Vorianova: vento dalla Sicilia.

Nuovo singolo per i Vorianova, band siciliana da sempre impegnata nella ricerca e nell’approfondimento di un linguaggio diverso, poetico, attraverso l’uso della lingua d’origine del gruppo, il siciliano appunto. Un dialetto che è espressione più profonda delle loro radici, con caratteristiche simili a quelle di una koinè dialettale che diventa  obbligo per esprimersi con spontaneità. Musica folk che emoziona, l’attaccamento alla propria terra, alle proprie radici, muovono le corde dell’anima.

Narrè (letteralmente “indietro”), il nuovo brano appunto, anticipa l’album dallo stesso titolo la cui pubblicazione è prevista per Isola Tobia Label ai primi di febbraio e già in prevendita sul  sito web.

Il testo della canzone, come anche l’intero progetto discografico, nasce da una riflessione sul tempo e sulla vita. Nel guardarsi indietro c’è il rispetto e la consapevolezza di tutto ciò che si è stati e si può trovare la spinta per far ripartire il motore per il proprio domani.

Due chiacchiere con Biagio di Gesaro (voce dei Vorianova).

BENVENUTI A SENZA LINEA! INNANZITUTTO VI FACCIO I COMPLIMENTI: è SEMPRE BELLO ASCOLTARE LA MUSICA D’AUTORE IN DIALETTO. COME NASCE QUESTO PROGETTO?

Da giovane ho fatto parte del Folk Studio di Isnello, un’associazione culturale che si proponeva di conservare e tramandare il repertorio tradizionale delle musiche della Sicilia, ho passato tanti anni viaggiando da un paesino all’altro della Sicilia alla scoperta di vecchie nènie e canzoni che rischiavano di essere perdute per sempre; andavo a bussare nelle case dei “vecchietti” e chiedevo loro di raccontare e cantare le canzoni che ancora ricordavano, poi registravo il tutto e assieme agli altri musicisti del Folk Studio arrangiavamo queste melodie in chiave un po’ più moderna. Da queste esperienze nasce il desiderio di scrivere canzoni che potessero raccontare invece qualcosa di me. Nel 2000 pubblico il primo disco da cantautore, Uccia di terra; dopo due anni l’incontro con Luca Di Martino, autore assieme a me dei testi e delle musiche dei Vorianova, dà il via al progetto che portiamo avanti oggi con tanta passione.

L’ATTACCAMENTO ALLE PROPRIE RADICI LO AVEVAMO GIA’ ASCOLTATO IN “LA ME TERRA”: COSA VI HA DONATO QUESTA BELLISSIMA TERRA CHE è LA SICILIA?

La Sicilia è una terra ricca di meraviglie, siamo circondati dalla bellezza, è la nostra fonte di ispirazione. Ma dietro questa bellezza si cela purtroppo a volte l’ombra del malaffare che in questi anni ha sporcato tesori e soprattutto ha ucciso gente che era invece la speranza per una terra migliore. A noi piace raccontare del vivere quotidiano, delle storie dove ognuno si possa identificare e delle mille contraddizioni di una terra, la Sicilia, che è necessario proteggere ogni giorno: proteggere la bellezza di una terra annientata da chi non la ama. Scrivere per noi è partire alla ricerca di ciò che questa terra a volte non riesce a dare, ma alla fine ci rendiamo sempre conto che vince il desiderio di tornare per non rimanere in un tempo che non ci appartiene, tornare in questa terra da dove si è partiti per arrivare. E’ quì tutto ciò che si cerca altrove, la Sicilia è paradiso e follia, è la ricchezza che si è ritrovata.

“NARRE’”: PRENDIAMO LA RINCORSA PER FARE UN SALTO Più LUNGO?

Narrè letteralmente si traduce “indietro”. Ricordo che un giorno mi trovavo a casa di mia mamma, ogni tanto mi piace tornarci quando mi viene voglia di spolverare qualche ricordo passato, quel giorno ho ritrovato delle vecchie pagelle scolastiche e mi è tornato alla mente quando mio padre per rimproverarmi che non studiavo mi diceva sempre: vai narrè comu i curdara. Il curdaru era colui che fabbricava corde e la sua particolarità è che mentre intrecciava la canapa o gli altri materiali usati andava indietro. Però mi piaceva immaginare questo uomo o questi uomini che mentre andavano indietro intrecciavano e costruivano la loro vita e la loro storia, e quindi ho immaginato che in realtà dietro questo movimento all’indietro si nasconde invece l’andare avanti.

