Il Re Ragù è servito: by “Antonio la Trippa”

 

L’ Evento Napoli 2018  “Ragù 7 su 7” dedicato al ” sugo” più famoso della Campania, ha fatto aprire le porte a 40 ristoranti che in versione classica o rivisitata hanno proposto il loro Ragù:  braciole, polpette, carne di manzo, salsicce, gallinelle di maiale e ovviamente l’immancabile scarpetta!!Per questo evento dedicato al “sacro” ragù , abbiamo scelto il ristorante “Antonio La Trippa”, locale di grandissima tradizione che tiene alto l’onore del “ragù” rendendo così fieri noi partenopei. Un ristorante con un’ atmosfera così calda da farti sentire come a casa della nonna. Un ristorante in cui il passato è in perfetta sinergia con la modernità, parafrasando il telecronista tifoso Raffaele Auriemma: “SEPPELLITEMI QUI”!!

 

 

 

 

 

 

 

 

Se avete nostalgia di tradizioni perdute, di Maradona e del ragù della nonna che non c’è più, ritroverete tutto (o quasi) nella traversa Pietravalle 62 a Napoli! Il ristorante è ricco di piccoli dettagli che vi invoglieranno, prima di mettersi a tavola, a fare un piccolo tour per il locale come fosse un piccolo museo.  Tra presepi classici napoletani, suppellettili e antichi utensili usati nella Napoli dell’800, farete un tuffo nel passato senza rimpiangere il nostro comodo presente.

La tavola  è apparecchiata in modo sobrio e in bella mostra troveremo una bustina di idrolitina, per fare le “bollicine” più antiche del mondo e per aiutarvi nella digestione. Personale di servizio rilassato, titolari cordiali, e la signora che ci ha “curato” è stata particolarmente gentile…e poi, ci sono loro:” le portate”! Abbiamo cominciato con un antipasto composto da 5 prelibatezze: sartù di risobraciola al ragù, melanzane impanate, patate e seppie e un panino cicoli e ricotta, insomma: cominciamo bene!! Arriva anche il nostro vino alla spina accompagnato dalla gazzosa: un primitivo di manduria che all’assaggio sembrava però una sangria senza agrumi (primitivo con aggiunta di gazzosa?!?). Non ho fatto domande, abbiamo confidato nel buon senso dello staff speranzosi di non ingurgitare “pozioni miscelate in antri oscuri o altrui tavoli”, e beviamo quell’intruglio dolciastro comunque piacevole.


 

Cominciamo la nostra “avventura” al banchetto, è inutile dirvi quanto sia stato buono questo “scontro frontale” con la braciola e il sartù, peccato solo che fossero appena tiepidi, un pò meno piacevole l’incontro con la melanzana impanata  farcita di mozzarella e prosciutto (niente di speciale in realtà). La zuppetta di patate e seppie aveva un sapore troppo “semplice”, quasi un pasto ospedaliero. Molto meglio il maggiolino cicoli e ricotta che ha subito fatto salire  calorie e colesterolo, davvero ottimo, ci ha dato ulteriore slancio per continuare questo percorso culinario Made in Naples.

Il menù  del giorno non è molto ricco di pietanze, ma davvero ben pensata. Impossibile non rimanere  affascinati dai  piatti della antica tradizione napoletana. Ma noi eravamo venuti per il ragù, e ragù sia! Ma come ignorare spaghetti alle alici e pane cafone, il piatto preferito di Totò?

Dopo aver ordinato arrivano le portate, o meglio, gli strofinacci da cucina che contenevano le pentolacce di alluminio, che una volta aperte, hanno liberato un profumo che ci ha  catapultato  nel tempo degli autentici sapori genuini di un tempo. Gli spaghetti sono  eccellenti: pasta al dente e alici fresche di pescato, un sughetto semplice semplice e gustoso. Sono però i rigatoni al ragù che  hanno regnato sulla tavola,  arricchiti con ricotta  e decorati con del verdissimo basilico,  un sapore  decisamente sublime.

I piatti erano abbondanti e il condimento non mancava. Una volta terminata la cena, la proprietaria si è avvicinata e si è sincerata che tutto fosse stato di nostro gradimento, io le sorrido ringraziandola. Ma non finisce qui , ci offrono un assaggio della loro genovese. Poche forchettate e la cipolla rosolata con sapienza mi avvolge con le sue spire; sapore dolce e leggero, e sopratutto digeribile!

      

Il risultato finale del mio pasteggio è stato: piatti puliti e cestino del pane vuoto! Anche il pane ha avuto la sua gloria nel mio banchetto con una scarpetta storica. Niente dolce dato che eravamo davvero satolli, ma il caffè è d’obbligo, ci è stato offerto in una mini caffettiera napoletana . Finita la cena paghiamo il conto ( ragionevole).

  

Concludendo: serata davvero piacevole, siamo andati via con il desiderio di ritornare, e ovviamente, riprendere quel discorsetto iniziato con la genovese!!Di ogni buona cena sono  pochi  gli elementi che ti rimangono nel cuore, ma ti segnano nel profondo e possono diventare ricordi indelebili. Se al mattino seguente ti svegli con la voglia di ragù, penso che quel ricordo indelebile è davvero scolpito nel tuo cuore!

 

 

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Biografia Oriana Capuano

Oriana Capuano
Cake design e pasticcera pasticciona. Per me un pasto non può essere davvero concluso senza un dolce! vi porterò con me in pasticceria e scopriremo le sue meraviglie!

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