Primo Carnera: il primo album dei Carnera.

Primo Carnera è l’album d’esordio dei Carnera: otto brani di pop moderno dal sapore nostalgico, testi in lingua madre e arrangiamenti minimalisti con l’elettronica che fa da collante al suono “puro” degli strumenti.
Nati nel 2020 come naturale evoluzione della decennale esperienza e dei 4 album in lingua inglese pubblicati con i NODe, i Carnera sono il frutto dell’innovazione continua che sta alla base del progetto artistico, confluita in un un orientamento più vicino alle proprie radici, che si rispecchia in primo luogo nella scelta della lingua italiana nella scrittura dei testi.
Primo Carnera esce ufficialmente sul mercato a Maggio 2021 per la label bolognese Areasonica Records.
Ferie d’agosto è il primo singolo in rotazione radiofonica ad accompagnare l’uscita dell’album, il videoclip è su YouTube.

Gruppo di talento, con un sound innovativo ma allo stesso tempo retrò.  Tante le influenze che si sentono ad un primo ascolto, ma elaborate in modo sempre nuovo ed originale. Gli arrangiamenti spaziano attraversano tutti i generi musicali: dal rap al pop, dal rock al soul. Veramente complimenti a questi ragazzi che si sono immersi in una nuova avventura.

 

Come nasce il progetto Carnera e cosa rappresenta per voi il personaggio di Primo Carnera?

Il progetto Carnera nasce come costola del progetto internazionale NODe, attivo da un decennio e quattro dischi pubblicati in lingua inglese, con il desiderio di ampliare il nostro scenario musicale con la lingua natia, per poter aggiungere dei colori e delle sfumature più vicine al nostro immaginario ed alla storia e cultura di un’Italia in transizione dal vecchio al nuovo millennio, alle nostre memorie da ragazzi degli anni ’70, ’80 e successivi.
Il personaggio di Primo Carnera rappresenta i sogni di molti italiani, che in un periodo tragico hanno dovuto reinventare le proprie vite, riscattandosi dalle miserie e dalle difficoltà proprie di un momento storico critico, come fu quello post bellico.
Carnera simboleggia una figura in forte opposizione al cambiamento di costumi e di tradizioni ma che ha finito per impersonare lo spirito di una nuova rinascita, in una continua evoluzione, come la nostra personale storia artistica.

Dopo 10 anni di scrittura in lingua inglese con i NODe, la decisione di pubblicare un album in italiano come nasce?

Come dicevamo prima, l’esigenza di comunicare ai fruitori della nostra musica in una lingua più familiare è stata generata proprio dal desiderio di aver accesso ad un repertorio più ampio e familiare di sfumature e suggestioni, insite nelle nostre parole e situazioni, descritte nei brani dell’album, recuperando atmosfere di quasi un cinquantennio musicale.

In quale lingua vi riesce più naturale scrivere?

Ovviamente la lingua più naturale è la nostra madre lingua, ma non è necessariamente la più facile. L’iglese si presta alla creazione di immagini “spot” contenute in poche parole chiave, consente di esprimere concetti in maniera più sintetica, mentre l’italiano da accesso ad un vocabolario poetico senza paragoni, spesso complicando la costruzione di un brano.
E’ inegabile che la scrittura italiana va resa propria, va necessariamente interiorizzata per trovare una forma espressiva efficace ed una volta fatto questo, la soddisfazione di aver potuto esprimere completamente il proprio universo interiore è impagabile.
Per raccontare di noi, delle nostre vite, dei nostri ricordi, l’italiano era l’unica lingua possibile.

È da poco uscito il vostro primo album in italiano “Primo Carnera”: come sono nati i brani di questo disco? Chi scrive musica e parole?

“Primo Carnera” rappresenta l’incipit di un percorso che speriamo di portare avanti, parallelamente agli altri progetti, che potrà ampliarsi ad ogni nuova pubblicazione, definendo sempre più il nostro personale carattere musicale e poetico.
I branio del disco rappresentano i quasi 50 anni di percorso personale, in particolar modo mio (Lubvic), in qualità di autore delle musiche e dei testi, il più delle volte fortemente autobiografici.
E’ indiscutibile che l’apporto di ogni singolo essere umano dei “Carnera” ha contribuito alla crescita delle composizioni iniziali, come, d’altro canto, è logico che sia.

