Laura Jay: gamer, otaku ed occasionalmente cosplayer

Iniziamo subito con le presentazioni!

Mi chiamo Laura, in “arte” Laura Jay (per chi non cogliesse la citazione ai Simpson: non possiamo essere amici), ho 23 anni e sono una studentessa alle prese con una laurea magistrale. Sono di Napoli ma vivo a Verona, nel tempo libero scrivo, leggo, disegno e soprattutto mi “sfondo” di videogiochi e manga. Sporadicamente faccio cosplay.

Da quanto fai cosplay e quali hai realizzato fino ad ora?

Da circa 2 anni ormai, e ne ho realizzati pochi con le mie magiche manine, forse un 15/20%. Essendo una studentessa e vivendo da sola non ho mai tempo (né soldi, ad essere sinceri) per poter “craftare” (to craft=produrre,termine usato nei videogiochi n.d.r.). Mi affido solitamente alle commissioni oppure ai siti internet, sperando di non rimetterci un rene anche lì. Spesso il vestito (parlo dei siti internet) non arriva mai come spero, quindi sono costretta a modificarlo per farlo sembrare il più somigliante possibile al personaggio.

Come hai scelto il tuo nickname?

Jay, è il secondo nome di Homer! Adoro i Simpson…

A quale cosplay sei più legata?

Il primo cosplay non si scorda mai: Nico Robin 2YL. Che emozione portarlo per la prima volta, ricordo ancora oggi quella sgradevole e pungente sensazione di imbarazzo. A guardarlo ora è veramente brutto e fatto male, ma non posso fare a meno di associarlo alla prima volta in cui mi sono fatta coraggio e ho vinto la mia paura.

Quindi, come hai detto prima, preferisci comprare e commissionare i tuoi cosplay?

Diciamo che nel 90% dei casi commissiono, per i motivi sopracitati! Attualmente però sto lavorando ad una cosa tutta da sola…

Cosa pensi si ci ha fatto una scelta diversa dalla tua?

Ho sempre ammirato tantissimo chi, con le proprie mani e con tanta fatica, crea, cuce, costruisce ecc. Attualmente non ho queste skill, e non penso ci sia niente di male ad ammetterlo pubblicamente. Questo non fa di me meno cosplayer rispetto agli altri, semplicemente gli altri cosplayer hanno gli strumenti, il talento, il tempo e la pecunia di cui io attualmente non dispongo. Non vuol dire che sia così per sempre, ho una voglia matta di craftare anche io, imparare cose nuove e combinare i disastri inevitabili derivanti dall’inesperienza. Penso ci sia anche molta più soddisfazione nell’indossare qualcosa che hai creato con le tue mani, è un po’ come se fosse tuo figlio. Solo che lo indossi. Indossi tuo figlio. Oddio che cosa creepy (raccapricciante n.d.r.).

Hai un  “dream cosplay” o un progetto che hai particolarmente a cuore?

E’ da anni ormai che vorrei tanto realizzare tutte, ma proprio TUTTE le versioni fatte finora di Nico Robin (quelle apparse nell’anime, s’intende). Sarebbe bello avere tutto il suo guardaroba. Oltre a quello, mi piacerebbe moltissimo fare l’armatura di un Charizard Shiny! Perché diciamo la verità: Shiny è meglio.

In quale cosplay invece, non ti vedresti proprio?

Qualsiasi cosplay che preveda i capelli biondi, ahimè! Eppure, nonostante ciò, una Daenerys è in cantiere…

Secondo te è giusto guadagnare con il cosplay?

Perché non dovrebbe esserlo? E’ da un decennio e più ormai che spuntano fuori questi lavori non convenzionali, i “new jobs”, non ci vedo niente di male. Sicuramente non è un lavoro che può durare a lungo, questo è poco ma sicuro!

Ultimamente si parla molto degli original, secondo alcuni snaturano il senso del cosplay, tu come la pensi?

