PRIMA SCONFITTA IN CASA, IL NAPOLI SALUTA LA COPPA

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Quarto di finale di lusso al San Paolo tra Napoli e Inter; per l’occasione Mister Sarri opera un ampio turnover lasciando fuori Albiol, Ghoulam, Hamsik, Jorginho, Insigne e Higuain sostituendoli con Chiriches, Strinic, David Lopez,Valdifiori, Mertens e Gabbiadini.

Nel primo tempo il ritmo dei partenopei non è quello solito ma le occasioni (poche) cadono solo nell’area di rigore nerazzurra. Ci prova Mertens con un tiro da fuori ma Handanovic respinge. L’occasionissima capita a Callejon, imbeccato da Strinic: la sua conclusione a colpo sicuro viene salvata da Handanovic. E l’Inter? Nemmeno un tiro verso la porta di Reina; giocano in orizzontale Kongodbia e Medel che nonostante la loro pochezza riescono a contenere il centrocampo azzurro che soffre la mancanza del proprio capitano e il passo sempre troppo sincopato di Lopez: in attacco le cose per i partenopei non vanno benissimo, Gabbiadini sembra ancora in fase di recupero dopo l’infortunio mentre l’evanescente Mertens non incide in alcun modo.

Nella ripresa la partita diviene ancora più brutta e bloccata: tanti errori da una parte e dall’altra e nessuna conclusione verso le porte difese da Reina e da Handanovic.

A una ventina di minuti dalla fine la svolta inattesa: su una palla recuperata in mezzo al campo l’evanescente (fino ad ora) Jovetic realizza un gran gol battendo Reina con un tiro a giro da fuori area.

Tra le fila azzurre Hamsik aveva preso il posto di Allan, secondo cambio obbligato con Jorginho al posto di Lopez e Higuain sostituiva Gabbiadini.

Il Napoli si innervosisce ma prova a giocare comunque: Mertens calcia da fuori ma il solito Handanovic salva. Ci si mette anche il mediocre arbitro Valeri che grazia Medel da una sacrosanta ammonizione ma poi non esita a mostrare due cartellini gialli a Mertens, il secondo per una presunta simulazione in area dopo un leggero contatto con Miranda.

Nel recupero, con il Napoli sbilanciato, Lijaic realizza il due a zero in contropiede.

Finisce tra le polemiche con Mancini (in versione gentleman) che accusa Sarri di razzismo e sessismo. Mamma Rai prova in tutti i modi a creare lo scandalo peccato che non è pronta a intervenire con tanta forza anche quando Napoli e i napoletani sono offesi dalla Sicilia alla Val d’Aosta. Ma come sempre l’informazione (?) preferisce parlare di queste cose anziché sottolineare lo splendido comportamento del pubblico napoletano che ha ballato e cantato anche sull’ingiusto 0-2.

Non possiamo saper cosa sia successo ma l’allenatore nerazzurro si erge a paladino della moralità dopo aver vomitato proteste inaudite e ingiustificate dopo la partita dell’andata; è abbastanza curioso che un uomo di campo come lui dichiari cose tanto gravi in tv. Le cose di campo nascono e muoiono in campo…lo sanno anche i ragazzini che giocano per strada. Le partite di calcio sono un ricettacolo di bestemmie, parolacce e offese di ogni specie. L’allenatore nerazzurro si rifiuta perfino di rilasciare dichiarazioni a fine partita dichiarandosi troppo scosso per parlare della gara.

Questo episodio avrà di certo una cassa di risonanza enorme…ma, ripetiamo, ci sembra ridicolo scandalizzarsi per una parola volata in un momento di nervosismo.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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