sabato , 28 Marzo 2020

Accadde oggi: la nascita di Roberto Murolo, poeta e musicista

La Musica è Napoli, Napoli è la Musica; è in questo rapporto di identificazione che possiamo provare a cogliere la vastità e il valore del patrimonio musicale partenopeo nella Storia. Nel corso del tempo, tra il Vesuvio e il Golfo, chiaramente e inevitabilmente, diverse sono le personalità di elevato spessore che, pure in un rapporto di contaminazione, si sono distinte in questa massima espressione umana.
Oggi – nella data della sua nascita-, è doveroso, da parte nostra, ricordare e rendere omaggio a un figlio illustre della città, il quale è stato uno dei maggiori interpreti della musica classica napoletana nel secondo dopoguerra e, con le sue canzoni amatissime, ha contribuito a portare Napoli in tutto il mondo. Era il 19 gennaio del 1912, infatti, quando nel capoluogo campano, nacque Roberto Murolo. Come tutti sappiamo, suo padre era Ernesto, paroliere e poeta, autore di classici intramontabili. A contatto con il padre e con quelle che erano le sue prestigiose frequentazioni – da Salvatore di Giacomo e Raffaele Viviani –, per il giovane fu impossibile non appassionarsi fin da subito alla musica e al sapiente uso della parola in lingua napoletana.

Dopo una parentesi di attività sportiva, nella quale vinse i campionati universitari di nuoto, Roberto Murolo decise di dedicarsi esclusivamente al campo musicale. I suoi esordi furono con il quartetto Mida – insieme a Diacova, Arcanone e Imperatrice – con il quale si rifaceva molto alle influenze e alle sonorità americane, accantonando quindi, momentaneamente, la sua tradizione di origine. Con il gruppo, fino al 1946, egli girò in tutta Europa con esibizioni e concerti.

Al concludersi della guerra, il cantautore cominciò a esibirsi in un celebre locale di Capri. Nel fervente clima dell’isola, Murolo decise di proporsi sul modello dei cosiddetti chansonnier francesi e la scelta fu molto proficua, in quanto, in effetti, gli garantì un certo ritorno in termini di apprezzamento. I suoi primi 78 giri, non a caso, cominciarono ad essere diffusi nelle radio e il musicista fu persino chiamato a partecipare e a recitare in alcune pellicole di quegli anni, come “Catene”, “Tormento” e “Saluti e baci”.

Come possiamo ricordare, però, purtroppo la sua ascesa artistica, nel 1954, fu bruscamente frenata poiché il cantante fu ritenuto responsabile di alcuni abusi ai danni di un minore. L’accusa, successivamente, si rivelò infondata ma, ciononostante, Murolo, ritiratosi nella sua casa al Vomero, finì per essere piuttosto oscurato fino agli anni Ottanta. Tuttavia, durante questo periodo, il musicista continuò a dedicarsi al mondo della canzone e pubblicò la bellezza di dodici 33 giri chiamati: “Napoletana. Antologia cronologica della canzone partenopea”. Nel ’69, poi, il cantautore diede alla pubblicazione anche quattro dischi monografici dedicati al padre, a di Giacomo, a Viviani e a Bovio; ovvero quei poeti conterranei, che tanto furono importanti per la sua formazione artistica.

Proseguendo, nel 1990, Roberto Murolo incise “Na voce e na chitarra”, un album dove riprese canzoni di Lucio Dalla, Paolo Conte, Pino Daniele e Renzo Arbore. Nel 1992, arrivò, poi, “Ottantavoglia di cantare”, dove ottanta stava ad indicare proprio la sua età veneranda, la quale non fu per nulla un limite nel duettare con Mia Martini in “Cu’mmè” e Fabrizio De André. Con quest’ultimo, egli si cimentò pure nell’interpretazione di “Don Raffaè”, uno dei brani più famosi del collega genovese. Nonostante gli anni, in aggiunta, nel 1993, collaborò anche con Enzo Graganiello, incidendo l’album “L’Italia è bbella”.

Nel 2002, Murolo portò a compimento il suo ultimo disco, “Ho sognato di cantare”, e lo stesso anno gli fu attribuito un riconoscimento alla carriera sul palco del Festival di Sanremo. Morì nel 2003, nella sua casa al Vomero.

Il cantautore ci ha, evidentemente, lasciato un repertorio vastissimo e, in questo, possiamo citare veri capolavori entrati nel dna culturale collettivo, come, per citarne alcuni, “Munastero e Santa Chiara”, “Luna Caprese”, “Scalinatela”, “Na voce, na chitarra”, “Reginella”, “Dicintecello vuje”.

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Biografia Angelo Potenza

Angelo Potenza
Nato a Potenza nel 1993. Dopo aver conseguito la maturità classica nella si è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza della Università Federico II di Napoli, dove attualmente vive."La Storia, la scrittura e il mondo dell'informazione sono le mie passioni più grandi. E poi, naturalmente, c'è Napoli, insieme a tutta la nostra terra, a far da sfondo non solo agli occhi ma ad ogni pensiero."

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