È una riflessione che bene si adatta ai tempi di oggi, dove tutti più o meno siamo stati costretti a fermarci a causa della pandemia che ci ha colpito. Ciò che crediamo è nel che fermarsi per un attimo e guardare indietro si possa trovare la consapevolezza di chi si è stati, di ciò che si è costruito, e questa per noi è la rincorsa per ripartire più forti di prima.

COSA VI AUGURATE PER IL FUTURO?

La nostra casa discografica Isola Tobia Label ci ha dato da qualche anno la grande opportunità di farci conoscere oltre “lo stretto”; capiamo la difficoltà di comprendere una lingua che non si rifà a terminologie cinematografiche (vedi Ficarra e Picone) o letterarie (soprattutto grazie ultimamente a Camilleri) che ormai chi non è siciliano è abituato a capire. I nostri testi sono scritti nel dialetto di Isnello, un piccolo paesino delle Madonie dove siamo nati e dove viviamo tutt’ora, è un dialetto pieno di termini ormai in disuso e a volte incomprensibili ai più, però è una lingua dalla grande musicalità e le parole si posano sulle note con grande facilità, quindi aiuta molto la stretta unione tra testo e musica. Ciò che ci auguriamo per il futuro è avere la possibilità di far conoscere a tutti le nostre canzoni e attraverso la musica conservare e donare alle future generazioni il patrimonio linguistico siciliano.

IL VIDEO CLIP DI “NARRE’” DOVE è STATO GIRATO? DA CHI?

Il videoclip di Narrè porta la firma di una giovane artista palermitana, Nadia Manco, ed è stato realizzato con la tecnica delle animazioni digitali. È la prima volta che i Vorianova si presentano al loro pubblico proponendo non il classico videoclip musicale ma decidendo di unire alle parole e alla musica illustrazioni e animazioni digitali in cui il concetto del tempo è raffigurato attraverso diversi elementi in movimento. Alle immagini digitali si contrappongono poi immagini reali girate da Fortunato Scimeca al Campovolo Albatros di Termini Imerese.

I Vorianova, nati in un piccolo paese della provincia di Palermo, Isnello, sin dai loro esordi hanno portato avanti una nuova idea di musica priva delle contaminazioni e delle influenze tradizionali, ma densa della voglia di raccontare una Sicilia intrisa di colori e profumi mediterranei. Una sicilianità ritmica ma insieme malinconica e intima. Le loro canzoni sono “cunti di ventu”, il vento come metafora di appartenenza, di ricerca e di desiderio di raccontare. Un vento tanto caro al gruppo, sin dalla scelta del nome: “Voria” è proprio il termine con cui si usa chiamare il vento nel loro dialetto locale, un vento che è pietra miliare del loro percorso musicale. Un percorso che si è arricchito negli anni di premi e riconoscimenti, tra i quali nel 2002 il Premio della Critica dell’Accademia della Canzone di Sanremo, nel 2004 il Premio Migliore Interpretazione ad Abruzzo in Festival, e ancora nel 2006 la vittoria al Festival della Canzone di Lercara Friddi dove vincono anche il Premio Miglior Testo. Successivamente, nel 2015, I Vorianova vincono il Premio Rivelazione Pollina Sète Sòis Sète Luas e nell’ottobre dello stesso anno vincono inoltre il Premio “Siciliaterradamuri”. Nel 2017 sono ospiti alla decima edizione dello Sciacca Film Fest con il loro videoclip “Cunti di ventu”.
Quattro sono gli album pubblicati dai Vorianova nel corso della loro carriera musicale, “Uccia di terra”, “Nudanima”, “Cunti di ventu” e “Partiri”. I Vorianova sono autori dei testi e delle musiche, “cunti” di quotidianità, in cui ognuno può ritrovare parte di sé. Esperienze di vita, degli altri ma anche nostre; vento che viene e che va, portando via i giorni vissuti, vento che soffia tra le alture della Sicilia, tra i monti e le valli ricche di storia e tradizioni, si impregna della loro vita vissuta, tra passato e presente, diventando canzone.

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Biografia Bianca Gammieri

Bianca Gammieri
Laureata in filosofia nel 2006 lavora come consulente matrimoniale per l'agenzia "legami di vita e non solo". È presidentessa dell'associazione culturale "jailbreak" di San Nicola La Strada.

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