L’INCAZZATA TECNOLOGICA, EMMA MARRONE E I CERVELLI UNICELLULARI

Durante il suo concerto ad Eboli, il 19 febbraio, la cantante Emma Marrone in preda all’entusiasmo, ha invitato ad “aprire i porti”, riferendosi all’annosa questione dei migranti che non possono approdare sulle nostre coste.

Ovviamente le reazioni per questa esternazione non si sono fatte attendere e sono state per lo più negative “una cantante non dovrebbe occuparsi di certi argomenti”, tra i commenti più educati e un invito al darsi al meretricio quello più inqualificabile.

Non accettando le polemiche, a Livorno la cantante ha ribadito la frase, sottolineando che è frutto unicamente del suo pensiero e di un’educazione familiare basata sull’altruismo e non di una presa di posizione contro questo o quel partito politico.

Gli insulti, soprattutto sessisti, sono arrivati letteralmente a pioggia, perché se una donna si azzarda ad avere un pensiero che non sia “stira, lava e cucina” (e altro che evito di aggiungere), allora deve essere per forza una poco di buono e quindi ecco arrivare l’invito di non occuparsi di aprire i porti, ma le gambe e di farsi anche pagare per il servizio.

Innanzitutto, ci tengo a precisare una cosa: se la signorina Marrone o chiunque al suo posto, decidesse di darla via come il pane, traendone piacere e/o denaro, sarebbero esclusivamente fatti suoi e nessuno dovrebbe permettersi di sindacare sull’argomento. Detto questo, è mai possibile che certi individui, il cui cervello si è evidentemente fermato allo stato monocellulare, non sappiano ribattere intelligentemente alle frasi di una donna, riuscendo solo a proferire insulti riguardanti il mestiere che dovrebbe fare? Ma siete stati maltrattati dalla primafi

Ma torniamo ad Emma. Autore dello squallido invito ad “aprire le cosce” è stato Massimiliano Galli consigliere leghista del comune di Amelia, presso Trani, che nei giorni seguenti ha anche rifiutato di scusarsi, confermando e rincarando gli insulti. Fortunatamente è stato sospeso immediatamente dal suo incarico: ed era anche ora che si desse un minimo segnale a seguito di certe frasi, e che cavolo!

Negli ultimi anni non sono stati pochi gli inviti a prostituirsi, gli auguri ad essere stuprate, tra tutti ricordiamo Laura Boldrini, insultata dal sindaco leghista di Pontinvrea (SV), oppure addirittura gli inviti ad andare a violentare qualcuno, come nel caso di Kevin Masocco, consigliere comunale della Lega Nord a Bolzano, che in un messaggio audio di Whatsapp disse “Venite in discoteca, c’è una Dj da violentare”, per poi ritrattare, negare e infine ammettere l’infelice frase, dimettendosi.

Da queste ultime esternazioni sembrerebbe quasi che i leghisti, abbiano un rapporto burrascoso con le donne emancipate che “osano” avere un loro pensiero e hanno persino l’“ardire” di esprimerlo. Qui non si vuole parlare di politica, sia chiaro, ma se certi sostenitori della Lega, non perdono occasione per fare uscite misogine di pessimo gusto, additando tutte le donne, come peripatetiche, non c’è molto da difendere o da negare, lo scrivono nero su bianco sui social, mandano messaggi vocali, lasciano tracce insomma, senza ricordare che Verba volant, scripta manent e sul web “manent” per sempre. Non propriamente un gesto furbo.

Ma la settimana di Emma non è mica finita qui, troppo facile: sabato scorso, ospite a “C’è Posta per Te”, ha incontrato due fans, affetti da sindrome di Down, che hanno cantato con lei e anche su quello, qualcuno ha avuto da ridire: tal Pier Luigi Tosti ha chiesto se i due fossero “elettori del Pd”. Scatenando un mare di indignazioni. Anche in questo caso, cervello non pervenuto.

La cosa quasi divertente, che ovviamente non viene capita da certi soggetti unicellulari, è che le cattiverie gratuite e gli insulti non definiscono coloro che li ricevono, ma solo colui che li vomita.

Infatti da questa brutta storia di ignoranza e meschinità, Emma ne esce a testa alta, mantenendo coraggiosamente la sua posizione e le sue idee e visti i bruttissimi tempi che corrono le si può solamente dire: Brava!

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Biografia Maggie Lee

Maggie Lee
Anche se non sembra sono nata a Milano, ma sono di origini siculo-calabresi: da lì derivano i miei colori poco “nordici”. Sono laureata in Psicologia e sto frequentando la magistrale. I miei amici sostengono che ho un sesto senso innato per capire le persone, soprattutto quelle cattive, cosa che talvolta è più una maledizione che un dono. Cerco di interessarmi a po' di tutto, ho una passione per Wikipedia e mi diletto di cucina e fai da te. Sono il tuttofare tecnologico della famiglia, per qualsiasi cosa abbia dei pulsanti o, ultimamente, uno schermo touch. Amo le tecnologie semplici che semplificano la vita. Viaggio parecchio per amore, i mezzi di trasporto tedeschi non hanno più segreti per me, adoro la loro puntualità, ma odio la loro mancanza di elasticità e, naturalmente, la maggior parte del loro cibo.

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