Speciale Halloween: I 5 videogiochi con la migliore concezione dell’ horror

Come tutti voi saprete, questa settimana ci sarà una delle “feste” preferite da noi occidentali: Halloween. Ovviamente quest’evento non è europeo d’origine ma è stato completamente importato dal continente americano, in particolare dagli Stati Uniti per quanto riguarda la parte giocosa, e dal Messico per quanto riguarda la festività dedicata alla memoria dei morti. Ma non sono certo qui per illustrare la storia della festa di Halloween o del Dia de los Muertos; sono ancora una volta qui per darvi delle idee su come passare questi giorni nel caso in cui non abbiate molta voglia di andare a qualche festa vestiti in modo bizzarro e spaventoso. Di che idee sto parlando? Ovviamente di videogiochi da provare, ed in particolare delle cinque migliori interpretazioni del genere horror nel mondo dei videogiochi;

5) Dead Space:

Come ho già detto nell’introduzione, questa lista non riguarda obbligatoriamente dei singoli giochi, ma, più che altro, la generale visione del concetto di videogioco horror che ha un gioco singolo o anche più in generale una saga; in questo caso parliamo di una saga, uscita interamente durante la settima generazione di console (PS3 ed Xbox 360, per intenderci), tra il 2008 ed il 2013. La serie è di fatto un survival horror ambientato nello spazio in cui impersoneremo un ingegnere minerario impegnato a cercare di risolvere i problemi causati dai necromorfi (alieni horror antagonisti dei titoli) all’interno di una stazione spaziale. Se proprio volete un consiglio su quale giocarvi, il mio suggerimento è di giocare il primo Dead Space che, forse, rappresenta una vera chicca per ciò che riguarda l’ansia e i luoghi angusti. Solo in quinta posizione per la possibilità di difendersi dagli attacchi dei necromorfi grazie alla presenza di armi da fuoco;

4) Neverending Nightmares:

Primo titolo indie e, in verità, abbastanza sconosciuto di questa lista. La cosa bella di questo gioco, basato sui disturbi psicologici patiti da giovane dal capo illustratore del titolo Matt Gilgenbach, è che sono quasi del tutto assenti mostri schifosi, la grafica non è foto-realistica e sono quasi per nulla presenti jumpscares. Nonostante ciò, a mio parere, grazie ai disegni e grazie ad un comparto auditivo di assoluto livello, questo piccolo prodotto riesce a trasmetterti quell’ansia e quell’inquietudine necessarie per godersi un titolo horror;

3) Resident Evil:

A proposito di serie horror; qui parliamo della storia dei videogiochi di paura. La saga di casa Capcom ha visto i suoi natali nel lontano 1996 con il primo Resident Evil, ed è arrivata fino ai giorni nostri con l’ultimo capitolo Resident Evil 7: Biohazard e tutti i suoi DLC. Se si vuole fare un esempio dell’evoluzione del medium videoludico, questa serie fa assolutamente al caso vostro: si passa da una sorta di puzzle game con caratteristiche di survival horror del primo capitolo, al survival horror puro dell’ultimo passando per le caratteristiche TPS dei capitoli intermedi. Per quanto riguarda il consiglio sul capitolo, vi dico che dipende da quello che cercate: se volete un vero e proprio horror giocate il 7; se invece cercate un gioco con cui divertirvi e cazzeggiare con un minimo di suspance vi dico giocate il 4, che forse, in assoluto, può considerarsi il migliore;

2) Outlast:

Altro titolo indie, forse IL titolo indie quando si parla di survival horror. È vero, si tratta di un gioco sviluppato da una casa indipendente (la Red Barrels), ma tutti gli sviluppatori facevano parte, prima di prendere parte a questo progetto, di grandi produzioni videoludiche. Ed infatti Outlast, uscito nel 2013 e di cui è stato fatto un sequel di recente che non regge il confronto con il primo, non sembra affatto un indie: tecnicamente quasi impeccabile, dal punto di vista dell’atmosfera, probabilmente, uno dei migliori titoli di questo genere; ed anche dal punto di vista del gameplay (sempre abbastanza povero in questo genere di giochi) sono stati trovati una serie di escamotage che evitano di trasformare questo titolo un “walking simulator”. Insomma, se volete rimanere a casa ad Halloween ma senza perdervi gli spaventi, giocate ad Outlast;

1) Silent Hill:

Ecco la vera e propria regina delle serie videoludiche di stampo horror. Su Silent Hill c’è poco da dire; è semplicemente la saga che ha creato il genere survival horror. Il primo Silent Hill, uscito nel 1999, è , di fatto, il capostipite del,a famiglia. Ma è il suo diretto sequel, di due anni più giovane, che rappresenta l’apice dei videogiochi horror. Silent Hill 2 ha: un’ambientazione che ti mette i brividi solo a pensarci, un protagonista che definire disturbato è dire poco, dei mostri che che ti trasmettono l’ansia ed il terrore solo guardandone i disegni. In conclusione, se non avete mai giocato un Silent Hill, cercate di recuperarvi tutta la saga; ma se volte realmente vivere un’esperienza che si potrebbe definire sovrannaturale, giocate assolutamente Silent Hill 2, magari di notte con le luci spente e da soli a casa.

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Biografia Gabriele Nappo

Gabriele Nappo
Studente di Scienze della Comunicazione presso l' Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Appassionato di musica da quando ne ho memoria, e , nel corso degli anni, ho affiancato a questa passione numerose altre, come i videogiochi, lo sport (Napoli ed NBA in primis), il cinema ed il teatro. Lavoro come speaker presso la radio del Suor Orsola Benincasa.

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