“Tajani Tajani” avrebbe detto una mamma o una maestra di altri tempi per sottolineare “ma cosa stai dicendo???” anche se il suo pensiero è in linea con una parte attuale della politica e della società, le sue parole sembrano provenire da tempi molto antichi…
La ricetta della brava mogliettina è davvero sconcertante e non solo per le parole, gli aggettivi e le aggettivazioni utilizzate, quanto per il contesto.
Il Ministro degli Esteri, infatti, non era sul divano del suo salotto o sullo sgabello della sua cucina a sorseggiare un limoncello bensì ad un evento ufficiale e formale dov’era in veste istituzionale e non come cittadino comune libero di sparare sassolate senza rischiare nulla!
Passo passo risentire la sua intervista fa sorridere amaramente rispetto ad una serie di concetti srotolati uno dopo l’altro che fanno rabbrividire e che diventano veicolo pericolosissimo di “contagio”.
La mascolina convinzione che un uomo debba scegliere una donna plasmandola secondo i suoi bisogni, le sue esigenze … deve essere carina ma non appariscente, possibilmente non deve indossare gonne troppo corte, meglio se coprono il ginocchio e poi seria, silenziosa, discreta.
Non deve primeggiare ma camminare accanto, non deve cambiare i fidanzatini perché altrimenti scappa “qualche cornetto” .
E se questa è la ricetta per il figlio mi chiedo anzitutto se il figlio gliel’abbia davvero chiesto al padre un consiglio su come si sceglie la donna della vita e se questa esaustiva risposta pubblica sia stata chiarificatrice di tutti i suoi dubbi. A parte che bastava ascoltare il vincitore di Sanremo e probabilmente avrebbe avuto qualche consiglio più saggio di quello di suo padre, ma possibile che ad un ragazzo che chieda al proprio padre un consiglio guida di tale importanza tutto si riduca a descrivere una donna come ideale se non avvenente, seria, non appariscente, defilata e possibilmente pure racchia così nessuno se la caga.
In questo millennio l’umanità sta facendo non uno ma migliaia di passi indietro nell evoluzione della specie o meglio involuzione.
Si potrebbe pensare di ripristinare la dote, il matrimonio combinato, il consenso del pater familias o l’abominio dello jus primae noctis.
Allora se si dovesse consigliare ad una ipotetica figlia di trovare un fidanzato futuro compagno di vita potremmo individuare alcune caratteristiche essenziali: non traditore, non violento, non narciso, non prepotente, non invadente, non egoista, non accentratore, perchè purtroppo l’immagine descritta da Tajani ripropone proprio quello che da anni si sta cercando di combattere ovvero un uomo dominante e una donna asservita al suo volere e al suo potere che sente il diritto di esercitare la supremazia fino addirittura ad ucciderla come è di recente successo alla donna gettata dal cavalcavia ancora in vita solo perchè aveva osato dire “no” e rinunciare ad una storia d’amore in cui non credeva più.
La colpa di quelli che la pensano alla Tajani é che non comprendono la gravità delle loro dichiarazioni, dove non figura nemmeno minimamente la parola “amore” come rispetto, condivisione, cammino comune, parità di diritti e di genere….ed è la cicatrice di quest’epoca l’assenza assoluta trasversale ad ogni età di una educazione all affettività che dimostra le sua falle anche in discorsi apparentemente innocui ma che non bisogna essere femminista sfegatate per bocciare fermamente.
Sarebbe bello immagiare questo discorso di Tajani come rivolto alla figlia, invitandola a cercare un uomo vero, un uomo duro, ricco, che porta i pantaloni in casa e quindi decide, un macho che esce di sera anche senza di lei perchè deve divertirsi con gli amici, un uomo potente …. e poi però non dobbiamo farci le domande retoriche sul perchè succedono certe storie, perchè certi amori finiscono nella brutalità, perchè gli assassini delle donne spesso sono proprio quegli uomini che cercavano donne non appariscenti, serie, con il potere di decidere la lunghezza della gonna da indossare o chi salutare o frequentare.
Le nuove generazioni devono imparare a prendere le distanze da ogni forma di preconcetto e anche da queste forme becere di un patriarcato passato, di una forma gravissima di discriminazione sessuale e di violenza di genere per cui il maschio può essere farfallone ma indenne e le donne o sono serie e devote e vestite in modo decente oppure non vanno bene…e i concetti di dignità, di identità, di valore dell’essere umano per cui i nostri nonni e le nostre nonne hanno lottato che fine hanno fatto(?).
Non so se queste parole siano davvero servite al figlio se non forse a ingenerare un grande imbarazzo nella famiglia come nella politica…sinceramente se fossi una coetanea del figlio di Tajani quale potenziale nuora , scapperei a gambe levate di fronte a tutto questo inquietante quadretto familiare …

