Samuel Stern #15 – Nel profondo – Recensione

Uscito in tutte le edicole alla fine di gennaio, il numero 15 di Samuel Stern intitolato Nel profondo è stato un albo che ha introdotto nuovi temi e scenari nella serie edita da Bugs Comics con una sceneggiatura opera di un nuovo esordiente, Francesco Vacca. A lui i creatori del personaggio e del suo universo Fumasoli e Filadoro hanno affidato il compito di sparigliare un po’ le carte in tavola per mostrare che Samuel può anche fallire, nonostante il suo fiuto per i traumi che generano i demoni interiori.

Nel profondo prende le mosse da un tipico prologo alla Samuel Stern, con la clamorosa manifestazione di quanto sembra essere a tutti gli effetti un caso di possessione anche particolarmente violenta, con tutti i crismi incluso l’uso di una lingua mai parlata prima.
Quasi a ritornare nell’alveo di canoniche storie su questo tema, assistiamo ad un cliché che contribuisce alla maggiore credibilità delle avventure e delle sceneggiature – per quanto siamo nell’ambito di un fumetto di sfondo paranormale – ovvero la trasferta di Samuel e di padre Duncan questa volta a Fort William, a 140 miglia da Edimburgo: è apprezzabile che i diversi casi su cui indagare siano anche geograficamente sparpagliati e disseminati, il Male non può certo concentrarsi tutto nella capitale!

Greg Dunbar sembra essere un morigerato e tranquillo marito, eppure non disdegna di frequentare un “covo di bagordi orgiastici, scambisti e pervertiti” come padre Mitchell definisce il luogo dove si manifesta il violento episodio che dà il via all’indagine. Impossibile non rinvenire sia nelle ambientazioni che nel nome del locale stesso, il Fidelio, un dichiarato omaggio al cinema di Stanley Kubrick ed al suo Eyes Wide Shut, ma mettendo da parte le divagazioni è più interessante approfondire come secondo il dottor Phillip Robertson, lo psicanalista che da tempo ha in cura Greg, si tratti di un semplice e clinico caso di disturbo dissociativo con sdoppiamento della personalità.

Uno dei due Greg a quanto pare è divorato dai sensi di colpa, ha dentro di sé terreno fertile per far nascere il demone secondo il consolidato canone “sterniano” della crepa dalla quale originano le possessioni, ma persino Samuel tende a ridimensionare inizialmente il tutto, per lo meno fino a quando non assiste ad un lampante episodio in cui, anche se per pochi attimi, percepisce che qualcosa da estirpare c’è eccome.
I due sodali Samuel e Duncan devono agire in maniera differente dal solito fino a quando il demonologo individua la crepa nell’odio represso generato da una situazione familiare non voluta ed imposta quasi per convenzione sociale.
La cacciata di questo demone è fin troppo semplice, e considerato che al termine dell’albo mancano a quel punto ancora 30 pagine il lettore è spinto a sospettare che qualcosa ancora non sia stato ben chiarito.

Dentro Greg alligna infatti un’altra entità, le sue personalità sono davvero due, ma entrambe sono possedute, con uno sdoppiamento che ha composto una perfetta ed integrata fusione in omeostasi tra uomo e demone. Una nuova “razza” sta nascendo, quella degli Incarnati, il cui artefice è proprio il sinistro Dottor Robertson che in un finale tutt’altro che rassicurante e risolutivo va via con la sua creatura come un novello Dottor Frankenstein lasciando campo spalancato a futuri sviluppi e gettando semi per evoluzioni tutte da scoprire in nuovi archi narrativi.

Il numero è ben costruito ed architettato anche perché piazza nel finale questo genere di plot twist, e diventa un emblema del lavoro di squadra molto articolato che sorregge l’intero progetto Samuel Stern accompagnato dal solido rapporto tra il protagonista e la sua spalla che in questo episodio torna a manifestarsi nei loro dialoghi serrati e che sottendono una profonda reciproca stima.

Per le tavole assistiamo alla interessante prova di debutto sulla serie di Pietro Vitrano, artista che ha già lavorato anche in Bonelli con incursioni su Nahtan Never e su Le Storie e che ora porta anche su Samuel Stern il suo tratto di stampo dark, ricco di neri ben strutturati e in grado di combinare sequenze di ispirazione cinematografica con altre dal particolare gusto splatter che per una volta si affaccia sulla testata in maniera più frequente.
Buona l’alternanza delle inquadrature, molto buono l’effetto realistico di cui aveva bisogno una storia cupa come questa, ma eccellente è l’espressività con la quale sono animati i personaggi. In particolare si fa apprezzare il dualismo tra il Greg dimesso ed inconsapevole di quanto compiuto da suo doppio e lo sguardo allucinato che assume nei momenti in cui il demone prende il sopravvento.

La copertina del trio Di Vincenzo-Piccioni-Tanzillo appare stavolta di impostazione più classica rinunciando all’impianto di una inquadratura dalla forte angolazione cui siamo abituati per mettere in risalto un Samuel che sembra quasi indeciso sul da farsi di fronte ad un demone inedito nel modo di manifestarsi come quello che si troverà a fronteggiare nell’avventura del mese.

uscita: 30/01/2021
Formato: 16×21 cm, b/n
Pagine: 96
Soggetto e sceneggiatura: Francesco Vacca
Disegni: Pietro Vitrano
Copertina: Valerio Piccioni, Maurizio di Vincenzo e Emiliano Tanzillo

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Biografia Christian Imparato

Christian Imparato
Classe '76, lettore compulsivo fin da bambino, ho maturato quella che si può definire, parafrasando De Crescenzo ed Eco, una libridine bibliofila. Nel frattempo ho fatto tante cose, dal precettore per liceali all'addetto vendite estere passando per il portiere d'albergo per finire con l'attuale ruolo di copywriter e operatore SEO. Se vi piace, chiamatemi Nemo.

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