sabato 9 e domenica 10 febbraio 2019 va in scena IL FILO ROSSO DI PROMETEO

con gli allievi ed ex allievi

del Liceo Ginnasio Statale Jacopo Sannazaro di Napoli

Roberta Carotenuto, Giulia Cennamo, Sara Colucci, Davide di Laurenzio, Emanuele Ermenegildo, Claudia Franzese, Andrea La Veglia, Iolanda Livigni,Alessandro Pazzanese, Irene Pepe, Sara Pepe, Emanuele Pone, Marcella Russo, Caterina Sarnelli,

Sveva Schiassi e Alessandra Violante Ruggi d’Aragona

Lo spettacolo Il filo rosso di Prometeo è il prodotto del laboratorio di teatro classico tenuto dall’attore e regista Ettore Nigro, durante lo scorso anno scolastico, con gli allievi del liceo ginnasio statale Jacopo Sannazaro di Napoli, coadiuvato dalla tutor Filomena Paola Fiorenzano, docente di latino e greco presso lo stesso Istituto.

Il laboratorio, svoltosi negli spazi del Liceo, era uno dei cinque moduli del progetto “Colmiamo il ritardo” (codice 10.1.1A-FSEPON-CA –2017-714).

 

Dopo aver debuttato a giugno scorso sulla terrazza della Certosa di San Martino, Il filo rosso di Prometeo riscrittura drammaturgica e scenica delle tragedie di Eschilo (la trilogia dell’Orestea, composta dalle tragedie Agamennone, Le Coefore, Le Eumenidi, e il Prometeo incatenato) va in scena sabato 9 e domenica 10 febbraio 2019 al Teatro Bolivar, nel cuore del quartiere Materdei di Napoli (sabato ore 21 e domenica ore 18).

 

La scelta di portare in scena, fuori dall’ambito puramente scolastico, l’allestimento “Il filo rosso di Prometeo” nasce dalla volontà di contribuire alla divulgazione della cultura classica e di renderla, anzi, più viva che mai.

Giungono a tal proposito i moniti del filologo, latinista e antropologo Maurizio Bettini che, nel libro A che servono i Greci e i Romani? (Einaudi, 2017) scrive: «Se non leggeremo più l’Eneide perderemo il contatto non solo con il mondo romano, ma anche con ciò che è venuto dopo. Perdere Virgilio significa perdere anche Dante e così via. Un cambiamento radicale di enciclopedia culturale somiglia infatti a un cambiamento di alfabeto». Non ci sarebbe Shakespeare senza Eschilo o Seneca, né Einstein senza Pitagora, questo a dimostrazione del fatto che la classicità non vuole verbi al passato, perché il mondo greco e quello latino fanno intrinsecamente parte della nostra natura. Urge allora individuare nuove strade per insegnare a flotte di adolescenti anestetizzati dal virtuale la cultura classica, una di queste è attraverso l’incursione delle arti, dal teatro al cinema alla letteratura.

 

Note di regia

È il fuoco che proviene da Prometeo – e la presunta ingiustizia subìta – ad aver illuminato il percorso teatrale svolto con gli allievi del Liceo ginnasio statale Jacopo Sannazaro che, nella sua forma finale, viene rappresentato come una messa in voce di quattro tragedie di Eschilo: la trilogia dell’Orestea (formata dalle tragedie Agamennone, Le Coefore, Le Eumenidi) e il Prometeo incatenato.

È stato proprio Prometeo a donarci il filo rosso: lo abbiamo immaginato in alto, sul monte, esiliato, mentre osserva il tanto amato uomo alle prese con quel sacro dono, fuoco, capace di generare pace e guerra. Agamennone, ad esempio, annuncia con il fuoco la sua vittoria, ma lo stesso fuoco fa bruciare Troia, così anche il sacrificio di Ifigenia avviene tra le fiamme e infine proprio Agamennone dichiara di voler far ritorno al fuoco domestico.

Gli uomini dovranno dunque imparare a fare buon uso di questo dono e riuscire a governarlo. Il fuoco diviene necessariamente simbolo: la passionalità di Clitennestra, il fuoco che infiamma Oreste nel vendicare la morte del padre, il fuoco che divampa nelle Erinni, il fuoco della giustizia di Apollo e ancora il fuoco che anima Athena nel fondare il tribunale.

La tetralogia proposta termina proprio con l’istituzione di un tribunale fatto di uomini, ma lo spettatore resta ignaro del giudizio finale (volutamente troncato): – chi ha ragione Oreste o Clitennestra? –, questa è la domanda che lasciamo aperta e doniamo allo spettatore, rendendolo così partecipe di un possibile nuovo modello di giustizia in armonia con l’etica secolare.

 

Informazioni

 

Per informazioni sullo spettacolo “Il filo rosso di Prometeo”

si può contattare il regista al 347 1012863

Prezzo biglietto intero 15 euro; ridotto 12;

Teatro Bolivar botteghino  081 5442616.

 

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Biografia Redazione

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