mercoledì , 26 Febbraio 2020

Samuel Stern #2 – Il mausoleo nero – Recensione

Dopo il grande successo riscosso nelle edicole, e solo nelle edicole, dal numero 1 di Samuel Stern, favorito anche da un cospicuo battage pubblicitario e dal passaparola ma corroborato dall’indubbia qualità del progetto, per l’attesa del numero 2 si è creata un’atmosfera che da tempo non si respirava nel mondo del fumetto.
Samuel Stern, che nasce per essere distribuito quasi in “controtendenza” alle sole edicole lanciando così un messaggio coraggioso a tutto il mercato del fumetto seriale, ha saputo catalizzare su di sé le attenzioni e i favori dei lettori, ed ha fatto rinascere il gusto e l’entusiasmo nei confronti del fumetto “pop”, curato quanto basta e perfetto nel suo essere fruibile da chiunque con storie concrete e ben strutturate.
Il secondo albo, approdato in edicola lo scorso 27 dicembre con il titolo Il mausoleo nero, conferma tutte le premesse e getta ulteriori basi per una serie promettente, in quanto evidenzia ancor di più di quanto fatto nel primo numero un consistente lavoro di documentazione svolto dai suoi autori e creatori, Gianmarco Fumasoli e Massimiliano Filadoro, sceneggiatori anche di questo episodio affidato ai disegni di Luca Lamberti.

L’esordio con preambolo storico ci racconta le vicende realmente accadute dei Covenanters, ribelli scozzesi presbiteriani che non accettarono il libro delle preghiere comuni di matrice fortemente anglicana imposto dal re Charles II. Oggetto di una feroce repressione e di un eccidio storicamente documentato, i Covenanters superstiti vennero ammassati e lasciati morire di freddo e stenti nei pressi del Greyfriars Kirkyard, cimitero di Edimburgo tristemente famoso da allora per questo episodio ma anche perché accoglie il Mausoleo Nero, tomba del sanguinario “Bloody MacKenzie”, al secolo Sir George MacKenzie, il brutale funzionario reale responsabile della strage. Da allora un’oscura aura circonda tutto il cimitero, nel quale si ritiene si siano verificati episodi di apparizioni spettrali e demoniache, come se le anime dei torturati scozzesi fossero ancora in cerca di vendetta…
Samuel il rosso, insieme al fidato amico padre Duncan O’Connor, investiga su quanto accaduto subito dopo l’ultimo Ghost Tour tra le lapidi del cimitero: un ragazzo è stato vittima di una sorta di possessione che l’ha menomato lasciandolo in stato catatonico. Il responsabile del cimitero ha urgenza di liberarsi dalle accuse, ma la questione non è così semplice quando ad essere coinvolte sono forze macabre e capaci di dilaniare dall’interno per trovare la loro strada verso il nostro mondo.
Non possiamo proseguire oltre nella trama, perché anche stavolta la sceneggiatura (come nel caso del primo albo) prevede un’inattesa evoluzione finale (con indizi disseminati però qua e là per tutto l’albo) ma soprattutto un epilogo con colpo di scena anche stavolta amaro, il che conferma il desiderio di osare e il coraggio degli autori.

La storia si lascia leggere con estrema agilità, anche se ne suggeriamo una rilettura a breve distanza proprio per cogliere al meglio alcune sfumature. Il tono e il taglio restano molto cupi, nonostante i gradevoli intermezzi e gli scambi di battute tra Samuel e Duncan, che spezzano con della sana ironia la tensione e lasciano intuire un legame molto stretto tra i due. Si ripetono anche in questo caso i riferimenti al passato del demonologo scozzese, che mantengono ancora in sospeso alcuni interrogativi sul suo passato, sulla sorte toccata alla moglie, sulla figlia rinchiusa in un orfanotrofio senza conoscere suo padre… c’è qualcosa di drammatico nel background di Samuel, ed il tutto ci ha fatto pensare ad una similitudine con un personaggio della Bonelli come Nathan Never (abbiamo già argomentato, nella nostra recensione del numero 1 reperibile a questo link, quanto sia fuori luogo accostare il personaggio della Bugs Comics a Dylan Dog, per evidente differenza di forma espressiva e di premesse narrative).

I disegni di Luca Lamberti ci sono sembrati particolarmente indovinati per il tipo di storia: era necessario infatti un tratto minuzioso, attento, quasi naturalistico, non solo per tradurre l’espressività dei personaggi ma anche per documentare con i giusti particolari e la massima profondità gli scenari architettonici. Il risultato finale è di 94 pagine ricche di dettagli e concretissime, ma per nulla statiche. Lamberti ha infatti saputo “spacchettare” alla grande la classica gabbia 2×3, usandola di rado, per proporre più spesso disegni dal taglio scomodo capaci di agitare la trama senza creare confusione, ed inserendo persino alcune riuscite splash page. Degno di nota è anche l’uso di un tratto leggermente diverso e di tonalità offuscate, quasi in scala di grigi, per i passaggi flashback, che rivestono un ruolo determinante nell’economia generale della storia.
Infine, la copertina: tanto era un “poster” programmatico quella del numero 1, altrettanto potente è quella de Il Mausoleo Nero, con i suoi toni cupi e claustrofobici che simboleggiano l’oscurità nella quale il lettore sta per tuffarsi.
Anche il numero 2 di Samuel Stern è promosso a pieni voti, e siamo pronti ad attraversare il 2020 in sua compagnia!

uscita: 27/12/2019
Formato: 16×21 cm, b/n
Pagine: 96
Soggetto e sceneggiatura: Gianmarco Fumasoli, Massimiliano Filadoro
Disegni: Luca Lamberti
Copertina: Maurizio Di Vincenzo

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Biografia Christian Imparato

Christian Imparato
Classe '76, lettore compulsivo fin da bambino, ho maturato quella che si può definire, parafrasando De Crescenzo ed Eco, una libridine bibliofila. Nel frattempo ho fatto tante cose, dal precettore per liceali all'addetto vendite estere passando per il portiere d'albergo per finire con l'attuale ruolo di copywriter e operatore SEO. Se vi piace, chiamatemi Nemo.

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