giovedì , 23 Gennaio 2020

Inaugurazione della Mostra “Passi” alla Chiesa di Santa Marta di Via San Sebastiano

Sarà inaugurata oggi alle 9.30 presso la Chiesa di Santa Marta a Via San Sebastiano, la mostra “Passi – tra pittura e arte presepiale, gli ultimi passi dei vangeli per le strade di Napoli” e rimarrà in esposizione e visitabile fino al 31 Maggio. Una mostra che parte da lontano, dobbiamo tornare nella seconda metà del Settecento quando la bravura degli scultori e artisti della creta napoletana diedero la possibilità di ricreare la Nascita di Cristo, inserendo nelle rappresentazioni l’universo della città napoletana.

Il presepe, da questo punto in poi, inizia a creare dei percorsi in cui sempre più spesso venivano inseriti personaggi dei vangeli, sia quelli classici che apocrifi, coniugando le tipiche scene del presepe a scene di vita quotidiana, prendendo spunto dalla pittura di genere, da quella paesaggistica e quella del Caravaggio, in una Napoli dei primi anni del seicento.

Il Presepe è uno dei tanti simboli della tradizione napoletana, ogni anno durante il periodo natalizio, in ogni casa da oltre tre secoli, le scene e i tipici personaggi non possono mai mancare nelle case del capoluogo Campano.

Ma una domanda nasce spontanea, se da circa tre secoli i napoletani hanno fatto nascere Gesù nella propria città, perchè ci risulta impossibile immaginare che anche la sua morte e resurrezione sia avvenuta a Napoli?

A questa domanda la risposta è proprio il progetto “Passi”, a cura dell’ Associazione  Presepistica Napoletana, una rivisitazione in chiave presepiale degli ultimi giorni di Gesù, ambientato nei vicoli e nelle piazze di Napoli. Da Porta San Gennaro a Salita Capodimonte, passando per la Certosa di San Martino ai bassi della Vicaria,ed immancabile, ovviamente, il Vesuvio. Dieci scene che prendo ispirazione dagli ultimi passi dei vangeli e abilmente realizzate con la tecnica del presepe napoletano classico, quello del settecento, partendo dall’ingresso a Gerusalemme fino all’apparizione ai discepoli dopo la resurezione.

Cinque sono le trasposizioni di quadri del Caravaggio, “L’ecce Homo”, “La Flagellazione”, “La deposizione”, “La cena in Emmaus” ed infine “L’orazione sul monte degli ulivi”. Di quest’ultimo quadro gli artisti presepiali hanno dovuto far riferimento ad una foto in bianco e nero, in quanto l’originale andò distrutto nel 1945 durante l’incendio a Berlino.

Il progetto rispondente alla richiesta dell’Arciconfraternita di San Vitale in Santa Marta e condiviso con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, si inserisce nell’ambito dei percorsi culturali correlati alla mostra “Caravaggio. Napoli” che sarà inaugurata il 12 Aprile al Museo di Capodimonte e che sarà un focus sul periodo napoletano dell’artista, sulle frequentazioni, gli ambienti, ma anche lo studio e gli spazi che fecero da sfondo al percorso artistico del pittore.

Appuntamento,quindi alla Chiesa di Santa Marta a Via San Sebastiano, per ripercorre un pezzo di storia in una splendente e fedele ricostruzione della Napoli del passato.

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Biografia Redazione

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