Odessa Rivelazioni #1 – Fine di un mondo – Recensione

La sua presentazione, prima del debutto in edicola, è avvenuta durante l’ultima edizione di Lucca Comics & Games: parliamo del settimo albo della serie mensile interamente a colori Odessa, edita da Sergio Bonelli. Un settimo albo che in realtà è l’albo numero 1 del nuovo miniciclo narrativo, definito anche “stagione”, con l’appellativo di Odessa – Rivelazioni.
Il suo titolo è Fine di un mondo, ed ha raggiunto anche le edicole lo scorso 28 novembre ripartendo nell’esplorazione dell’universo science-fantasy creato da Davide Rigamonti e Mariano De Biase, questa volta spostando l’attenzione sul personaggio di Mozok e sulle sue origini. Per chi avesse perso le puntate precedenti, qui un veloce ragguaglio: Mozok è l’alieno che a bordo dell’astronave Serraglio 457 si ribella agli Ignoti causando l’incidente dal quale scaturisce poi la fusione dell’astronave con la città ucraina di Odessa, evento che crea un microcosmo isolato in una bolla temporale e popolato da specie totalmente diverse tra loro, costrette a convivere fianco a fianco in una città in rovina.
L’obiettivo degli autori di questo numero, che sono lo stesso Rigamonti in collaborazione con Piero Fissore, è quello di offrirci altri aspetti ed altri punti di vista circa i catastrofici eventi che hanno portato alla fusione. In questo albo Yakiv, l’eroe che abbiamo conosciuto fino ad ora, è praticamente del tutto assente, perché ci spostiamo su un altro mondo, uno di quelli sfruttati dagli Ignoti come riserva di esseri viventi nella costruzione dei loro serragli.


Facciamo così conoscenza con Nilak e con la sua amata Siba in una storia che ruota intorno al concetto di diversità ed alla difficoltà che la società offre all’integrazione, perché i pregiudizi la rendono del tutto incapace di accettarla. Non entriamo troppo nel dettaglio della trama per evitare a chi non avesse ancora letto l’albo di scoprire in anticipo il “gioco” messo in atto. Preferiamo limitarci a sottolineare quanto la storia sia scorrevole e ben ritmata, decisamente capace di stimolare la curiosità del lettore che cerca di comprendere il collegamento, svelato solo nel finale, tra questa e la precedente stagione di Odessa.
I disegni di questo albo sono stati affidati alla brava ed eclettica Patrizia Mandanici, che è stata eccezionale nel costruire un mondo quasi in stile cartoon coronandolo, in collaborazione con Simone Ragazzoni (che ha realizzato i disegni che coinvolgono Mozok) con una colorazione del tutto particolare in tonalità pastello ed inedita su Odessa.
Trama e disegni convincenti ancora una volta, e sempre differenti da quanto visto fino ad ora: si potrebbe dire che anche in questo fattore sta la forza di questa serie, con la varietà offerta fino a questo momento.


Di gran pregio la speciale copertina celebrativa realizzata da Mariano De Biase, che vede Nilak riflettersi in un primissimo piano dell’inquietante occhio di Mozok l’alieno, ma che sorprende soprattutto con la sua consistenza ruvida e materica al tatto. Attendiamo ora le prossime evoluzioni, perché con l’anticipazione della copertina del secondo albo ci vengono riproposti gli eroi che abbiamo conosciuto nella prima stagione: Yakiv, Zhiraz e Goraz!

uscita: 28/11/2019
Formato: 16×21 cm, colore
Pagine: 96
Soggetto: Piero Fissore, Davide Rigamonti
Sceneggiatura: Piero Fissore, Davide Rigamonti
Disegni: Patrizia Mandanici, Simone Ragazzoni
Copertina: Mariano De Biase
Colori: Patrizia Mandanici, Simone Ragazzoni

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Biografia Christian Imparato

Classe '76, lettore compulsivo fin da bambino, ho maturato quella che si può definire, parafrasando De Crescenzo ed Eco, una libridine bibliofila. Nel frattempo ho fatto tante cose, dal precettore per liceali all'addetto vendite estere passando per il portiere d'albergo per finire con l'attuale ruolo di copywriter e operatore SEO. Se vi piace, chiamatemi Nemo.

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