Odessa Rivelazioni #5 – Il sapore della verità – Recensione

È stato necessario attendere un po’ di tempo in più, per cause di forza maggiore legate all’emergenza in corso, per avere tra le mani l’albo numero 5 della seconda stagione di Odessa – Rivelazioni, intitolato Il sapore della verità. Per fortuna siamo riusciti a recuperarlo, perché è ben lontano dall’essere un semplice albo di transizione verso quello conclusivo della seconda stagione di questa serie, già preannunciato come ricco di colpi di scena a sciogliere alcune delle trame rimaste in sospeso.

Il sapore della verità è un albo che nasce sotto la “buona stella” di soggetto e sceneggiatura elaborati da Stefano Piani, nome ben noto ai lettori di Nathan Never e non solo, grazie alla sua attività anche come sceneggiatore televisivo. In questa circostanza Piani ha prestato la sua sensibilità di autore per una storia rielaborata come di consueto dal creatore di Odessa Davide Rigamonti, e l’episodio è davvero particolare come spesso accade su questa serie che ci presenta un mondo multiforme e multietnico quale scaturito dal traumatico evento della Fusione.
Non è difficile trovare parallelismi o riferimenti a situazioni che ci toccano anche da vicino nel nostro mondo reale, filtrati come sempre attraverso la lente della fantasia, ma emerge soprattutto una trama densa di romanticismo, incentrata sui sentimenti dei protagonisti che ci accompagnano fin dall’avvio di questa avventura science-fantasy ma anche di quelli dei comprimari.

Ritroviamo Oksana, la giovane cameriera che serve ai tavoli nella locanda di Comus, e scopriamo di più anche sull’origine e sui segreti delle prelibate ricette servite in questo locale già teatro di precedenti storie. Ci sono di mezzo un furto, un’insospettabile ladra e un losco personaggio che riaffiora dal passato di Yakiv bambino: con l’introduzione della figura di Benja Babel, infatti, crediamo proprio di essere davanti ad una delle nemesi del nostro protagonista che non tarderà a ripresentarsi.
L’arco narrativo si dipana in maniera fluida e scorrevole, intervallato da alcuni flashback essenziali ai fini del racconto, e ci guida verso un finale solo parzialmente amaro e che anzi cerca di offrire una blanda lezione sul come fare tesoro di eventuali errori commessi per non ripeterli ma che soprattutto, finalmente, ci regala una “rivelazione” che da tanto covava e che preferiamo siate voi stessi a scoprire.

Nelle tavole di Elisabetta Barletta c’è stavolta poco spazio per la sperimentazione, e la composizione delle vignette per quanto sia molto dinamica si discosta in pochi passaggi, per altro molto ben riusciti, dai canoni bonelliani. Fanno eccezione le speciali tavole da 76 a 81, che contengono una sorta di “racconto mnemonico” iconicamente incorniciato nella soluzione grafica prescelta, che suggerisce il contatto psichico tra Yakiv e una impensabile specie aliena: Odessa ci ha già abituati a questo ed altro, ma ogni volta riesce a toccare le corde giuste!
Ritorna infine ai colori Edoardo Arzani, già visto all’opera nella splendida prova di Odessa – Rivelazioni 2, e che conferma la sua attitudine a tinte spesso molto realistiche salvo sorprenderci negli intermezzi o nei flashback con giochi di colori ed effetti più saturati, o ingialliti, o virati sul grigio in base al corso degli eventi.

Mariano De Biase cala un altro asso con la sua copertina, anche stavolta di stampo cinematografico, inondando di verde i nostri occhi e non solo.
Il successivo albo, quello che chiuderà la stagione delle Rivelazioni, ci porterà come recita il titolo stesso “Nel cuore del serraglio”: ne parleremo molto presto!

uscita: 26/03/2020
Formato: 16×21 cm, colore
Pagine: 96
Soggetto: Davide Rigamonti, Stefano Piani
Sceneggiatura: Davide Rigamonti, Stefano Piani
Disegni: Elisabetta Barletta
Copertina: Mariano De Biase
Colori: Edoardo Arzani

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Biografia Christian Imparato

Christian Imparato
Classe '76, lettore compulsivo fin da bambino, ho maturato quella che si può definire, parafrasando De Crescenzo ed Eco, una libridine bibliofila. Nel frattempo ho fatto tante cose, dal precettore per liceali all'addetto vendite estere passando per il portiere d'albergo per finire con l'attuale ruolo di copywriter e operatore SEO. Se vi piace, chiamatemi Nemo.

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