domenica , 29 Marzo 2020

SPAREGGIO CHAMPIONS PER IL NAPOLI ALL’OLIMPICO: C’ERA UNA VOLTA UN GEMELLAGGIO…

Non sarà facile per il Napoli dimenticare il 2-2 di mercoledì scorso contro l’Atalanta: un risultato profondamente ingiusto sia per l’eccellente prestazione degli azzurri, che hanno dominato a lungo gli Orobici, sia perché il match è stato pesantemente condizionato dalle decisioni arbitrali, che hanno negato l’evidente rigore del possibile 3-1 pochi attimi prima dell’azione che ha regalato il pareggio ai nerazzurri.

Gli uomini di Ancelotti (incredibilmente espulso nel parapiglia finale e squalificato dal Giudice Sportivo, anche se il Napoli ha presentato ricorso) dovranno provare comunque a resettare tutto ed a concentrarsi sulla trasferta di sabato alle 15 all’Olimpico di Roma contro i giallorossi, che vincendo (4-0) ad Udine hanno scavalcato proprio i partenopei al quarto posto, ultimo piazzamento utile per la qualificazione alla prossima Champions League.

La sfida tra Roma e Napoli, da molti ribattezzata “derby del Sud” o “derby del Sole”, è però un confronto affascinante a prescindere dall’importanza dei 3 punti in palio in questa occasione: tanti campioni si sono affrontati negli anni con queste due maglie, dando vita spesso a match spettacolari ed emozionanti.

Il Napoli negli ultimi anni ha invertito un trend abbastanza negativo, con tre successi negli ultimi tre confronti: il 2-1 del 4 Marzo 2017 firmato da una doppietta di Mertens (e da una miracolosa parata di Reina nel finale), l’1-0 del 14 Ottobre dello stesso anno con gol decisivo di Lorenzo Insigne, ed infine il roboante 4-1 dello scorso 31 Marzo, con Milik, Mertens, Verdi e Younes a infierire su una Roma allo sbando dopo il cambio Di Francesco – Ranieri in panchina.

Prima di questo tris, l’ultimo blitz azzurro risaliva al 13 Febbraio 2011, quando il Napoli si impose per 2-0 grazie ad una doppietta del Matador Cavani.

Questa vittoria giunse a distanza di quasi 18 anni dal precedente trionfo partenopeo, il rocambolesco 3-2 del 12 Settembre 1993, con gli azzurri sempre in vantaggio (con Buso e con l’ex laziale Di Canio) e sempre raggiunti, prima del gol decisivo realizzato da Capitan Ciro Ferrara con una fucilata di destro all’incrocio dei pali difesi da Lorieri.

Nel complesso i precedenti in Serie A all’Olimpico sono nettamente favorevoli ai padroni di casa, che hanno vinto 32 delle 72 sfide giocate a fronte dei 12 successi azzurri e dei 28 pareggi.

Alcuni di questi pareggi sono indimenticabili, per diversi motivi: basti pensare al pirotecnico 4-4 del 20 Ottobre 2007, prima sfida tra le due squadre dopo il ritorno del Napoli in Serie A; di Lavezzi, Hamsik, Gargano e Zalayeta le reti dei partenopei di mister Reja.

Altrettanto rocambolesco fu il pareggio del 25 Ottobre 1987, quando il Napoli, rimasto in 9 dopo le espulsioni di Renica e Careca, riuscì a pareggiare il vantaggio giallorosso siglato da Pruzzo con un poderoso colpo di testa di Giovanni Francini.

Questa partita ha un significato purtroppo ben più importante: prima del match fu rotto, a causa degli ultrà giallorossi, uno splendido gemellaggio tra le due tifoserie, che erano solite salutarsi affettuosamente a centrocampo e sotto le due curve prima di ogni incontro.

Gli animi non furono certo rasserenati dal brutto gesto di cui Salvatore Bagni si rese protagonista sotto la Curva Sud a fine partita, anche se non fu questo sgarbo a risultare decisivo per la rottura del gemellaggio, come fu invece a lungo raccontato.

L’anno prima il Napoli colse all’Olimpico una vittoria di straordinaria importanza nel cammino che avrebbe condotto gli azzurri al loro primo scudetto: di Maradona, con uno splendido sinistro dopo un difficile stop su assist di Giordano (altro ex laziale odiatissimo dai giallorossi), il gol dell’1-0 con il quale si concluse la sfida del 26 Ottobre 1986.

Clamorose per il punteggio sono state anche alcune sconfitte degli azzurri, dall’umiliante 8-0 del 29 Marzo 1959 subìto dal Napoli allenato dall’ex bomber giallorosso Amadei, al 4-1 del 20 Aprile 1995 con Delvecchio mattatore (prima tripletta in serie A per lui), fino al perentorio 6-2 rifilato dalla Roma di Zeman agli azzurri di Mutti il 5 Ottobre 1997, preludio del triste campionato che si sarebbe concluso con la retrocessione-record (solo 14 i punti racimolati).

Sono tanti i giocatori ad aver indossato le maglie di entrambe le squadre: basti pensare ad Andrea Carnevale, che lasciò il Napoli per i giallorossi l’anno dopo la conquista del secondo scudetto, a Daniel Fonseca, ceduto alla Roma dopo 2 stagioni e 31 gol in maglia azzurra, a Sebino Nela, fluidificante della Roma di Liedholm che nel Napoli del Bianchi-bis venne a giocare da libero; persino il “Principe” Giannini, idolo della tifoseria giallorossa, giocò alcune partite (dimenticabili) con la maglia del Napoli di Mazzone, allenatore degli azzurri per pochi incontri nel 1997 (e, tra l’altro, ex tecnico della Roma).

Anche nella prossima sfida gli ex non mancheranno, sia tra le fila del Napoli, dove ci sono Mario Rui e soprattutto Kostas Manolas, difensore passato proprio quest’estate dai giallorossi agli azzurri, sia tra quelle della Roma, dove c’è Amadou Diawara, che i tifosi partenopei ricordano soprattutto per il gol al Chievo in pieno recupero che regalò la vittoria al Napoli l’8 Aprile del 2018.

Ultimo ma non certo meno importante, il tecnico azzurro Carlo Ancelotti, che da giocatore in maglia giallorossa ha vinto lo storico scudetto del 1983.

il tecnico di Reggiolo ha sempre detto di essere stuzzicato dall’idea di allenare un giorno la Roma, ma ora il suo obiettivo è vincere con il Napoli; a cominciare dalla sfida di sabato, per dimenticare l’ingiustizia di mercoledì…

 

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Biografia Jacques Pardi

Jacques Pardi
La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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