Un mondo troppo Pio in cui ci vuole Fedez

Ci lasciamo alle spalle di questa nuova settimana un bel po’ di strascichi di polemiche, chiacchiericcio e auliche disquisizioni.

Temi importanti, complessi e delicati divenuti oggetto di spettacolo e spettacolarizzazione con buona pace per la politica di destra come di sinistra e l’alea sullo sfondo di pensieri e libertà  da censurare.

Fedez, anticipando già le sue mosse sui social, nella sua battaglia, sempre più determinata e gridata, per la legge Zan che introduce il reato di omontransfobia nel nostro ordinamento penale, ha trasformato il palco del Concertone del 1^ maggio in un monologo dal contenuto politico in spregio al gergo politichese per dare un affondo ad una certa tipologia di idee e di politica come cura della  res publica che ha dimenticato la sua naturale essenza.

Al primo introduttivo appello al Mario nazionale perché si sensibilizzi sulla problematica del lavoro degli operatori dello spettacolo, gravemente penalizzati dalla pandemia, con evidente disparità- a suo dire – rispetto al mondo del calcio, rientrato in pieno nei suoi profitti e guadagni, il rapper si addentra nel terreno delicato della tentata censura da parte della Rai che avrebbe preteso di conoscere il testo del discorso, osteggiandone la lettura in diretta tv e dissociandosi dal contenuto, con tanto di video a testimoniare il malfatto.

Peraltro, piuttosto da ingenui discutere e litigare con Fedez senza temere di essere registrati!!!!

E così, ottenuto uno stentato consenso, facendo nomi e cognomi, denuncia fatti, parole pericolose  e ostacoli concreti all’approvazione del DL Zan che stanno bloccando la legge al Senato con il dovere istituzionale di dare la precedenza ad altre priorità che appaiono più  motivi pretestuosi, quale il reintegro del  vitalizio di Formigoni, sulla scia di idee omofobe e discriminatorie di esponenti della destra italiana che siedono scranni parlamentari e presiedono commissioni tematiche.

Il popolo del web, unitamente a politici di sinistra, esponenti e rappresentanti del mondo dello spettacolo, gridano al coraggio e alla determinazione di Fedez che, con un video pubblicato a sorpresa, sgama pubblicamente la Rai sul tentativo di censurare il suo intervento.

Tanto di cappello alla sua sfacciataggine e alla volontà di esprimersi, senza timore di querele, ma  davvero é stato tutto bello?

Senza entrare nel merito dei contenuti, tutti condivisibili e legittimi, la festa del 1^ maggio é la festa dei lavoratori…e con un quadro economico decisamente complesso a causa della pandemia e la perdita di migliaia di posti di lavoro e il rischio per altrettante se salta il blocco dei licenziamenti, sarebbe stato opportuno per l’uomo testimonial di Amazon spendere qualche parolina anche per gli ultimi, i migliaia di rider (non solo di Amazon ovviamente) in giro per le strade delle nostre città  che stanno combattendo una vera battaglia sindacale col colosso americano e non solo per ottenere i diritti base dei lavoratori, e che hanno permesso a tutti noi in questo anno atipico di avere a portata di click nelle nostre case e senza alcun rischio l’oggetto del desiderio…la consegna di una pizza o l’acquisto di un bene non necessario né essenziale a fronte delle chiusure nei vari lockdown.

La difesa dei diritti LGBT è una necessità, va perseguita e richiesta a gran voce e la volontà di  Fedez di accelerare l’approvazione di una legge che regolamenti e punisca ogni forma di violenza dettata dal pregiudizio razzista e discriminatorio, va abbracciata in pieno..ma attenti ai proclami e ai proseliti…quelli non vanno bene mai…

E nel tentativo di portare avanti il pensiero libero da discriminazioni e fuggire agli stereotipi razziali, Pio ed Amedeo, nel loro show di prima serata, si sono improvvisati nel monologo dal titolo imbarazzante “l’ironia salverà il mondo!”.

E se il loro motto é “il politically correct ha rotto” e “non contano le parole ma le intenzioni “, hanno cercato provocatoriamente a scardinare pregiudizi e preconcetti su macrosistemi quali gli ebrei “avari”, i gay “ricchioni”, i meridionali “terroni” , i neri “negri” che categorizzano, classificano e incasellano uno stereotipo da discriminare…l’esperimento non solo non è riuscito ma é stato pessimo.

Volendo salvare le “buone intenzioni” del duo comico, di fatto il risultato é stato disastroso perché in chiave semplicistica e sprovvisti ( ahimè!) di un substrato essenziale per affrontare tematiche quasi filosofiche ed esistenziali, si sono trovati travolti dalla loro ambiziosa missione…divenendo vittime e artefici, al tempo stesso, degli stessi pregiudizi e preconcetti che hanno provato a condannare, riducendo il tentato scardinamento del politically correct in un eccesso di concetti triti e ritriti, finendo con diversi autogol non solo verbali ma discriminatori in veri e propri scivoloni che non hanno nulla di comico e satirico tra la supposta auspicata da Malgioglio e la cazzimma insensibile del gay Cecchi Paone!!!!

Ecco, dunque, che il loro stesso auspicio si è sgretolato in mille pezzi…é presuntuoso e pretestuoso dire che le parole non contano ma contano le intenzioni e, poi, utilizzarle male e abbinarle ad intenzioni dissacranti di fronte a temi e sofferenze troppo delicati e complessi per essere affrontati con linguaggio superficiale da bar, affidando alla logica del paradosso la battaglia dei diritti…demonizzando il gay pride come un carrozzone inutile, mantenendo il freno tirato della provocazione con la paura delle polemiche che sarebbero arrivate e l’abominio del concetto semplicistico che una risata elimina tutto…

Fosse così, quante cose sarebbero diverse!

