Tex Willer 18: L’agente federale – Recensione

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Per tutto il primo anno di vita editoriale della testata Tex Willer, dal numero 1 al numero 13, Mauro Boselli ha tenuto le redini delle sceneggiature per una creatura da lui stesso fortemente voluta. Ha poi lasciato che fosse Pasquale Ruju, con 2 brevi cicli narrativi, ad introdurre altri aspetti inediti e drammatici della giovinezza di Tex, ma con il numero 18 intitolato L’agente federale il Bos è tornato in sella, e ci accompagnerà fino a dopo l’estate con una lunga vicenda articolata su ben 6 albi.

Boselli, narratore prolifico e uomo dalla sconfinata cultura, si è reso conto abbastanza in fretta di poter attingere ad un filone pressoché inesauribile di una vera miniera d’oro. Nessuno, infatti, aveva mai raccontato cosa abbia affrontato Tex prima che comparisse nella sua prima celebre striscia ambientata nel Raibow Canyon…

Quel Tex ventenne e così impulsivo è un outlaw dal solidissimo senso della giustizia, consapevole di aver ucciso solo per vendicare la morte ingiusta del fratello e sempre per legittima difesa. È avventato, è spaccone, ma è incapace di schierarsi contro la legge quando questa è rappresentata da uomini onesti e retti. L’agente federale ci mostra questo e molto altro ancora in una prima parte che si legge tutta d’un fiato, talmente è movimentata ed avvincente, ricca di azione e di avventura!

Con un artifizio narrativo, è lo stesso Tex ad introdurci nel “racconto” mentre al rifugio nel villaggio di Cochise narra gli ultimi eventi che lo hanno condotto fin lì. Sulle sue tracce c’è infatti l’inflessibile e integerrimo Brian Carswell, un mastino che non molla mai la presa e che ha dei poteri più estesi rispetto ad uno sceriffo o ad un semplice marshall, in quanto può agire anche tra diversi Stati con delega federale e può attingere a consistenti fondi per assoldare tutti coloro di cui ha bisogno nella sua caccia all’uomo, con giurisdizione illimitata.

Tex trova con astuzia e spregiudicatezza il modo per rendere inoffensivi gli inseguitori al soldo di Carswell, con trappole ed inganni che in realtà ci mostrano un personaggio assai più “ingenuo” di quello che ammiriamo sulle pagine della serie regolare e molto meno granitico, propenso persino a flirtare con le donne che subiscono il suo fascino: ne abbiamo avuto un assaggio nei salaci scambi di battute con Kate Warne alias Pinkerton Lady, qui lo vediamo concedersi qualcosa in più con la bella messicana Anita, schierata dalla sua parte e pronta a coprire la sua fuga dall’irriducibile Carswell.

A proposito del mastino federale che dà la caccia a Tex, è emblematico che non compaia mai nelle tavole di questa prima storia del ciclo se non di spalle o inquadrato da molto lontano. Di lui sappiamo che è riconoscibile per la caratteristica bombetta, ma Boselli ce lo ha già riccamente tratteggiato nel suo essere inflessibile, un cacciatore ostinato e ligio al suo dovere di uomo della legge, costruendo un personaggio concreto e creando attesa per la sua reale entrata in scena.


Per accompagnarci in questa travolgente avventura sono state scelte le matite di Michele Rubini, fumettista già coinvolto nella realizzazione di numerosi albi di Zagor e che fino ad ora si era “rodato” con il Ranger disegnando brevi storie apparse sul Tex Magazine e sul Color Tex. È giunta l’investitura ufficiale con queste prime 64 tavole dense di dettagli, leggibili e dinamiche che trascinano il lettore e lo coinvolgono con un tratteggio movimentato ed espressivo: il tutto ci mette al sicuro per i prossimi 5 albi!

Per finire, abbiamo come sempre qualche parola da spendere sull’arte di Maurizio Dotti, che in copertina introduce la movimentata vicenda con una plastica raffigurazione di uno degli agguati di Tex, inserita con eccellente dosaggio dei colori nello scenario paludoso che troveremo nella trama.

uscita: 18/04/2020
Formato: 16×21 cm, b/n
Pagine: 64
Soggetto: Mauro Boselli
Sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Michele Rubini
Copertina: Maurizio Dotti

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Biografia Christian Imparato

Christian Imparato
Classe '76, lettore compulsivo fin da bambino, ho maturato quella che si può definire, parafrasando De Crescenzo ed Eco, una libridine bibliofila. Nel frattempo ho fatto tante cose, dal precettore per liceali all'addetto vendite estere passando per il portiere d'albergo per finire con l'attuale ruolo di copywriter e operatore SEO. Se vi piace, chiamatemi Nemo.

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