Napoli stanco e sparagnino, ma è un calcio noioso e senza stimoli

Una noia mortale, nonostante non manchino i gol e le polemiche arbitrali come da copione. Interessi di classifica pressocchè azzerati per almeno tre quarti delle compagini impegnate in questo scorcio di campionato, nonostante proclami altisonanti di sogni europei e piazze d’onore da conquistare.

Il Napoli di ieri sera si è adagiato sul gol di Manolas dopo pochi minuti, avrebbe potuto far un sol boccone del Bologna ed invece ha preferito gestire pigramente il risultato con la conseguenza che i felsinei non solo hanno pareggiato nel finale, ma avrebbero abbondantemente meritato di vincere se non fosse stato per il Var che ha annullato, giustamente,  due gol ai padroni di casa e per il palo, per una volta amico, colpito dal solito Danilo che non segna mai ma contro i colori azzurri ricorda i suoi natali carioca.

Gattuso prova a dare una scossa ad un ambiente assonnato cambiando i suoi per otto undicesimi rispetto alla positiva gara contro il Milan. I risultati non sono quelli sperati per l’indolenza di alcuni interpreti che dovrebbero fare la differenza. Esempio lampante di tutto ciò è Milik: sfortunato in passato, ha avuto in regalo dal Napoli fiducia e considerazione, sta chiudendo (probabilmente) la sua carriera in azzurro (positiva, anche se il centravanti polacco ha sempre dimostrato di essere forte con i deboli e debole con i forti) con prestazioni a dir poco sotto tono. Nella gara di ieri potremmo definire inaccettabile la sua immobilità ed evidente la sua inutilità. Non che i subentrati abbiano fatto chissà come, anzi, ma ci si aspetta un atteggiamento diverso da chi ha ricevuto tanto e ha ricambiato solo in parte, per colpe non solo sue.

Le note positive di ieri sera sono poche: benino Lozano che ha numeri importanti ma che sembra avulso dalla manovra, bene anche Politano che ha dato segnali di concretezza; positiva la prova di Manolas (quarto centro stagionale), meno positivi i suoi compagni di reparto. Demme è, tra i centrocampisti, quello che si è fatto notare di più, malissimo Zielinski (sempre sull’altalena le sue prestazioni), così così Elmas. Tra i subentrati solo Insigne ha mostrato una certa voglia: Fabian è apparso sin da subito svogliato, Mertens ha girovagato per il campo con un pizzico di supponenza, Callejon sembra aver esaurito gran parte delle energie psicofisiche e Allan ormai è poco più di una comparsa, incredibile la sua involuzione da gennaio scorso.

L’unica gara che conta per i colori azzurri si giocherà l’8 agosto al Nou Camp: ad oggi la squadra sembra aver bisogno di respirare; va anche detto, a parziale discolpa, che in queste frenetico e inguardabile calcio di luglio il Napoli ha già giocato due gare in più contro avversari di livello e con una pressione mentale piuttosto elevata. Siamo sicuri che Gattuso riuscirà a riportare i suoi ragazzi sulla retta via: la classifica, diciamolo, interessa zero, piazzarsi quinti o settimi non farà alcuna differenza.

 

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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