Se si pensa agli ultimi episodi di cronaca da Marika, ai ragazzi pestati a Roma per un bacio non etero e alle affermazioni di una politica insolente che é sorda alla richiesta di regolamentazione e punizione di comportamenti crudeli e violenti e, come tali, ingiustificabili.

Allora, ottimo che se ne parli e si discuta, ma peccato per modalità e argomenti scelti.

Che poi io mi chiedo ma se si dice nero perché devo dire “negro” anche se non voglio offendere, ma se non voglio offendere, allora dico il termine corretto ovvero “nero”, fermo restando che posso anche omettere una identificazione con tanto di etichetta…e nessuno corre il rischio di offendere e offendersi!!!!!

Sugli altri termini di confronto utilizzati non mi pronuncio perché sugli ebrei e sui gay la banalità li ha completamente deviati rispetto alle buone intenzioni….e alla verità storica.

Da sempre le persone rilevanti nella società, in un modo o in un altro, hanno portato avanti la loro battaglia, le loro idee e le loro convinzioni…uno fra tutti John Lennon che fece della condanna delle guerre non solo una battaglia personale o un titolo di una canzone, ma uno stile di vita coerente e rispettoso di quegli ideali, spogliandosi idealmente e davvero per testimoniare il suo ideale di pace e contribuendo col suo messaggio a diffondere una politica pacifista che partisse dal basso e raggiungesse gli apici del potere!…e così fu!

Ma qui, in questi tempi, siamo ben lontani dell’integrità di quei pensieri e modi di essere.

I Fedez, i Pio e Amedeo stanno diventando testimonial di concetti puramente politici ed ideologici che dovrebbero orientare le persone e correggere i comportamenti “scorretti”, attraverso la forza democratica delle leggi, frutto del dialogo parlamentare, ma, di fatto, testimoniano il completo fallimento della politica, completamente assente dalle nostre vite, totalmente incapace di accendere speranze e illuminare le nostre menti, che con l’alibi del Covid-19 ha rinunciato alla sua mission.

E così Fedez, coi suoi milioni di followers, risulta più forte, un punto di riferimento in grado di orientare le piazze e di metterci la faccia e le idee nel pieno di una simbolica manifestazione sui diritti e rivendicare il riconoscimento di chi perché “diverso” non ha pari diritti e non ha strumenti ad hoc per difendersi.

Ben venga, dunque, la sua posizione e la sua  determinazione se può risultare funzionale al raggiungimento di obiettivi e risultati di lotte e conquiste dei diritti fondamentali.

Non é un caso che la coppia Fedez Ferragni siano stati protagonisti, nel bene o nel male sono punti di vista, di quest’anno  di pandemia come la raccolta di fondi per creare reparti anticovid, per sovvenzionare il mondo degli operatori dell spettacolo e per portare avanti la difesa dei diritti Lgbt, pur se con strumenti, mezzi e parole non del tutto condivisibili…anche se qualcuno lo ha definito “benemerito” solo perché fronteggia de visu estremisti di destra!

Certo in un quadro complessivo, televisivo e mediatico, di una comicità o satira totalmente ammiccante e compiacente, mai davvero  graffiante e denunciante, avendo bandito completamente dalla tv una certa tipologia di satira dissacrante, fa sorridere l’accusa a Pio e Amedeo e la pacca sulla spalla a Fedez che sono gli sparuti rivendicatori di diritti e libertà in questo paesaggio vuoto di portavoce alternativi…se trascuriamo per un momento le silenziose mani promotrici del dlZan che girano sui social di vip e influencer.

Se si pensa a Crozza che io adoro, dai suoi esordi, e che seguo costantemente che, in più occasioni, è caduto nell’errore insieme ai suoi autori di far passare per battuta uno stereotipo discriminatorio a sfondo razziale come quando imita De Luca alle prese con un contesto di scippi, parcheggiatori abusivi e furbetti del reddito di cittadinanza!!!…eppure il web non è in subbuglio perché probabilmente  la sua comicità e la sua integrità morale  lo garantisce da certi scivoloni…

Anche un comico napoletano é stato travolto dalla polemica sui social pro Fedez…

Peppe Iodice ha postato un video dove parodiando, con la sua vis comica, la tentata censura della rai, pur condividendo la battaglia del rapper, ha cercato con metafore e paradossi sulla pizza di dissacrare dei concetti e stemperare gli animi con una risata…alla fine, ha accumulato tanti di quei messaggi di accuse e odio  che si é visto costretto a ritirare il video e ad autocensurarsi prima che i meccanismi social lo facessero brutalmente e ingiustificatamente.

Come si evince dal caso, una risata non è stata in grado di intervenire sul tema…forse perché la satira fuori dal coro può risultare ingombrante e fastidiosa…

Resta l’amaro in bocca di questa settimana a cavallo di due festività così significanti, quali il 25 aprile e il 1^ maggio, che la tanto declamata Costituzione coi suoi singoli articoli e diritti essenziali, primari sia un po’ bistrattata…

In una parte dell’Italia, gretta, provincialotta e preda ancora di retaggi di razzismo,  dimentica della sua terribile recente storia e delle sue ineludibili responsabilità, risulta messa in dubbio la libertà di espressione del proprio pensiero con tentativi  di censura a testi e parole che fa rabbrividire…pur se, possiamo tirare le somme, la libertà a fatica ha avuto la meglio!

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Biografia Fabiana Sergiacomo

Fabiana Sergiacomo
Fabiana Sergiacomo, funzionario del Miur, appassionata della mia città e della sua inesauribile cultura. Dotata di una passione sconfinata per la lettura, la scrittura e l'arte che Napoli offre in ogni angolo e in ogni suo tratto caratteristico.

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