Samuel Stern #16 – Il processo Stern – Recensione

L’albo numero 16 di Samuel Stern ha rappresentato un passaggio a lungo atteso dai lettori di questa serie pubblicata da Bugs Comics. In Il processo Stern alcune delle connessioni con la continuity interna della serie ed alcune rivelazioni relative al misterioso passato del protagonista hanno finalmente trovato spazio nella storia affidata a Francesco Vacca, che torna ai testi per la seconda volta consecutiva dopo aver già realizzato l’albo n° 15 Nel profondo.

Questo albo rappresenta un tassello cruciale per conoscere meglio il demonologo scozzese, e per celebrare l’occasione la casa editrice ha voluto anche varare una inedita variant cover in versione total black, nella speranza di poter tornare presto in giro per le fiere e le altre manifestazioni legate al mondo del fumetto e portare con sé un albo speciale da far sketchare agli autori. Questi ultimi tra l’altro, dovendo lavorare su uno sfondo totalmente nero, dovranno dare tutto il meglio della propria creatività!
Dal momento che mentre ne scriviamo è già giunto nelle edicole il numero 17 (che presto recensiremo) vi segnaliamo anche la possibilità di recuperare a questo link sullo shop ufficiale Bugs la vostra black cover.

Tornando alla storia in sé, Il processo Stern è un albo dalla trama atipica e coraggiosa, con una evoluzione a base di continui flashback ed una narrazione che ha un andamento incalzante, strutturato con una dinamica forense come annunciato già dal titolo.
Senza particolari spiegazioni su chi lo abbia realmente posto sul banco degli imputati, Samuel viene processato per gli eventi del suo recente passato con testimonianze che richiamano alcuni degli albi sin qui pubblicati, ma anche per quelli del passato oscuro e più lontano che il nostro si porta dentro come un terribile fardello e che fino ad ora sono stati sapientemente centellinati. Samuel affronta in una sorta di psicodramma i demoni figurativi che lo attanagliano anche a causa della sua peculiare sensibilità, e che ci rivelano quanto e per quali motivi egli sia un uomo divorato dai sensi di colpa.

Essere convocato alla sbarra per truffa, circonvenzione di incapace, persino per omicidio suona come una condanna di un tribunale “interiore”: Samuel ha coscienza dei propri limiti ma anche delle proprie responsabilità nei confronti della figlia Lily, ma il tutto è raffigurato e narrato con un evidente senso onirico. La sensazione che resta addosso, anche dopo una rilettura, è quella di una storia dal forte valore metaforico che preferisce mettere in scena i sentimenti del protagonista e fare leva su quelli, mostrando i nervi scoperti dell’angoscia, come se fosse Samuel stesso ad aver istruito il processo contro di sé.

Sarebbe stato molto più semplice mettere in piedi una storia “lineare” per svelare il tragico passato del protagonista, ma in casa Bugs Comics hanno già dimostrato di preferire soluzioni coraggiose e a volte fuori dai canoni, ad esempio con i finali degli albi spesso amari. Qui il racconto procede come una vera discesa nell’inferno interiore ed in un orrore dagli inattesi risvolti, ma il tutto è orchestrato senza mai allontanarsi da una generale sensazione di irrealtà che spiazza il lettore e trasmette ancora più inquietudine.

Non è probabilmente casuale che per dipingere le tavole de Il processo Stern sia stato scritturato Luigi Formisano, ossia l’autore che ci ha dato la prima versione grafica di Samuel e del suo mondo con l’albo numero 1 “Il nuovo incubo”. La continuità ci sembra del tutto voluta per raccontare un tale episodio cardine ma offrendo al lettore un tratto “familiare” e già noto, con un ritorno alle origini.

Rispetto alla prova d’esordio Formisano si comporta però in maniera leggermente diversa: il suo tratto è riconoscibile e ci propone espressività per Samuel e padre Duncan, come per altri comprimari, che già conosciamo, tuttavia alcune tavole sembrano meno ricche di dettagli e più essenziali. Non è certo venuta meno la cura nel tratteggio da parte dell’autore, e ci sono alcune tavole che sostengono apertamente questa valutazione, ma l’idea che ci siamo fatti riguarda un desiderio di assecondare la trama rendendo alcune fasi del racconto in maniera più scarna proprio ad enfatizzare un senso di irreale smarrimento che diventa ancor più palpabile nei passaggi che coinvolgono Lily ed in quelli che ingannano palesemente il lettore.

Per la copertina del mese il trio Piccioni-Di Vincenzo-Tanzillo ritorna alle vecchie, sane abitudini, quelle che hanno fino ad ora reso inconfondibili le cover di Samuel Stern per uso dei colori e scenari. In una inquadratura dall’accentuata angolazione Samuel è legato dalle sue paure, appeso con un cappio al collo, ed osserva stravolto le mani demoniache protese verso di lui. Sono roventi, sono angoscianti e minacciose, sono le mani che rappresentano i sensi di colpa, i rimorsi, le accuse e le condanne che Samuel indirizza verso la sua stessa persona.

uscita: 27/02/2021
Formato: 16×21 cm, b/n
Pagine: 96
Soggetto e sceneggiatura: Francesco Vacca
Disegni: Luigi Formisano
Copertina: Valerio Piccioni, Maurizio di Vincenzo e Emiliano Tanzillo

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Biografia Christian Imparato

Classe '76, lettore compulsivo fin da bambino, ho maturato quella che si può definire, parafrasando De Crescenzo ed Eco, una libridine bibliofila. Nel frattempo ho fatto tante cose, dal precettore per liceali all'addetto vendite estere passando per il portiere d'albergo per finire con l'attuale ruolo di copywriter e operatore SEO. Se vi piace, chiamatemi Nemo.

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