VACCINO E TROMBOSI: QUANDO LA PAURA DIVENTA IL VERO PERICOLO

Il piano vaccinale è iniziato e finalmente incominciamo a vedere uno spiraglio di luce in fondo a questo lungo ed oscuro tunnel che stiamo percorrendo da un anno. Nonostante ciò, cominciano mille timori e paure proprio nei riguardi della nostra unica salvezza: “il vaccino”. Negli ultimi giorni vi è stato un deleterio ed insano polverone mediatico riguardante il vaccino AstraZeneca che ovviamente, come ci si aspettava, è stato nuovamente e rapidamente reso disponibile. Immagino la felicità di molti “no vax” quando si è diffusa la notizia che il famigerato vaccino fosse pericoloso per la nostra vita poiché poteva causare pericolose trombosi, ma la vicenda è molto complessa ed il ruolo dei media è stato rilevante in questa situazion;, purtroppo la gente è stata assalita dal panico per una notizia del tutto immotivata. Il problema è  che tale paura è stata deleteria ed ha rallentato significativamente il piano di vaccinazione. Da sempre i medici hanno il dovere di denunciare eventuali eventi avversi di un farmaco, questo permette agli enti competenti di avviare indagini per comprendere la veridicità di eventuali eventi avversi in modo tale da interrompere o ritirare il farmaco se necessario. Un farmaco prima di essere immesso in commercio supera dure ed estenuanti prove, da prima di sicurezza e quindi di efficacia (Fase 1, 2 e 3), ma anche l’immissione in commercio rientra nelle fasi di osservazione (Fase 4) poiché il farmaco è testato nella “Real Life” su un enorme numero di persone. In caso di eventi avversi si procede a verifica “scientifica” con tutte le conseguenze sino anche al ritiro del farmaco in questione. Nel caso AstraZeneca il panico è dilagato prima ancora che vi fosse alcuna prova, temendo che fosse pericoloso per la vita poiché in grado di indurre eventi di trombosi venosa.

In primo luogo, con il termine trombosi definiamo un processo patologico che consiste nella formazione di trombi all’interno dei vasi sanguigni, che ostacolano o impediscono la normale circolazione del sangue. A seconda del vaso colpito possiamo riferirci a trombosi arteriosa o venosa.

Vi sono diverse condizioni che possono favorire e che sono associate ad un maggior rischio di trombosi come:

  • età> 60 anni,
  • Carcinoma
  • Fumo di sigaretta
  • Uso di contraccettivi orali o terapia estrogenica
  • Scompenso cardiaco
  • Condizioni di ipercoagulabilità (Sindrome anticorpi antifosfolipidi, deficit antitrombina, Mutazione fattore V Laiden, Iperomocisteinemia, Deficit proteina C e S, aumento fattori VIII e XI)
  • Immobilizzazione
  • Presenza di cateteri venosi a permanenza
  • Traumi
  • Obesità
  • Gravidanza
  • Intervento chirurgico negli ultimi 3 mesi

Nel caso specifico del vaccino AstraZeneca la somministrazione è stata momentaneamente interrotta poiché il Paul Ehrlich Institut in Germania ha avuto segnalazione di 7 eventi di trombosi cerebrale del seno venoso associata a trombocitopenia avvenuti in prossimità temporale con la vaccinazione.

È proprio questo evento che ha messo maggiormente in allarme i sanitari, ossia la presenza di una “specifica condizione patologica” nei soggetti sottoposti alla somministrazione di un farmaco. Chiaramente da qui si è scatenato il panico generale con la paura che il vaccino potesse sviluppare trombosi generale di qualsiasi organo; è paradossale pensare che l’infezione SARS-CoV-2 crea gravissimi problemi di salute proprio per lo sviluppo di microtrombosi polmonari e grazie alla vaccinazione si cerca nello specifico di evitare il dilagarsi dell’infezione e di tutte le sue complicanze.

La trombosi delle vene e dei seni cerebrali è una malattia cerebro-vascolare, che oltre agli adulti, può colpire anche i bambini e gli adolescenti. Colpisce oltre 7 bambini per milione e 3-4 soggetti per milione, per anno. Nel caso del vaccino AstraZeneca si sono verificati 7 casi su 1.7 milioni di vaccinati, quindi in linea con l’incidenza annuale. I sintomi possono essere diversi, il più frequente è la cefalea, presente nel 90% dei pazienti adolescenti e adulti. Nel 40% dei casi potrebbero manifestarsi convulsioni, che generalmente sono limitate e focali. Caratteristica rara è la comparsa di sintomi come l’emiparesi.

Fortunatamente più dell’80% dei soggetti colpiti presenta oggi una buona prognosi neurologica.

Tale condizione patologica ha quindi una prognosi fondamentalmente positiva e spesso è anche del tutto asintomatica con riscontro accidentale dopo esami radiologici effettuati per altre ragioni.

Per placare gli animi e secondo giusto comportamento scientifico, gli enti specifici si sono presi carico degli eventi avversi denunciati ed hanno avviato una rapida indagine per scongiurare nessi causali tra assunzione del farmaco e patologia. In conclusione, le valutazioni tecniche hanno evidenziato che il numero di trombosi avvenute dopo assunzione del vaccino AstraZeneca è paragonabile al tasso di trombosi abitualmente registrato nella popolazione generale. Inoltre, negli studi registrativi con stretta sorveglianza degli eventi avversi non è stato segnalato alcun aumento del rischio di trombosi.

Un messaggio importante da assimilare è che il vaccino o meglio qualsiasi vaccino o farmaco o elemento che assumiamo non è mai privo di eventi collaterali di alcun genere. Purtroppo, la creazione di un farmaco libero da eventi avversi è IMPOSSIBILEoggi e lo sarà anche in futuro. La medicina è basata sempre sulla corretta valutazione dei rischi e dei benefici ed una terapia è applicata se i benefici superano i rischi. Nel caso della vaccinazione non vi è alcun dubbio che i benefici superino di gran lunga i rischi e quindi procediamo senza timori e senza paura su questo percorso che ci porterà a sconfiggere il nostro nemico.

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Biografia Luca Fontanella

Luca Fontanella
Sportivo e dinamico, da sempre la sua passione è la medicina e lo dimostra con la dedizione e serietà che mostre nel suo lavoro con oltre trenta pubblicazioni scientifiche e più di quaranta partecipazioni come relatore a convegni scientifici nazionali e internazionali. Attualmente è Dirigente di Primo Livello, Reparto di Medicina Interna, al Fatebenefratelli di Napoli

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