Che non ha assolutamente senso stabilire una definizione ristretta e rigida del termine “Cosplay”. Il cosplay è creatività ed interpretazione, se si vogliono creare dei personaggi “Original” in base ad un progetto/disegno, perché catalogare questo tipo di espressione artistica in altro modo se non “cosplay”. Stessa cosa per le reinterpretazioni, che siano fedeli o meno, è comunque un modo personale di interpretare un personaggio che si ama. L’importante è quello: conoscere il personaggio, o almeno avere un’idea generale su chi sia, sul suo carattere e la sua personalità. La totale ignoranza sul cosplay che si indossa snatura il personaggio.

Secondo te che impatto hanno avuto i social network nella diffusione del cosplay?

Un impatto devastante e totale. Quando iniziai la piattaforma dei cosplayer non era così grande, eravamo un numero molto ridotto. Poi hanno iniziato a piovere i primi flame, le prime condivisioni sulle pagine, i primi scandali. Si è tutto ampliato nel giro di poco tempo. Ricordo che una mia foto di Robin venne condivisa su diverse pagine nello stesso momento, mi ritrovai nel giro di qualche giorno quasi 2000 richieste d’amicizia, un boost di like e commenti mai avuto prima.

A quali eventi hai partecipato fino ad ora?

Solo Comicon, Romics e Vicenza Comics. Non amo troppo le fiere, soffro di claustrofobia. C’è troppa gente, e solitamente finisco sempre con lo stancarmi tantissimo o addirittura con il sentirmi male. Non so che tipo di disturbo sia, semplicemente stare a contatto con tante persone e trovarmi in spazi ristretti mi crea un enorme disagio. Sto cercando di vincere questa mia paura da anni ormai.

Quindi sei stata al Comicon di Napoli, giusto?

Sì, è stata la mia prima fiera e la amo tantissimo nonostante abbia la naturale propensione ad essere disorganizzata. Nonostante questo, un giorno al Napoli Comicon è d’obbligo.

Quali sono i tuoi prossimi progetti? 

Andrò al Romics, Comicon e forse Cartoomix! Yay! Per quanto riguarda i cosplay… segreto!

Hai qualche aneddoto particolare che ti è successo in ambito cosplay che vuoi raccontarci?

E’ ben noto nella community che se fai cosplay particolarmente svestiti prima o poi riceverai un “fallo” in chat. Ebbene, io ne ho ricevuti talmente tanti da poterci aprire una galleria etnica. E’ questo che mi ha portato a disinstallare l’applicazione di Messenger e qualsiasi altra applicazione di messaggistica al di fuori di Whatsapp. Troppi falli. Troppe persone che volevano essere mie schiave, troppi feticisti e gente malata. E’ possibile dare un’occhiata alle bellissime proposte che ricevo scrivendo #RATTUSI su FB: dovrebbero apparire molti post da me pubblicati, in cui sono alle prese con magici pervertiti che tentano di abbordarmi.

Hai mai partecipato a qualche contest cosplay?

No, perché per me il cosplay non è una gara ma un gioco. Niente in contrario contro chi la vuole vivere in maniera più competitiva, anzi, è un ottimo stimolo a migliorarsi ogni giorno di più. Le trovo bellissime da guardare, ma non parteciperei mai.

Hai mai partecipato come giuria a qualche manifestazione?

Me lo hanno chiesto diverse volte, ma non ho le competenze ne’ le capacità di poter giudicare nessuno. Ho sempre declinato.

Hai mai presentato un evento cosplay?

Purtroppo no! Ma mi piacerebbe tantissimo.

Hai mai partecipato ad eventi all’estero?

Non ancora, ma quest’anno è la volta buona!

Grazie per questa deliziosa intervista! Vi lascio infine i miei contatti social:

Le foto di Laura Jay sono di: K Design, Michele Zampino, Alessio Buzi, True Lie A.B. , Barbanera Photos

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Biografia Danilo Battista

Danilo Battista
Appassionato sin da piccolo della cultura giapponese, è stato rapito tanti anni fa da Goldrake e portato su Vega. Tornato sulla Terra la sua viscerale passione per l'universo nipponico l'ha portato nel corso degli anni a conoscere ed amare ogni sfumatura della cultura del Sol Levante. Su Senzalinea ha cominciato a scrivere di tecnologia e di cosplay. Da diverso tempo gestisce la sezione "Nerdangolo" ma ha promesso che un giorno, neanche tanto lontano, tornerà su Vega...

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