Dampyr Speciale N° 17 – Il Codice Ferrucci – Recensione

L’albo Speciale annuale N° 17 di Dampyr, giunto nelle edicole italiane a ottobre dello scorso anno, contiene uno di quei classici episodi nei quali il mezzosangue viene condotto a spasso nella Storia, quella con la S maiuscola, in questo caso trovandosi catapultato in un’indagine legata alla celebre battaglia di Gavinana del 3 agosto 1530. L’evento mise fine all’assedio di Firenze da parte dell’esercito imperiale di Carlo V con lo scopo di restaurare la signoria dei Medici e destituire la Repubblica.

L’estroso sceneggiatore Moreno Burattini, in grado di destreggiarsi con abilità tra i temi e le ambientazioni più disparate come dimostrano un suo precedente Speciale Dampyr (La porta dell’Inferno, N°12) e alcune incursioni per storie brevi apparse sul Color Tex, pur restando fedelissimo alla collana Zagor da lui curata ha trovato il tempo di elaborare una impeccabile storia dampyriana densissima di azione e di spunti a base di vampiri ma ineccepibile sotto il profilo storico, stante anche il ritorno in scena del professor Alessio Montanari.

Esperto storico e “alter ego” a fumetti di Alessandro Monti, erudito amico di Burattini, è proprio Montanari l’oggetto delle violente attenzioni di una sorta di setta fuoriuscita dai Lupi Azzurri con i quali invece Harlan ha per ora stipulato una sorta di patto di non belligeranza. L’oggetto del contendere è un misterioso oggetto che racchiude in sé degli enormi poteri e che solo Montanari può rintracciare decifrando un antico manoscritto, “Il Codice Ferrucci” che dà il titolo all’albo.
Determinante è anche l’intervento di Draka, il padre di Dampyr, anch’egli interessato a mettere le mani sull’oggetto misterioso e che fornisce indizi al figlio per il successo della missione.


Nonostante il racconto abbia tra i suoi punti di forza le continue sequenze di azione, a chiarire meglio la trama e le ambientazioni ci pensano i numerosi e chiarissimi flashback che aiutano il lettore a non perdere mai il filo della narrazione, anzi: persino l’epilogo, al quale in genere vengono dedicate poche tavole sulla serie regolare, in virtù della maggiore foliazione dell’albo Speciale risulta molto più completo corredando una storia curatissima che omaggia la Storia del XVI secolo in Italia pur offrendo del sanissimo diletto nella lettura.

Funziona molto bene il binomio tra Burattini e Fabrizio Russo, abituati a collaborare sulle pagine di Zagor e che qui dimostrano la loro sintonia e il loro affiatamento. Le tavole assecondano al meglio la narrazione scandendo i tempi e i ritmi e seguendo schemi di facile lettura: ciò non toglie nulla al lavoro di Russo, anzi lo rende ancora più prezioso grazie ad una efficace caratterizzazione dei personaggi e ad una ricostruzione pressoché perfetta degli ambienti più cupi e claustrofobici nei quali si muovono i protagonisti.

L’infaticabile Enea Riboldi, da sempre copertinista ufficiale della serie regolare, non molla la presa e si occupa anche degli Speciali, in questo caso offrendoci un macabro saggio di bravura che oscilla tra il buio e uno sprazzo di luce gettato nei sotterranei di Gavinana e sui loro segreti.

Uscita: 21/10/2021
Formato: 16×21 cm, b/n
Pagine: 160
Soggetto: Moreno Burattini
Sceneggiatura: Moreno Burattini
Disegni: Fabrizio Russo
Copertina: Enea Riboldi

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Biografia Christian Imparato

Classe '76, lettore compulsivo fin da bambino, ho maturato quella che si può definire, parafrasando De Crescenzo ed Eco, una libridine bibliofila. Nel frattempo ho fatto tante cose, dal precettore per liceali all'addetto vendite estere passando per il portiere d'albergo per finire con l'attuale ruolo di copywriter e operatore SEO. Se vi piace, chiamatemi Nemo.

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