CHOKER: DA ANNA BOLENA ALLE RAGAZZE DI OGGI

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“Someone please tell Anne Boleyn, chokers are back in again”

[Courtney Love – Old Age]

 

Gli anni 80 e 90 sono stati le epoche d’oro per questo tipo di accessorio. Il Choker Necklace è una collanina stretta  che aderisce alla collo o alla base; chiamato/noto anche (come) “strangolino”, in inglese significa proprio : strozzare. Elesticizzato, di perline, a nastrino o sottile, il  “collarino” è tornato. Come ogni trend ci sono i Lovers e gli Haters, ma probabilmente non tutte conoscono le origini di questa collanina: dai “balli delle vittime” ad Anna Bolena, dalle prostitute alle ballerine.

L’origine del collarino sembrerebbe avere delle connotazioni/origini abbastanza controverse. Non si tratta di una semplice versione moderna/pop di un collare sadomaso, anche perché il racconto ha origini molto prima dell’esistenza del bondage.

LE ORIGINI SANGUINARIE DEL CHOKER: IL BALLO DELLE VITTIME.

Secondo un’interessante articolo del giornale online Vice, questa moda si diffuse nel XVIII secolo, in Francia, quando i figli dei nemici della Rivoluzione cercavano di esorcizzare il trauma di vedere i propri genitori e parenti ghigliottinati,  organizzando feste, quasi orgiastiche, che prendevano il nome di: balli delle vittime. Durante questi “balli”, i partecipanti indossavano un laccetto stretto di colore rosso al collo che simboleggiava la decapitazione dei loro parenti. Un gesto tra il commemorativo e la protesta, ripreso da altri, perdendo in parte il proprio senso originario.

Anche Maria Antonietta lo adottò come accessorio elegante, declinandolo in versioni lussuose e appariscenti. Venne usato successivamente in quasi tutte le epoche, spesso anche dalle classi meno agiate, dalle quali deriva la versione in raso. La zona del collo che veniva adornata veniva, e viene, considerata da sempre particolarmente seducente.

Molti ricorderanno che una fan dei collarini era Anna Bolena, la quale, poco dopo il termine del suo più famoso ritratto, nel quale indossava un collarino di perle con una grande B al centro, fù decapita.

DALLE BALLERINE ALLE PROSTITUTE.

Il riferimento sessuale al quale molti collegano il collarino non è del tutto errato. Infatti nella prima metà dell’800,  il laccetto al collo era portato principalmente dalle prostitute, come testimonia Manet nel suo famosissimo quadro Olympia, ritenuto scandalo più per lo sguardo fiero della donna, che per la sua nudità. Più avanti rientrò nella moda con la sua accezione “positiva”, diventando un accessorio tipico anche delle ballerine di danza classica. Testimoni sono le opere di Degas.

 Un primo revival del choker necklace si ebbe con il cartone Cenerentola che uscì nel 1950. Tutte ricorderanno Cenerentola con un collarino di colore blu.

GLI ANNI 90

come abbiamo già accennato in precedenza, gli anni 90 rappresentano l’apice dell’utilizzo del choker. La versione più comune era la versione tattoo in plastica. A renderlo in un certo senso protagonista del mondo cinematografico furono Natalie Portman e Uma Thurman nei rispettivi film cult Léon e Pulp Fiction. Le ricordiamo con lo stesso taglio di capelli (caschetto e frangetta) e con il collarino con un pendente/ciondolo.  Indipendenti, tormentate e fiere sono i tratti distintivi riconducibili alle traduzioni da cui l’oggetto in esame deriva.

LE VERSIONI DI OGGI.

Numerosissime oggi sono le varianti del choker. Grazie a questa varietà, si può scegliere il “collarino” che più si adatta al proprio stile/alla propria personalità: seducente, goth, scintillante o più grunge.

I richiami al mondo sessuale, in particolare al mondo del sadomaso non mancano, soprattutto nei modelli di pelle e quelli che presentano un anello in metallo o quelli con le borchie.

Ma Cenerentola non fu l’unica principessa ad aver indossato il choker. Sto parlando di Jasmine. Colei che riuscì a salvare il suo regno e un giovane “straccione”, indossava un collarino rigido in metallo d’orato molto attuale.

Tra i choker più banali,  che richiamo un po’ l’epoca di Anna Bolena troviamo i laccetti neri: sottili, quelli più alti, impreziositi da qualche dettaglio gioiello e senza.

Agli antipodi troviamo invece la versione bon-ton, che fa del collarino un vero e proprio gioiello sia per i materiali utilizzati sia per il design: le catenine e i tennis. Il vantaggio di questo tipo di choker è la versatilità, riuscendo ad adattarlo in occasioni più disparate, da quelle più impegnative a quelle meno.

E’ un accessorio che sta bene a tutte, bisogna soltanto porre attenzione a che tipo di girocollo scegliamo. A differenza della classica collana che punta a valorizzare il décolléte, il choker è un gioiello/accessorio  ideato per slanciare la curva del collo e pertanto va indossato con scollature poco profonde proprio per non distogliere l’attenzione sull’oggetto, soprattutto se esso è arricchito da dettagli gioiello o  da pendenti come il cammeo, perla a goccia, miniature di cavalliferri di cavallo e riferimenti vari che si ispirano all’epoca vittoriana, o i fiori, simbolo di  grazia ed eleganza.

 

 

 

 

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Biografia Valeria Viggiani

Valeria Viggiani
Valeria Viggiani nata a Napoli da genitori Lucani, studentessa universitaria di Economia Aziendale. Energica, frizzante e stravagante; amante della buona musica, cinema e fotografia, ma soprattutto appassionata di moda. A causa delle diverse sfaccettature del proprio carattere, difficili da comprendere, non ha un motto che riesca ad identificarla a pieno.

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