L’incazzata tecnologica: coerenza sui social? Non pervenuta!

In questo momento di grandissimo fermento politico, dove non entrerò nel merito, non essendo questa la sede più opportuna, né io un’esperta sull’argomento, sono spuntate sui social delle divertenti o raccapriccianti, dipende dai punti di vista, vignette che ci confermano ancora una volta che niente di quello che viene scritto sparisce mai definitivamente, neanche a distanza di anni.

Vediamo insieme alcune categorie dove si potrebbero raggruppare certi leoni da tastiera che si sentono forti solo perché protetti da uno schermo.

Nella Categoria incoerenza livello mini, inserirei quelli che sostengono di difendere la vita e sventolano il Vangelo ogni volta che ne hanno la possibilità, ma che sparerebbero agli immigrati sui barconi.

Quindi, ragioniamo: l’aborto di una creatura non ancora nata, che comunque resta un atto che ha molteplici conseguenze fisiche e psicologiche e che nessuno prende a cuor leggero, è condannabile con la dannazione eterna, mentre migliaia di persone lasciate alla deriva su una barca, meritano la fucilazione? Se vuoi difendere la vita, dovresti impegnarti a difenderla di qualsiasi razza o religione essa sia, non solo se è bianca, sana, carina e paciocchina.

Ricevuto: feti si, immigrati no

Una delle frasi più amate dai facenti parte di questo gruppo è “Questi arrivano e ci rubano il lavoro/ le donne”; certo, perché sicuramente tu, sventolatore di Sacre Scritture, non vedi l’ora di sostituirti a certi poveretti e andare a raccogliere pomodori sotto il sole a ben 3 euro l’ora. E per quanto riguarda le donne, mi spiace comunicarti che non è colpa degli immigrati, se risulti refrattario alla vagina.

Passiamo alla categoria incoerenza livello medio, dove possiamo annoverare certi vegetariani/vegani che augurano la morte o il cancro a coloro, adulti e bambini, che non condividono la loro scelta di non mangiare alimenti di origine animale.

Portabandiera di questa battaglia è una certa ex dipendente Alitalia ed ex partecipante a un Grande Fratello di qualche anno fa, che dopo il terremoto delle Marche, aveva trovato assolutamente geniale gongolare delle morti e distruzioni dicendo che se l’erano meritato, in quanto Amatrice è luogo d’origine della pasta all’amatriciana, che tra i suoi ingredienti include guanciale e pecorino, alimenti che per un vegano sono paragonabili a un omicidio.

Negli ultimi mesi, la suddetta nazi-mangiaverdure, è tornata agli onori delle cronache quando, non contenta delle sue precedenti sparate, che le hanno fatto guadagnare una nuova visibilità tutt’altro che positiva e insulti più o meno velati, ha pensato di rincarare la dose augurando tumori, infarti ed ictus a un noto chef durante un programma televisivo e successivamente lanciando l’idea di una legge che condanni al carcere quei genitori che costringono i loro figli a mangiare hamburger: me lo vedo il bimbetto che dice “No mamma, sei matta?! Da –nota catena americana fornitrice di ciccionate– non ci voglio mangiare, preferisco un piatto di verdure e per secondo del tofu condito con seitan”. Scusate, finisco di ridere e continuo…

Ultima, ma non ultima, perché al peggio non c’è mai limite, nella categoria incoerenza a livello Pro troviamo gli animalisti che augurano la morte alle persone (applausi scroscianti). Qualcuno ricorda quella ragazza che ringraziava i test sugli animali per non essere morta a 9 anni, ma aver guadagnato grazie alla ricerca un, seppur breve, futuro? Ecco, si è beccata una serie infinita di insulti e una quarantina di minacce di morte dagli animalisti, che evidentemente preferiscono la vita di un topo a quella di una ragazza malata.

Beh, in fondo cosa ci si può aspettare da individui che augurano la morte a dei bambini che vengono portati a caccia o a uccidere animali? Non do giudizi su di quanto siano giuste o sbagliate certe attività, che comunque fanno parte di alcune culture e spesso segnano i momenti di passaggio all’età adulta, ma mi domando, dove sta la coerenza nell’ammazzare un umano (bambino) per salvare un animale?

Forse siete voi gli animali, anzi no, loro sono sicuramente migliori.

Ho preferito evitare certe immagini
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Biografia Maggie Lee

Maggie Lee
Anche se non sembra sono nata a Milano, ma sono di origini siculo-calabresi: da lì derivano i miei colori poco “nordici”. Sono laureata in Psicologia e sto frequentando la magistrale. I miei amici sostengono che ho un sesto senso innato per capire le persone, soprattutto quelle cattive, cosa che talvolta è più una maledizione che un dono. Cerco di interessarmi a po' di tutto, ho una passione per Wikipedia e mi diletto di cucina e fai da te. Sono il tuttofare tecnologico della famiglia, per qualsiasi cosa abbia dei pulsanti o, ultimamente, uno schermo touch. Amo le tecnologie semplici che semplificano la vita. Viaggio parecchio per amore, i mezzi di trasporto tedeschi non hanno più segreti per me, adoro la loro puntualità, ma odio la loro mancanza di elasticità e, naturalmente, la maggior parte del loro cibo.

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