Le critiche infondate alla nuova versione di Natale in casa Cupiello

Il 22 dicembre in prima serata è andata in onda su Rai 1 una nuova versione della celebre commedia scritta da Eduardo De Filippo: Natale in Casa Cupiello. La commedia originale, oltre ad essere stata scritta, fu anche diretta ed interpretata dal noto autore, regista ed attore appena citato. Inevitabile il confronto tra la regina madre e la nuova versione diretta da Edoardo De Angelis ed interpretata da Sergio Castellitto e Marina Confalone, nei ruoli di Lucariello e Concetta Cupiello. Tantissime sono state le critiche al film, soprattutto da parte del popolo napoletano, fortemente attaccato alle sue abitudini e tradizioni. Le critiche sono state principalmente basate sul confronto tra le due versioni dello stesso testo teatrale. Fortunatamente il film è stato anche molto apprezzato, e non da pochi telespettatori. Ma perché alcuni di essi non sono riusciti a godersi a pieno la bravura del cast ed in particolare dei protagonisti?

Proviamo ad analizzarne il motivo cercando di essere obiettivi e meno passionali del solito, quindi adottando un atteggiamento di piena onestà intellettuale. Primo ed unico grande errore: il confronto! Non si possono confrontare due versioni diverse dello stesso testo, per vari motivi. In primis perché la versione originale fu puramente teatrale mentre la nuova versione è cinematografica. Credete sia poco? Non lo è affatto, perché trasportare in tv un testo antico, teatrale e di immenso spessore culturale, non è impresa facile. Diversamente dal teatro, il cinema ha tempi ed espressioni molto diversi, ed il rischio di rendere lo spettacolo noioso e lento è altissimo. Bisogna quindi e necessariamente tagliare alcune battute, eliminare alcune pause, aggiungere le colonne sonore e rendere di conseguenza il tutto meno pesante, anche se non meno profondo. È questo che, a differenza di ciò che è stato detto con superficialità, è stato fatto dal meraviglioso cast di De Angelis: riuscire a rendere il film non pesante ma senza privare la trama della sua enorme profondità, perché va appunto ricordato che Natale in casa Cupiello è sì in alcuni tratti divertente, ma anche profondamente drammatica.

Sergio Castellitto è riuscito ad interpretare un Lucariello diverso, ma non meno meraviglioso. Il suo personaggio era più nervoso ed emotivo dell’originale, e per questo è stato tanto criticato sia da semplici telespettatori sia da pseudo intenditori del teatro napoletano. Bisogna ribadire che tale critica è completamente fuori luogo, perché in questo caso era fondamentale elogiare Eduardo come autore, tralasciando il confronto poco costruttivo tra due attori diversi sia per l’epoca storica sia per l’attitudine alla recitazione. Se, quindi, Eduardo portò in scena un Lucariello calmo e remissivo, non significa che l’interpretazione dello stesso personaggio non possa essere diversa, se vista dagli occhi di un altro regista. Tra l’altro, il carattere collerico del nuovo Lucariello di Castellitto, ne giustifica maggiormente la morte finale e la rende ancora più drammatica e passionale.

Con questo non si vuole assolutamente affermare che la nuova versione sia migliore della vecchia, anche perché sarebbe un’eresia dire una cosa del genere in una città come Napoli, ma si vuole soltanto sottolineare quanto le due opere siano state ingiustamente confrontate mentre invece andavano apprezzate in maniera diversa. Essere riconoscenti con chi porta ancora avanti la tradizione del teatro napoletano dovrebbe essere una priorità, affinché dei meravigliosi testi come Natale in casa Cupiello possano sopravvivere ai loro autori e continuare ad essere ricordati nella storia.

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Biografia Roberta Segreti

Roberta Segreti
Roberta Segreti è una scrittrice napoletana alla continua ricerca del sapere. La sua passione inizia con la lettura e termina con l'interpretazione personale dei documenti in esame. Si interessa di arte e spettacolo (con particolare attenzione al teatro) ma anche di cucina, cronaca, sociologia e politica. Un'autrice versatile con dentro la voglia di scoprire il mondo nelle sue più svariate sfaccettature.

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