Dampyr 253 – I figli di Pontemorto – Recensione

È iniziata nel mese di aprile l’iniziativa che Sergio Bonelli Editore ha lanciato nell’ambito delle celebrazioni per gli 80 anni della casa editrice, e che prevede in allegato agli albi delle serie cardine una speciale medaglia celebrativa dedicata a ciascuno dei personaggi che hanno scritto la storia editoriale di Via Buonarroti.
Tra queste, la terza uscita ha coinvolto Dampyr con la medaglia dedicata ad Harlan Draka, il mezzosangue ideato da Mauro Boselli e Maurizio Colombo che sin dal 2000 mantiene una folta schiera di lettori grazie alla qualità delle storie proposte.

Come sappiamo Harlan vive in una sorta di zona d’ombra nella sua lotta contro i Maestri della Notte ma nell’albo del mese, il numero 253 della serie intitolato I figli di Pontemorto, compie una delle sue ormai abituali incursioni in Italia, precisamente nella provincia ferrarese, per un’avventura horror che in parte si discosta dai temi classici e vede il nostro eroe affrontare il Male in una forma differente dal solito.

Autore della storia è una vera e propria guest star come Mirko Perniola, uno sceneggiatore poliedrico e sempre convincente nelle sue idee che, sebbene con il suo curriculum in Bonelli sia legato soprattutto ai personaggi di Zagor e di Nathan Never, dimostra di poter compiere in scioltezza incursioni in altre ambientazioni e testate grazie alla sua una fervida fantasia.

Debutta così su Dampyr ripescando dal passato la vecchia fiamma del protagonista Bianca Bandinetti, incontrata nella storia Il grande fiume risalente addirittura al 2005, e costruendo una vicenda dal forte sapore gotico che ruota attorno all’inquietante istituto psichiatrico per bambini di Santa Farailde.
Questo sinistro e decadente luogo è abbandonato da anni dopo l’incendio che lo ha devastato nel 1972, ma nasconde terribili segreti e soprattutto ha iniziato ad influenzare in maniera terrificante e sanguinosa la vita del tranquillo paesino di Pontemorto e di tutti coloro che hanno avuto a che fare con l’istituto.
Qualcuno, o qualcosa, sta reclamando un suo tributo di sangue, e spetta ad Harlan spezzare questo maleficio in un crescendo di tensione nel quale i suoi peculiari poteri di Dampyr passano in secondo piano ma non quelli di letale avversario per qualsiasi forza malefica.

Il vero tema che emerge da una lettura più attenta è quello dell’innocenza dei bambini più volte violata con colpevoli violenze sia fisiche che psicologiche: è difficile trovare qualcosa di più spaventoso, e per questo la storia di Perniola colpisce come un horror d’effetto ma molto realistico e ricco di passaggi toccanti e anche molto delicati. Impossibile non cogliere infatti il palese riferimento storico, nelle vignette di pagina 31, alla rivoluzione culturale della Legge Basaglia del 1978, con la quale si cercò di deistituzionalizzare il ruolo dei manicomi, ma non sempre con i risultati sperati.

Ai disegni ritorna dopo l’avventura Gli orrori di Red Hook dedicata alla paranoica fantasia di H.P Lovecraft (Dampyr N° 225) l’autore romano Paolo Raffaelli, che riporta sulla serie le sue chine ricche di tratti scuri e campiture angoscianti, strumenti perfetti quando è il nero a dominare con delle sottili linee bianche che sembrano squarciare il buio.

Le soluzioni stilistiche di Raffaelli si sposano con coerenza con le lugubri atmosfere dell’istituto psichiatrico, mentre i personaggi sono dipinti con apprezzabile realismo e l’espressività è molto ben curata ed enfatizzata. Un unico dettaglio spiazza leggermente il lettore, perché il Dampyr che viene fuori dalla matita di Raffaelli è meno “riconoscibile” rispetto ad altre interpretazioni, il suo volto e le sue espressioni richiedono a volte un maggiore sforzo per essere ricondotti al protagonista che conosciamo da sempre, ma forse si tratta solo di abitudine.

Per la copertina del mese Enea Riboldi si è dovuto adeguare ed uniformare al tema conduttore delle copertine celebrative Bonelli di aprile: tutte prevedono infatti il protagonista ritratto in una posa statica su uno sfondo a bande colorate che ne incorniciano una centrale in cui viene dipinta l’ambientazione principe della serie, che nel caso di Dampyr non poteva che essere Praga.

Uscita: 03/04/2021
Formato: 16×21 cm, b/n
Pagine: 96
Soggetto: Mirko Perniola
Sceneggiatura: Mirko Perniola
Disegni: Paolo Raffaelli
Copertina: Enea Riboldi

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Biografia Christian Imparato

Christian Imparato
Classe '76, lettore compulsivo fin da bambino, ho maturato quella che si può definire, parafrasando De Crescenzo ed Eco, una libridine bibliofila. Nel frattempo ho fatto tante cose, dal precettore per liceali all'addetto vendite estere passando per il portiere d'albergo per finire con l'attuale ruolo di copywriter e operatore SEO. Se vi piace, chiamatemi Nemo.

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