Dampyr 252 – La regina di Babilonia – Recensione

Se esiste una serie a fumetti tra le numerose pubblicate da Sergio Bonelli Editore che poggia buona parte del suo consenso di lettori sulla continuity interna che si dipana tra un albo e l’altro questa è di sicuro Dampyr.

C’è una innata coerenza interna che lega gli albi che si avvicendano in edicola mese dopo mese, ed il merito indiscusso va tributato al co-creatore Mauro Boselli, senza ovviamente dimenticare Maurizio Colombo, che con il numero 252 intitolato La regina di Babilonia torna alla sceneggiatura dopo aver affidato per qualche mese ai suoi valenti colleghi e collaboratori le avventure del mezzosangue Harlan Draka.

C’è sempre qualche difficoltà nel recensire gli albi di Dampyr senza incappare in degli spoiler,  specie quando le storie si ricollegano a precedenti eventi per mostrarne gli sviluppi: proveremo a contenere al minimo questo rischio, ma del resto l’albo è in edicola già da inizio mese. Se ancora dovete leggerlo, fatelo prima di proseguire su questa pagina!

Assistiamo al ritorno di uno dei primissimi nemici di Harlan, con il nostro eroe che giunge allo scontro finale con Nergal (ma sarà poi davvero l’ultimo? Coi Maestri della Notte non è mai detta l’ultima parola…).
La saga di questo duca infernale viene conclusa tirando le fila di numerose sottotrame disseminate fino ad ora e riguardanti sia le vicende legate a Nergal – come quelle contenute negli albi 217 “Yossele il muto” e 237 “Krampus!” – che altre, come quelle connesse agli impagabili docenti della Scuola Nera.
Si può dire che proprio queste sottotrame rappresentino il marchio di fabbrica impresso da Boselli su Dampyr, secondo una sua precisa scelta redazionale che sta dando ottimi frutti tenendo i lettori sulla corda e in continua attesa per gli sviluppi futuri ma introducendo anche nuovi antagonisti, come nel caso della bellissima Ereshkigal, o lasciandoci in sospeso con il ritorno di Lady Nahema.

Per la stessa complessità dell’intero arco narrativo intessuto, in alcuni passaggi Boselli è costretto a indugiare in spiegazioni che almeno in parte risultano essere didascaliche, tuttavia non viene mai meno la sua spiccata capacità affabulatoria che non stanca mai ed alleggerisce la lettura. Assistiamo poi ad un finale in crescendo che innalza il ritmo e la tensione e ci regala delle belle sorprese.

A riconfermare una serie di scelte editoriali molto indovinate che contribuiscono a facilitare il compito del lettore di restare ancorato alla continuità c’è il ritorno di Fabrizio Longo ai disegni. È un autore ottimale per dare vita agli scenari tetri ed infernali de La regina di Babilonia, perché le sue campiture in cui predomina il nero associate ad un sapiente uso dei chiaroscuri si dimostrano ancora una volta perfette ed efficaci.
Per quanto i toni siano cupi a causa delle ambientazioni in mistici sotterranei ed altri scenari claustrofobici, il dinamismo non viene mai meno anche grazie ai numerosi dettagli che impreziosiscono le sequenze, persino quelle più ricche di dialoghi. Si avverte una sensazione di familiarità rispetto alle sottotrame già dipinte in passato da Longo, un fattore senza dubbio determinante per non smarrire la bussola e riallacciarsi al meglio a quanto già letto.

Lo storico copertinista della serie Enea Riboldi pone proprio Nergal in primo piano con accanto la sua custode Ereshkigal in un disegno curato e dal forte gusto gotico nel quale Harlan sembra poco più di un dettaglio… ma nel corso delle tavole saranno enormi gli sforzi cui sarà costretto per questo scontro conclusivo.

Uscita: 04/03/2021
Formato: 16×21 cm, b/n
Pagine: 96
Soggetto: Mauro Boselli
Sceneggiatura: Mauro Boselli
Disegni: Fabrizio Longo
Copertina: Enea Riboldi

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Biografia Christian Imparato

Christian Imparato
Classe '76, lettore compulsivo fin da bambino, ho maturato quella che si può definire, parafrasando De Crescenzo ed Eco, una libridine bibliofila. Nel frattempo ho fatto tante cose, dal precettore per liceali all'addetto vendite estere passando per il portiere d'albergo per finire con l'attuale ruolo di copywriter e operatore SEO. Se vi piace, chiamatemi Nemo.

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