 Come vi siete incontrati voi sei?

Non ci sono aneddoti particolari sul nostro incontro, fondamentalmente ci siamo incontrati come si incontrano un po tutti i musicisti,per puro caso, spinti dalla passione per l’arte e dalla voglia di mettersi in gioco, di creare qualcosa di personale.

A quale brano vi sentite più legati?

Questa domanda dovrei girarla agli altri cinque elementi del gruppo, che sicuramente darebbero 5 risposte diverse.
Personalmente sono particolarmente legato alle canzoni più “romantiche” e sognanti del disco, “Fantasmi d’amore” e “Sorriderai”, che rappresentano uno sguardo malinconico su un mondo interiore passato ma carichi di speranze per il presente ed il futuro.

Con chi vi piacerebbe collaborare?

Ad essere sinceri, e parlo solo per quanto mi riguarda, la maggior parte degli artisti con cui mi sarebbe piaciuto collaborare, purtroppo non esiste più, potrei citarne uno su tutti, Lucio Dalla, che considero il più grande poeta e cantautore dei nostri tempi.
Parlando di artisti più recenti e soprattutto vivi, potrei dirti che il panorama italiano presenta molte proposte interessanti e sicuramente sarebbe una sfida molto stimolante confrontarsi con qualche artista diametralmente opposto a noi, sia come linguaggio musicale che come pensiero.
Siamo aperti ad ogni contaminazione.

Che progetti avete per il futuro?

Suonare, riuscire ad avere contatto con il pubblico in carne ed ossa, una delle cose che ad oggi è mancata di più a chiunque faccia musica.
Le sensazioni che ci tornano da un pubblico, in un’esibizione dal vivo, sono impagabili, in un certo senso ti fanno sentire che stai facendo la cosa giusta.
Il lavoro in studio procederà sempre di pari passo, sia per i “Carnera” che per i “NODe”, in modo da poter presentare sempre nuovi brani al nostro pubblico, è per loro che facciamo musica, oltre che per stare in pace con noi stessi.

CARNERA – BIOGRAFIA

I Carnera nascono nel 2020 dalla voglia di sperimentare nuove sonorità e linguaggi, a seguito della decennale esperienza con il loro progetto in lingua inglese NODe.
L’ispirazione del progetto Carnera proviene dalla tendenza del gruppo all’innovazione, ed è il frutto di una lunga riflessione che porta la band a cercare un orientamento diverso da quello portato avanti dai NODe: un orientamento più vicino alle proprie radici, che si rispecchia in primo luogo nella scelta della lingua d’appartenenza.
Il nome stesso della band vuole essere un omaggio a un personaggio diventato un mito di forza fisica grazie alle sua gargantuesca stazza, che da campione del pugilato e del wrestling è passato alla storia nell’immaginario collettivo attraverso la grafica e il cinema. Primo Carnera simboleggia un mito sempre vivo di un tempo andato e l’intenzione artistica d’ispirazione viene riproposta nel disco Primo Carnera attraverso la vena nostalgica verso la musica italiana degli anni ’60 e ’70 in riferimento alla musica d’autore: da qui la scelta stilistica di un minimalismo negli arrangiamenti che risultano più puliti rispetto ai lavori precedenti, con l’elettronica che non è più il fulcro del sound, ma lascia spazio al suono più puro degli strumenti, rafforzando così l’intenzione della band di orientarsi verso un più maturo e consapevole ritorno alle proprie origini.
A maggio 2021 esce ufficialmente sul mercato Primo Carnera, album d’esordio pubblicato da Areasonica Records.

CARNERA – LA FORMAZIONE

Lubvic – Voce, Synth
Karissa – Voce, Synth
Andrea Vinti – Batteria
Stefano Marseglia – Basso
Massimiliano Mauriello – Chitarra
Roberta Arienzo – Beat, Soundscapes

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Biografia Bianca Gammieri

Laureata in filosofia nel 2006 lavora come consulente matrimoniale per l'agenzia "legami di vita e non solo". È presidentessa dell'associazione culturale "jailbreak" di San Nicola La Strada.

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