Bufera su Amazon per i braccialetti elettronici: è davvero una minaccia così grande?

Facciamola breve: cos’è questa storia che Amazon, il colosso dell’ e-commerce mondiale, vorrebbe costringere i propri dipendenti ad indossare un braccialetto elettronico, rendendoli così prigionieri del proprio lavoro, controllando ogni loro movimento e catapultandoli direttamente in una società distopica di orwelliana memoria ? È questa la fine che farà la società ? Controllati dal Grande Fratello Amazon, neanche fossimo nel 1984 ? Dalle reazioni che sono scaturite da questa notizia parrebbe di si; cerchiamo di sistemare questa valanga di informazioni emesse dai media, tentando di rendere il tutto più chiaro possibile.
Andiamo con ordine: su tutti i quotidiani del 1 febbraio 2018, cartacei e non, spunta la notizia che Amazon, gigante del commercio elettronico, abbia l’intenzione di brevettare un braccialetto da far indossare ai propri dipendenti, al fine di aver il maggior controllo possibile sulla propria merce e sullo smistamento di quest’ultima. La società fondata da Jeff Bezos ritiene infatti necessario un provvedimento del genere per evitare che i pacchi contenuti nei magazzini si possano smarrire. A primo impatto potrebbe sembrare una metodologia sicuramente un po’ estrema, ma che tutto sommato è una comprensibile conseguenza dell’enorme sviluppo che ha contraddistinto Amazon nell’ultimo decennio. Ma come tutti sappiamo, nell’era di internet, tutto viene amplificato e reso subito oggetto di giudizi e critiche; quest’episodio del braccialetto di Amazon non è, ovviamente, scampato alla ghigliottina.

Insieme ai semplici articoli di informazione, sono subito sorte le prime polemiche sul web: si legge un po’ ovunque infatti che questi braccialetti di Amazon sono la “morte della democrazia”, addirittura il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda ha dichiarato che non ci sarà mai una cosa del genere in Italia. Chi per esempio ha preso la palla al balzo per portare acqua al mulino della propria campagna elettorale è stato Luigi Di Maio, candidato del Movimento 5 Stelle, il quale ha approfittato del parapiglia che si era sviluppato per gettare altro fango sui propri avversari e sul governo attualmente al potere. Non è stato certamente l’unico visto che anche il leader della Lega Nord Matteo Salvini ha affermato che cose del genere con lui al potere non sarebbero mai state possibili; e mi fermo qui perché non sono assolutamente abbastanza competente di politica per potermi permettere di parlarne più nel dettaglio di così.
Un particolare che vorrei aggiungere a questo mio excursus, è che questi famigerati braccialetti “anti-democrazia”, che tanti contrasti hanno attirato a sé, non sono altro che un’idea che Jeff Bezos e soci hanno avuto, ma che non hanno (ancora ?) sviluppato né tantomeno prodotto. Ciò che però il CEO di Amazon ha tenuto a specificare è che qualora questo progetto si sviluppasse, accadrebbe “pieno rispetto delle leggi e delle norme”.
Insomma avrete capito che questo progetto di concreto ha ancora ben poco, ma, in un periodo di campagna elettorale, qualunque notizia che possa sembrare controversa viene subito enfatizzata e sfruttata per aggiungere alla propria cerchia di elettori un numero maggiore di individui; solo il tempo ci dirà se effettivamente questi braccialetti (se e quando verranno sviluppati) siano una “disfunzione della democrazia” oppure una semplice conseguenza dello sviluppo di un grande azienda come Amazon.

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Biografia Gabriele Nappo

Gabriele Nappo
Studente di Scienze della Comunicazione presso l' Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Appassionato di musica da quando ne ho memoria, e , nel corso degli anni, ho affiancato a questa passione numerose altre, come i videogiochi, lo sport (Napoli ed NBA in primis), il cinema ed il teatro. Lavoro come speaker presso la radio del Suor Orsola Benincasa.

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