giovedì , 27 Giugno 2019

Capone & BungtBangt tour e spettacolo per il napoli Teatro Festival 2019

Dopo il lancio del nuovo singolo anti-razzista “WhiteBlack” il collettivo Capone & BungtBangt, guidato dal percussionista napoletano Maurizio Capone, annuncia nuovi concerti e il tour nelle carceri, la partecipazione al Napoli Teatro festival 2019 e il nuovo spettacolo teatrale “Arrevuoto”.


Il 9 Maggio scorso Maurizio Capone ha ritirato il “Premio Felicia e Peppino Impastato”, con lui il Sindaco di Riace Mimmo Lucano.
“E’ un riconoscimento molto importante per me e ha duplice valore a fronte del fatto che non è espressione politica” – dichiara Capone. “Non dimentico che l’origine di questo premio è un dramma, l’assassinio mafioso di Peppino, e che oggi rappresenta la voglia di riscatto di una società che vuole reagire e andare avanti. Un premio “indipendente” che non appartiene alle lobby facendomi continuare a credere nell’autonomia del mio pensiero, aspetto che da anni mi caratterizza.” 

 

I prossimi concerti:
20 maggio Carinola (CE) –  progetto Gli Ultimi Saranno, il tour nelle carceri italiane.
info https://deliriocreativo.wordpress.com/2019/04/09/gli-ultimi-saranno-compagne-e-compagni-di-viaggio/
27 maggio Carcere di Secondigliano  progetto Gli Ultimi Saranno, il tour nelle carceri italiane.
05 giugno Campoleone, Aprilia (LT) – Mondezza Day (in full band)
08 giugno Palomonte (SA) – Storie di Terra e Umanità (in full band)
09 giugno Sassano (SA)  Valle delle Orchidee (in full band)
10 giugno Arienzo (CE) – Casa Circondariale –  progetto Gli Ultimi Saranno, il tour nelle carceri italiane.
13 giugno Vico Equense (Na), Meeting del CSV
24 giugno Carcere di Pozzuoli – progetto Gli Ultimi Saranno, il tour nelle carceri italiane.
10 luglio Cortile di Palazzo Reale, Napoli spettacolo “Strativari” con Solis String Quartet e Iaia Forte (in full band).

Capone & BungtBangt protagonisti al Napoli Teatro Festival 2019 con lo spettacolo “Strativari”
https://www.napoliteatrofestival.it/spettacolo/strativari/
Uno spettacolo che vuole mettere a fuoco l’immagine di una Napoli multiforme: «Vista dall’alto la città sembra una sola. Ma al viaggiatore che decida di calarsi nelle sue viscere, per attraversarla, Napoli rivela i molti strati che la compongono, sovrapposti e percepibili nella loro specificità affascinante, eppure indissolubilmente legati in un intreccio di colori, di odori, di suoni; di anime.

MAURIZIO CAPONE e ARREVUOTO
Arrevuoto è il progetto teatrale ideato da Roberta Carlotto, e curato da Maurizio Braucci, giunto al suo quattordicesimo movimento. Singolare e innovativa occasione di incontro degli adolescenti e dei giovani con il mondo del teatro, i suoi linguaggi, le sue possibilità di comunicazione, il suo potere formativo. Il progetto è prodotto fin dalla sua prima edizione dal Teatro Stabile di Napoli. Maurizio Capone ne cura la parte musicale, in collaborazione con Annalisa D’Amato e Antonin Stahly, e a giugno contribuirà a presentare il progetto didattico dedicato all’integrazione sociale. Un workshop di teatro e pedagogia con la direzione artistica di Maurizio Braucci e le scenografie degli street artist cyop&kaf. Il coordinamento pedagogico è affidato all’associazione di promozione sociale Chi rom e…chi no.
Il laboratorio si tiene settimanalmente al Museo Madre e include ragazzi dai 14 ai 18 anni in un percorso performativo gratuito prodotto dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee. L’opera scelta per l’Arrevuoto del Museo Madre è La caccia allo Snark di Lewis Carroll, “visionaria narrazione” della ricerca di un mostro a metà tra squalo e serpente, in un mondo fantastico dove l’identità diventa invenzione e la caccia una rincorsa verso se stessi, secondo il gioco speculare e immaginifico dell’arte. Con lo Snark (e per lo Snark) gli spazi del Museo Madre e i loro allestimenti diventano scenografie e paesaggi avventuroso dello spettacolo finale.

IL NUOVO VIDEO SINGOLO
Riaccendere la memoria per illuminare il presente, questo è lo spunto creativo che ha dato vita a WhiteBlack il nuovo brano e video di Capone & BungtBangt.
Dedicato ai nostri nonni, forse per alcuni bis-nonni, che emigrarono dall’Italia negli anni in cui la fame li spinse a cercare fortuna oltreoceano.
“Il titolo della canzone è preso da uno dei tanti nomignoli utilizzati per offenderli, chiamandoli “bianchi neri” venivano associati agli ex schiavi africani. Uno spunto per riflettere sull’assurdo atteggiamento di chiusura e disprezzo verso gli odierni migranti e su come, in modo inspiegabile, cambiano le valutazioni e la percezione dei problemi quando riguardano gli altri

[dichiara Maurizio Capone].
In stile old school rap il brano è stato prodotto in collaborazione con D-Ross (Luché, Fabri Fibra, Marracash, Gué Pequeno, Franco Ricciardi).
La maggior parte dei suoni sono generati da oggetti che si trovavano all’interno dello studio durante le registrazioni. La porta dello studio stesso diventa rullante, il bracciolo della poltrona, le bottigliette del caffè da asporto riciclate e naturalmente la strumentazione tipica della band come la scopa elettrica, lo scatolophon, la buatteria, solo per citarne alcuni.  Un sound che si fonde con la voce di Capone che scrive un testo in italiano, napoletano ed inglese carico di ironia e sarcasmo.
Capone & BungtBangt leggono le moderne contraddizioni e colgono come sempre l’occasione per suggerire con la loro musica un modo di pensare aperto e senza discriminazioni con un linguaggio attuale ed una strumentazione innovativa.

Ascolta WhiteBlack su Spotify
https://open.spotify.com/track/16bBqx9Y97Gqdpqpwlcd1E?si=WmjSHYQMQCuGCxdca67F3g

Guarda il videoclip con la regia di Demetrio Salvi
https://youtu.be/q295KU9fwI0

 

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Biografia Redazione

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