UN NUOVO FARMACO PER CURARE IL SARS-CoV-2

È di pochi giorni la notizia che la Pfizer sta studiando una nuova molecola atta a curare i pazienti affetti da SARS-CoV-2. Forse con l’arrivo di una nuova terapia sarà decretata la fine dell’era vaccinale? La risposta a questa domanda è semplice ed è NO. È fondamentale non confondere le due cose: vaccinazione e terapia. La prima, la vaccinazione, serve a limitare il contagio e la diffusione della pandemia addestrando il nostro sistema immunitario a riconoscere il virus e difendersi da esso in modo naturale. La terapia, invece, ha un principio del tutto diverso, infatti nel caso in cui dovessimo infettarci con il virus, il farmaco aiuta a bloccare la replica virale ed evitare lo sviluppo della malattia COVID-19, ovviamente non ha alcuno scopo preventivo ed è utile ed efficace solo se ci si infetta con il SARS-CoV-2.

Molte persone, soprattutto quelle meno convinte o addirittura nemici della vaccinazione, potrebbero affermare che sia del tutto inutile iniettarsi un “pericoloso” vaccino se esiste la terapia. Ovviamente non è così e non lo è per diverse ragioni:

  1. la diffusione dell’infezione va arrestata o almeno rallentata e la vaccinazione è il metodo più efficace e sicuro per farlo; il continuo diffondersi del virus crea mutazioni e potrebbe crearne di diverse di cui anche forme resistenti alle nuove e future terapie.
  2. non sappiamo ancora nulla dell’efficacia delle nuove terapie né quando saranno disponibili e quindi il piano di vaccinazione deve procedere nei tempi più rapidi possibili.
  3. Non conosciamo i costi delle nuove terapie, quali siano i tempi di produzione né quale sarà la disponibilità sul mercato.
  4. Anche se la ricerca sta compiendo tempi da record, generalmente prima che un farmaco venga immesso in commercio sono necessari anni, diversi anni. Tutto questo è necessario per valutare prima la sicurezza ed in seguito l’efficacia della molecola. Gli studi sperimentali hanno tempi obbligati e vanno condotti prima su piccoli gruppi di volontari e successivamente su campioni più ampi di pazienti. Personalmente credo che anche andando al massimo della velocità possibile, rispettare tempistiche di un anno per la sua commercializzazione, è qualcosa che vada oltre il miracoloso e l’irrealizzabile. Pensate ad esempio al Sofosbuvir, famoso farmaco per l’epatite C (simile a quello in studio contro il SARS-CoV-2), è stato scoperto nel 2007 e solo nel 2010 è stato testato sull’essere umano e finalmente approvato per la commercializzazione nel 2014; quindi ci sono voluti appena 7 anni per passare dal laboratorio alla pratica clinica. È chiaro che durante il tempo necessario per le corrette ed opportune valutazioni NON ci è permesso stare con le mani in mano ed interrompere gli attuali progetti di vaccinazione nella speranza che forse l’antivirale in questione si dimostri efficace in vivo.
  5. Quest’ultimo punto vale per gli antivaccinisti convinti; non si deve immaginare che i nuovi farmaci siano liberi da eventi avversi? Allo stato attuale i vaccini si sono dimostrati sicuri e con un percentuale di reazioni avverse estremamente basso soprattutto se valutato sull’immenso numero di individui ai quali sono stati somministrati, per quanto riguarda le nuove terapie non ne sappiamo ancora nulla, ciò che è certo è che non esisterà mai una terapia esente da effetti avversi.

Vediamo quindi quali siano le novità riguardanti questa nuova molecola alla quale la Pfizer sta lavorando. La casa farmaceutica sta conducendo test sulla molecola antivirale PF-07321332, un inibitore delle proteasi, che bloccherebbe la replicazione del virus SARS-CoV-2 attaccando il suo codice genetico. Come affermato dal capo dell’ufficio scientifico e dello sviluppo medico della Pfizer: “Abbiamo sviluppato PF-07321332 come potenziale terapia orale che potrebbe essere prescritta ai primissimi segni dell’infezione, per evitare che i pazienti siano ospedalizzati o finiscano in terapia intensiva”. Attualmente la nuova molecola ha dimostrato una potente azione antivirale in vitro (cioè non su organismo vivente); questa rimane comunque un’ottima notizia, ma è necessario ancora un lungo, lunghissimo percorso prima di dimostrare la sua efficacia e sicurezza sull’essere umano. Le notizie più recenti sono che la nuova molecola sarebbe stata testata sugli animali per comprenderne il profilo di sicurezza e di seguito dovrebbe iniziare la sperimentazione su piccoli gruppi di volontari.

Siamo tutti felici e speranzosi riguardo la ricerca di nuove terapie, ma è necessario mantenere comunque i piedi per terra; allo stato delle cose la vaccinazione è l’unica arma sicura, efficace ed attuabile. Se in futuro saranno disponibili farmaci antivirali, che ben vengano! Questo non fa altro che renderci ancora più sereni, ma ora dobbiamo andare avanti con i vaccini per cercare di uscire al più presto da questo terribile periodo.

 

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Biografia Luca Fontanella

Luca Fontanella
Sportivo e dinamico, da sempre la sua passione è la medicina e lo dimostra con la dedizione e serietà che mostra nel suo lavoro con diverse pubblicazioni scientifiche e numerose partecipazioni come relatore a convegni scientifici nazionali e internazionali. Attualmente è Dirigente Medico di Primo Livello, presso il reparto di Medicina Interna ad indirizzo Cardiovascolare e Dismetabolico dell'A.O.R.N. Ospedali dei Colli, Monaldi, Napoli

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