Al Franchi finisce in parità fra Fiorentina e Napoli

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Altro Monday night di gran lusso: Fiorentina-Napoli promette spettacolo e la gara non delude le attese. Napoli in formazione tipo, i Viola rinunciano a Ilicic e Bernardeschi ma non si snaturano.
Inizio scoppiettante, Callejon regala un corner dagli sviluppi del quale Marcos Alonso sfrutta l’indecisione della difesa azzurra, nell’occasione molto passiva, e di testa batte Reina. Palla al centro e il Napoli pareggia: solito lancio di Koulibaly, l’autore del gol viola sbaglia il rinvio servendo Higuain che segna a porta vuota con Tatarusanu fuori dai pali.
A questo punto i gigliati iniziano a macinare gioco e il Napoli soffre maledettamente il pressing degli indemoniati padroni di casa. Soffre terribilmente Allan,sovrastato tecnicamente da un immenso Borja Valero, vede le streghe Ghoulam contro Tello, giusto un po’ meglio dal’altra parte Hjsay su Alonso. Meriterebbe il vantaggio la Fiorentina unica, squadra a mettere sotto i partenopei dal punto di vista del gioco, dell’intensità e della precisione nelle giocate. Sfruttando un erroraccio di Koulibaly, Kalinic si presenta solo davanti a Reina ma il suo tiro coglie in pieno la traversa; passano pochi minuti e Tello, imprendibile per Ghoulam, riceve palla (in offside) e calcia a giro verso la porta azzurra con sfera che si stampa sull’incrocio dei pali a Reina battuto. In attacco gli azzurri non riescono a produrre gioco ma è in mezzo al campo che la Fiorentina domina la gara dove il solo Hamsik prova a fatica a tenere il reparto compatto al cospetto degli scatenati Badel, il già citato Borja e Vecino. Ci prova Badel dal limite con palla fuori di poco. Hamsik di testa,servito da un Higuain in crescita, spezza l’egemonia dei gigliati. Finisce uno a uno il primo tempo e la sensazione è che la Fiorentina, continuando a giocare a giocare a questi ritmi, potrà portare a casa i tre punti.
Ma la ripresa è tutta un’altra partita: la Fiorentina non tiene il ritmo della prima frazione, cresce Jorginho, sale Callejon, la difesa azzurra, guidata da Albiol, oggi meglio del suo compagno di reparto, si ricompatta. Ghoulam respira visto il calo evidente di Tello e anche Insigne può giocare di più la palla.
E’ clamorosa l’occasione per i partenopei poco prima della metà del secondo tempo: Callejon, lanciato splendidamente da Hamsik, salta Astori e calcia in diagonale, Tatarusanu respinge sui piedi di Higuain che calcia a botta sicura: è fantastico l’intervento del portiere rumeno che mette in angolo.
La Fiorentina fiuta il pericolo e cala un po’ il ritmo senza disdegnare il solito gioco. Ci prova da fuori Mati, palla fuori. Sarri cambia uno spento Allan con David Lopez e le sofferenze del Napoli diminuiscono ancora di più. Gli azzurri fiutano l’impresa e Mertens prende il posto di Callejon: buono l’impatto del belga che serve Higuain che fa gol ma in fuorigioco. Entra anche Gabbiadini per il Pipita (che non gradisce) e da una combinazione con Mertens e lo stesso ex Samp, è Insigne, stanchissimo per tanti bei recuperi difensivi, che ha la palla del due a uno. Salva il solito Tatarusanu.
La gara finisce uno a uno: una partita bellissima tra due squadre tanto diverse ma tanto uguali per le idee che mettono in campo: non si snaturano, giocano sempre al calcio anche nelle difficoltà.
Azzurri ora a meno tre dalla Juve e a più cinque su Roma e Fiorentina, ma con un calendario che, sulla carta, fa ben sperare i supporters azzurri (Chievo, Palermo, Genoa, Udinese e Verona). Le prossime cinque gare saranno decisive ai fini della classifica finale, intanto è stato importantissimo respingere l’attacco della Fiorentina (che venerdì va all’Olimpico sponda giallorossa) e mantenere il vantaggio negli scontri diretti con i Viola. Sembrano tagliate fuori le milanesi dal discorso Champions, troppo ampia la differenza tra le prime e le due compagini meneghine alle prese con i fantasmi di campagne acquisti tanto costose quanto infruttuose.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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