martedì , 21 Maggio 2019

Che l’Arsenal sia il punto di rottura con il passato: il rinnovamento deve passare da Ancelotti

Falliscono miseramente, e meritatamente, le velleità di rimonta del Napoli che svaniscono piuttosto presto e non solo per il gol dei Gunners poco dopo la mezz’ora ma, e soprattutto, per la perdurante sensazione di superiorità che gli inglesi hanno dato per tutti i 180 minuti. I rimpianti, comunque, non mancano. Anche ieri sera, infatti, prima del gol di Lacazette su errore marchiano di Meret, gli azzurri avevano avuto diverse occasioni per portarsi in vantaggio ma sia Callejon che Milik hanno fallito facili occasioni e il polacco si è visto annullare un gol per un fuorigioco molto dubbio dal pessimo arbitro rumeno Hategan. Lo stesso arbitro ha poi sorvolato su un clamoroso fallo su Callejon ultimo uomo e su un rigore nella ripresa, ma ormai la frittata era fatta. Il secondo tempo è di fatto inutile e serve per sancire solo il distacco sempre più accentuato tra Napoli e Lorenzo Insigne: il 24 azzurro, autore di una prova di una pochezza sconcertante, è stato sostituito da Ancelotti dopo un’occasione mancata con un tiro grottesco e molle verso Cech. Il pubblico ha fischiato e Lorenzo ha avuto una strana reazione nei confronti di Ancelotti: cosa si siano detti non lo sapremo mai ma dubitiamo si tratti di dolci frasi pre-pasquali.

A questo punto, prendendo spunto dalla questione-Insigne, tanto vale abbandonare la cronaca della gara (anche perché ci sarebbe ben poco da raccontare a parte i tentativi, tanto generosi quanto confusi, del Napoli di agguantare almeno un pari che non arriverà) e addentrarci nel clima che si respira e al futuro che verrà. Le contestazioni al presidente De Laurentiis sono state forti e continue: chi scrive è in disaccordo. Il calcio italiano, oggi, è la serie b dell’Europa che conta e pensare che un Presidente di una squadra che rappresenta la media borghesia del football nostrano possa competere con le potenze europee è una follia.

Spetta a Carlo Ancelotti, uomo di esperienza e di grande cultura calcistica, pilotare il veliero azzurro nel futuro: spetterà a lui e solo a lui definire con chiarezza quali dovranno essere i correttivi da mettere in atto e soprattutto quali calciatori potranno continuare a far parte del progetto. E proprio il progetto dovrà essere definito, e dichiarato, in modo chiaro a tutti in modo da evitare di creare aspettative superiori alle reali possibilità del club.

Alcuni calciatori sembrano essere stati bocciati dal mister e le possibilità di redimersi ai suoi occhi paiono davvero poche: sei giornate alla fine del campionato, sei giornate nelle quali ben poco potrà cambiare. Ad oggi appare chiaro ed evidente chi saranno i calciatori sui quali costruire il futuro. Non si vogliono qui far nomi, non sarebbe giusto e forniremmo solo un quadro parziale della situazione. L’estate sarà caldissima e la situazione legata ad Insigne sarà la prima che si dovrà chiarire. Ha fatto molto male Lorenzo da novembre in poi dopo un avvio scintillante, troppo scadenti le prestazioni di un calciatore mai esploso del tutto ed oggi, ventottenne, non sembra, a parere di chi scrive, quel fuoriclasse e qual trascinatore che tutti ci aspettavamo, ferme restando la stima e l’affatto verso di lui.

Capitolo a parte meritano i tifosi azzurri, ormai imborghesiti e sempre più orientati alle polemiche social, agli insulti, alla condivisione di un modello calcio che proprio non ci piace. Il San Paolo quasi sempre vuoto, il “pretendere” vittorie in nome non si sa di cosa, i cori contro il presidente e quelli autocelebrativi, una tristezza enorme, molto più grande dei prossimi mesi durante i quali ci sarà pochissimo calcio giocato e tantissimo calcio parlato…che noia!!

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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