© SSC NAPOLI via Getty Images

A Parma tornano i gol sotto il segno di Napolonia!

Quattro gol al Tardini per accantonare le noiose e sterili polemiche sul mal di gol azzurro: le teorie più disparate di sedicenti esperti di “pallone” spazzate via in novanta minuti di dominio assoluto. Senza storia la gara di Parma, il Napoli, trascinato da un (finalmente) esplosivo Zielinski e da Milik (14 in campionato per il centravanti più criticato della storia a Napoli, chissà perché), ha condotto la gara sin dall’inizio distruggendo le (poche) velleità del Parma grazie anche ad una difesa che ha ridotto i temibili Gervinho e Inglese a due innocui comprimari.
Ancelotti sceglie Hysaj a sinistra, viste la perdurante assenza di Mario Rui e la necessità di centellinare Ghoulam; in mezzo con il, solito, gigantesco Koulibaly c’è Maksimovic (che, acciaccato, lascerà il posto all’ottimo Luperto nell’intervallo), in mezzo i titolarissimi Allan e Fabian, con Callejon e Zielinski ai lati. In attacco, squalificato Insigne, ci sono Mertens e Milik.
La resistenza del Parma, in undici davanti alla propria area di rigore, dura una ventina di minuti, il tempo che Zielinski, dominatore assoluto della serata, impiega per battere Sepe dopo un assist splendido di Hysaj. Non reagiscono i padroni di casa e il Napoli controlla la gara. Il raddoppio è la normale conseguenza dell’andamento della contesa: Milk su punizione (terzo centro da piazzato per il polacco) calcia sotto la barriera (su consiglio di Ancelotti e “pizzino” di Koulibaly) e batte Sepe.
Nella ripresa il Parma prova ad aumentare l’intensità e costringe il Napoli a stare più guardingo: nulla di che a parte un rigore dato e poi revocato da Chiffi che usa, efficacemente, il Var.
Scampato il pericolo gli azzurri dilagano: è ancora Milik a realizzare il tre a zero dimostrando di gradire il dono di Biabiany che lo serve maldestramente: tiro forte e preciso e Sepe di nuovo immobile e battuto.
Carletto toglie Zielinski e Milik inserendo Ounas e Verdi; i neoentrati confezionano il poker: assist dell’italiano per l’algerino che va ancora in gol. Due armi di grande qualità i subentrati, soprattutto Ounas che, al netto di qualche pausa, sembra avere dei numeri importanti e una discreta confidenza con il gol. Finale nervoso con i padroni di casa che, umiliati da alcune funamboliche giocate soprattutto di Ounas e Allan provano, senza esito per fortuna, a farsi giustizia da soli.
Un 4-0 dunque che è ottimo viatico in vista dei prossimi importantissimi impegni: Juve e Salisburgo al San Paolo.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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