o nel 3-2 del 21 Aprile 2013 (con gol decisivo di Insigne in entrambe le occasioni) che di goleada, come nel caso del 6-3 del 9 Marzo 2012, quando alla festa del gol partecipò anche il centrocampista uruguaiano Walter Gargano, autore quella serata di uno dei suoi 4 gol in quasi 190 presenze con la maglia azzurra.

Un giocatore-simbolo comune a Napoli e Cagliari, in epoche diverse, è stato sicuramente Gianfranco Zola: il fantasista classe 1966 nativo di Oliena, in provincia di Nuoro, fu pescato in serie C1 (dove vestiva la maglia della Torres) dall’allora DG del Napoli, Luciano Moggi, e si trovò di colpo ad essere il sostituto designato di Maradona.
Zola lasciò il segno  già nel suo primo anno a Napoli, la stagione del secondo scudetto, quando siglò due gol, tra cui l’importantissima rete del 2-1 a tempo scaduto con il quale gli azzurri batterono il Genoa il 4 Marzo del 1990.

Il 10 azzurro decise anche un Napoli-Cagliari, il 25 Aprile del 1993, segnando con un preciso rasoterra di destro a pochi minuti dalla fine.

Dopo il trasferimento al Parma e gli anni in Premier League con la maglia del Chelsea, Zola decise di chiudere la carriera nella sua Sardegna, trascinando il Cagliari ad una splendida promozione in serie A nel 2004 e ad una tranquilla salvezza nel 2005.

AP Photo/Giorgio Cannas

Zola fece in tempo a sfidare il suo Napoli in maglia rossoblù, venendo sconfitto per 1-0 al San Paol0 il 28 Marzo 2004 con un gol di Davide Dionigi.

Altro giocatore che ha onorato entrambe le maglie è l’uruguaiano Daniel Fonseca, che il Napoli prelevò proprio dal Cagliari nel 1992: nel primo anno Fonseca giocò proprio insieme a Zola e ad Antonio Careca, ma questo tridente sulla carta fortissimo non riuscì nell’impresa di portare gli azzurri (allenati a inizio stagione da un altro ex-Cagliari, Claudio Ranieri, sostituito poi da Ottavio Bianchi) in zona Uefa.

Fonseca scrisse il suo nome degli annali del Napoli grazie alla clamorosa cinquina firmata al Mestalla di Valencia, nel primo turno della Coppa Uefa di quella stagione (1-5 il risultato finale).

Assenti per infortunio Leonardo Pavoletti e Luca Cigarini, l’unico ex di serata sarà invece Marko Rog, passato al Cagliari proprio quest’estate dopo 3 anni poco fortunati in maglia azzurra.

Il giovane centrocampista croato vorrà sicuramente dimostrare alla sua vecchia squadra il suo valore, ma il Napoli non ha il tempo di guardarsi indietro…serve un’altra vittoria.

 

 

Please follow and like us:
fb-share-icon

Biografia Jacques Pardi

La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

Check Also

Cinquanta sfumature di azzurro, il Napoli schiaccia la Lazio e va al comando da solo

Mancavano pochi minuti alla fine dell’emozionante posticipo serale tra il Napoli e la Lazio: ancora …