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CONQUISTATA LA COPPA ITALIA, IL CAMPIONATO DEL NAPOLI RIPARTE DA VERONA: 36 ANNI FA AL “BENTEGODI” L’ESORDIO DI MARADONA IN SERIE A

Il Napoli riparte in…sesta!

Il silenzio della notte di Mercoledì scorso, in un stadio Olimpico vuoto, è stato squarciato dalle urla di gioia dei ragazzi di Gattuso dopo il penalty decisivo trasformato Arek Milik, che ha chiuso la lotteria dei rigori (0-0 il risultato finale) e regalato al Napoli la sesta Coppa Italia della sua storia, con buona pace della Juventus e dell’ex “Comandante”.

Un trionfo che gli azzurri avrebbero meritato di raggiungere già nei tempi regolamentari, durante i quali hanno dominato la Juventus sul piano tattico, lasciando inizialmente il pallino del gioco ai bianconeri incapaci di creare reali pericoli, e prendendo progressivamente il controllo della partita, come dimostrano le numerose occasioni create fino all’ultimo secondo di gioco.

Basti pensare al palo di Insigne su punizione ed a quello, clamoroso, colto da Elmas in pieno recupero a porta spalancata, complice un miracolo di Buffon già strepitoso sull’incornata di Maksimovic pochi istanti prima.

Festeggiato degnamente il successo che proietta ufficialmente gli azzurri in Europa League (undicesima presenza consecutiva nelle coppe europee per il club di De Laurentiis), il Napoli può dunque ripartire con serenità ed entusiasmo in campionato, provando una clamorosa rincorsa alla zona Champions senza l’assillo di doversi guardare le spalle.

Il campionato del Napoli ricomincia domani sera dal Bentegodi di Verona, in una sfida complicata, contro gli uomini di Juric che sabato hanno battuto il Cagliari nel recupero della venticinquesima giornata e puntano a raggiungere l’Europa.

Che sia una sfida storicamente ostica per gli azzurri lo dimostra il bilancio dei 26 precedenti in Serie A in Veneto, che parla di 9 vittorie dei partenopei contro le 10 dei padroni di casa, con 7 pareggi.

L’ultimo precedente in serie A si è giocato alla prima giornata del campionato 2017/2018: il 19 Agosto 2017 il Napoli di Sarri, pochi giorni prima dell’esordio nei preliminari di Champions League contro in Nizza di Balotelli, si impose sui gialloblù neopromossi per 3-1 con le reti di Milik e Ghoulam, arrivate dopo l’iniziale autorete di Souprayen.

In un’altra occasione ben più celebre il campionato del Napoli iniziò a Verona: era il 16 Settembre 1984 quando Diego Armando Maradona esordì in Serie A in maglia azzurra, ma in quella occasione ad imporsi furono gli scaligeri di Mister Osvaldo Bagnoli, che qualche mese più tardi avrebbero conquistato uno storico scudetto.

“El Pibe de Oro” si sarebbe rifatto nella stagione successiva, quando guidò gli azzurri nella rimonta da 0-2 a 2-2 del 23 Febbraio 1986 con una doppietta.

Diego ha in seguito raccontato di voler “vendicare” i tifosi napoletani, che durante quel match (come accade ancora oggi, tristemente, da quelle parti) furono oggetto di insulti razzisti da parte del pubblico di casa.

Maradona andò a segno anche nell’1-1 del 24 Aprile 1988, l’ultima sfida terminata con il segno “X” in serie A: un pareggio amaro, che ridusse ad un solo punto il vantaggio degli uomini di Bianchi sul Milan di Sacchi.

I rossoneri avrebbero operato il sorpasso la settimana successiva nello scontro diretto al San Paolo, scucendo dalle maglie del Napoli uno scudetto che sembrava cosa fatta un mese prima.

Anche nella stagione precedente, quella del primo scudetto azzurro, la trasferta di Verona non fu fortunata: il Napoli raccolse una delle sole tre sconfitte rimediate in quel fantastico campionato, venendo battuto per 3-0 il 12 Aprile 1987.

La vittoria per 2-1 colta il 10 Settembre 1989 fu invece molto importante nel cammino che condusse al secondo scudetto, per due motivi: fu una delle sole 4 vittorie esterne conquistate dagli azzurri (che costruirono il trionfo in casa, con 16 vittorie ed un pareggio su 17 incontri), e soprattutto fu raggiunta senza Maradona, ancora in Argentina ed in polemica aperta con la società.

Il successo fu siglato da una serpentina di Mauro, che quel giorno (come, fortunatamente, accadde poche altre volte) indossava la 10 di Diego, e da un rigore di Careca.

Gli azzurri si erano imposti al Bentegodi contro il Verona di Caniggia (grande amico di Diego) anche l’anno precedente grazie ad un gol di Crippa, lesto a ribattere in rete di testa una punizione di Renica finita sulla traversa.

Ci pensò poi l’ex di giornata, il compianto portiere Giuliani, a conservare il risultato parando un rigore a Galderisi.

Un’altra vittoria a Verona fu fondamentale invece per il ritorno in serie A del Napoli di Reja: il 26 Maggio 2007 le reti di Domizzi, Calaiò e Dalla Bona, oltre alle parate del Veronese Gianello (tra i pali al posto dell’infortunato Iezzo) avvicinarono sensibilmente gli azzurri alla promozione, che sarebbe giunta aritmeticamente due settimane più tardi a Genova.

Come ai tempi di Maradona, anche nelle ultime sfide contro il Napoli il pubblico veronese si è reso protagonista di insulti e cori di stampo razzista, soprattutto nei confronti del napoletano Insigne.

Lorenzo però in ben due occasioni ha zittito la tifoseria avversaria sul campo, siglando il raddoppio nel 3-0 del 12 Gennaio 2014, ed aprendo le marcature nel 2-0 del 22 Novembre 2015: in quest’ultima occasione il n. 24 azzurro ha esultato baciando con orgoglio la maglia della squadra della sua città.

Se c’è dunque un motivo di consolazione, in questa triste ripartenza del calcio senza pubblico, è che stavolta nella città di Giulietta non si dovranno udire cori beceri contro i napoletani.

 

 

 

 

 

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Biografia Jacques Pardi

Jacques Pardi
La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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